Ilva Calenda Di Maio

L'Ilva incendia lo scontro Calenda-Di Maio

L'ex ministro dello Svilluppo replica alle accuse del vice-premier. Che aveva parlato di «pasticcio» per la gara che ha portato alla cessione. E lo sfida a un confronto televisivo.

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Il 'caso' Ilva, con le pesanti critiche indirizzate al processo che ha portato alla cessione da parte di Luigi Di Maio, si è tramutato in uno scontro politico. A infiammarlo le parole di Luigi Calenda, predecessore di Di Maio al ministero dello Sviluppo, che ha invitato il vice-premier, che aveva parlato di «pasticcio» a un confronto televisivo. «Caro Di Maio», ha scritto Calenda su Twitter, «mercoledì sarò a In Onda. Facciamo un bel confronto posato e costruttivo su decreto Dignità e Ilva».

A rincarare la dose erano già arrivate le parole rilasciate in un'intervista al Messaggero. Sull'Ilva Di Maio «dice balle», aveva attaccato Di Maio. «La stessa Anac spiega che la gara è valida e non ci sono gli estremi per annullarla. L'unico modo per farlo è invocare l'interesse generale. Di Maio può farlo in qualsiasi momento, così come potevo farlo io. Certo, questo lo esporrebbe a delle conseguenze, compresa l'eventuale richiesta di risarcimento da parte della società vincitrice. Se Di Maio pensa che sia illegittima annulli la gara». Secondo l'ex ministro dello Sviluppo economico quelle del suo successore al dicastero sono solo «chiacchiere che servono a prendere tempo rispetto alla promessa elettorale di chiudere l'Ilva e all'incapacità adesso di gestire questa situazione».

21 Luglio Lug 2018 1320 21 luglio 2018
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