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FAMIGLIE ARCOBALENO
26 Luglio Lug 2018 1440 26 luglio 2018

Fontana contro il riconoscimento dei figli delle coppie gay

Il ministro si oppone all'iscrizione all'anagrafe dei «bambini concepiti all'estero da parte di genitori dello stesso sesso». Anche Salvini ribadisce «il diritto del bambino di avere una mamma ed un papà».

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Lorenzo Fontana, il ministro per la Famiglia e le Disabilità già oggetto di polemiche, torna sulle famiglie arcobaleno rivendicando la sua contrarietà al riconscimento dei figli delle coppie gay. In audizione alla Commissione Affari sociali ha detto: «Rilevo come l'attuale assetto del diritto di famiglia non possa non tenere in conto di cosa sta accadendo in questi ultimi mesi in materia di riconoscimento della genitorialità, ai fini dell'iscrizione dei registri dello stato civile di bambini concepiti all'estero da parte di coppie dello stesso sesso facendo ricorso a pratiche vietate dal nostro ordinamento e che tali dovrebbero rimanere».

Gli dà manforte il minstro dell'interno Matteo Salvini che rispondendo a un question time alla Camera ribadisce: «Fino a quando io sarò ministro gameti in vendita ed utero in affitto non esisteranno come pratica, sono reati. Difenderemo in ogni sede immaginabile il diritto del bambino di avere una mamma ed un papà»

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L'estrema destra a Verona, le associazioni pro-vita, i legami con Mosca e Putin: ritratto del braccio destro di Matteo Salvini diventato ministro della Famiglia e della Disabilità nel governo Conte.

Nel suo primo giorno da ministro aveva rilasciato un'intervisa al Corriere della Sera in cui aggermava che: «Le famiglie gay? Non esistono». Tanto si era scaldato il clima, che il ministro dell'interno e vicepremier era stato costretto ad intervenire. Matteo Salvini aveva infatti dovuto precisare a stretto giro che certo, «Fontana è libero di avere le sue idee» ma che queste «non sono priorità e non sono nel contratto di governo». Sembra che abbia cambiato idea.

«PIÙ MIGRANTI NON RISOLVONO IL CALO DELLE NASCITE»

La famiglia deve essere considerato un investimento e non una spesa. Il capitale famiglia rappresenta infatti un investimento per il welfare, per il futuro e in termini di Pil. Ogni anno perdiamo in termini demografici una città come Padova. Un problema non certo risolvibile solo allargando le maglie dei flussi migratori

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