Rai: M5S, no ipotesi deroghe a tetto
Aggiornato il 19 luglio 2018 18 Luglio Lug 2018 1345 18 luglio 2018

Chi sono i consiglieri Rai eletti dal parlamento

Il Senato ha scelto Beatrice Coletti, la più votata anche su Rousseau, e ha riconfermato Rita Borioni (Pd). La Camera ha nominato Igor De Biasio (Lega) e Giampaolo Rossi (Fratelli d'Italia).

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Beatrice Coletti e Rita Borioni sono i due componenti del nuovo consiglio di amministrazione della Rai eletti dal Senato. Coletti, supportata dal M5s, ha ottenuto 133 voti. Mentre Borioni (Pd) è stata riconfermata con 101 preferenze. Tra i non eletti Michele Santoro ha preso due voti, uno soltanto Claudia Mazzola (leggi anche: Chi è Beatrice Coletti la più votata su Rousseau per il cda Rai). Alla Camera, invece, sono stati eletti Igor De Biasio della Lega e Giampaolo Rossi di Fratelli d'Italia. De Biasio ha ottenuto 312 voti, Rossi 166. Ha dunque retto l'accordo politico che prevedeva un posto del cda a testa per M5s, Lega, Pd e Fdi. A Forza Italia, invece, è andata la presidenza della commissione di Vigilanza (leggi anche: Chi è Barachini nuovo presidente della Vigilanza Rai).

A sinistra Rita Borioni, a destra Beatrice Coletti.

La riconfermata Borioni è una storica dell’arte, ex viceresponsabile Cultura del Pd. È entrata nel cda di viale Mazzini nel 2015. De Biasio è un dirigente locale del Carroccio a Monza, ma è anche direttore commerciale di Moleskine per l'Europa e il Medio Oriente. Rossi, invece, è un esperto di comunicazione. È stato presidente di Rainet, società del gruppo Rai che aveva l’obiettivo di portare i contenuti del servizio pubblico anche sul web. Gestiva i portali Rai.it e RaiPlay ed è stata chiusa nel 2014.

A sinistra Giampaolo Rossi, a destra Igor De Biasio.

Il consiglio di amministrazione della Rai è composto in tutto da sette membri. Al suo interno sceglie il presidente (acquisito l'ok della Vigilanza a maggioranza di due terzi) e nomina anche l'ad/direttore generale, su proposta del ministero dell'Economia. La riforma varata dal governo Renzi nel 2015 ha limitato i poteri del cda, il principale dei quali consente di sfiduciare l'amministratore delegato, che può operare con grande autonomia pur essendo espressione, come il consiglio stesso, delle forze politiche. Il parlamento procede all’elezione di quattro consiglieri (due sono eletti dal Senato e due dalla Camera), altri due sono nominati dal governo e il settimo dai dipendenti dell'azienda. In ogni caso la carica più importante, dopo la riforma del 2015, è quella di ad/direttore generale, ruolo ricoperto attualmente dall’ex direttore del Tg1 Mario Orfeo. Può infatti nominare direttamente i direttori di rete e delle testate giornalistiche come i telegiornali. Inoltre, può assumere e promuovere dirigenti senza dover consultare il cda. La scelta dell'ad/direttore generale spetta all’azionista di maggioranza della Rai, cioè al ministero dell’Economia.

LE PROSSIME TAPPE PER COMPLETARE LE NOMINE RAI

Il 19 luglio i dipendenti della Rai hanno eletto il consigliere di loro competenza, Riccardo Laganà, candidato di IndigneRai. L'affluenza si è fermata al 56,9%. Entro la fine della settimana, invece, forse venerdì 21 luglio, dovrebbe riunirsi il Consiglio dei ministri per scegliere i due membri indicati dall'esecutivo. Infine l'assemblea dei soci, quindi il ministero dell'Economia che detiene il 99,5% delle azioni, lunedì 23 luglio indicherà il futuro amministratore delegato di viale Mazzini. Per questo ruolo non si escludono sorprese e sono in discesa sia le quotazioni di Fabrizio Salini, ex direttore di La7 e Sky Uno, sia quelle di Fabio Vaccarono, Country manager di Google per l'Italia, che ha deciso di non muoversi dalla sua attuale posizione. In base alla riforma del 2015 l'amministratore delegato resta in carica per tre anni, ma può essere revocato dal cda stesso.

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