Fabrizio Salini
Politica
27 Luglio Lug 2018 1432 27 luglio 2018

Chi è Fabrizio Salini, nuovo amministratore delegato della Rai

Romano, classe 1967, da gennaio è direttore generale di Stand by Me, società di produzione televisiva fondata nel 2010 da Simona Ercolani. Fino a giugno 2017 è stato alla guida di La7.

  • Daniele Ferri
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Fabrizio Salini.

Fabrizio Salini è stato nominato dal governo M5s-Lega nuovo amministratore delegato della Rai. Romano, classe 1967, da gennaio 2018 è direttore generale di Stand by Me, società di produzione televisiva fondata nel 2010 da Simona Ercolani, ex consulente del governo Renzi per cui ha curato un'edizione della Leopolda. Salini vanta un'esperienza ventennale nel settore. Fino a giugno 2017 è stato direttore di La7. Dal 2014 al 2016 è stato amministratore delegato di Fox International Channels Italy. Per lo stesso gruppo, dal 2003 al 2011, ha ricoperto il ruolo di Vice President Entertainment Channels. Prima ancora ha lavorato come Vice President Content per Discovery Communication Italia e come direttore dei canali Cinema e Intrattenimento di Sky Italia (leggi anche: Accordo nel governo per i nuovi vertici della Rai).

QUALI SONO I POTERI DELL'AMMINISTRATORE DELEGATO DELLA RAI

Il 18 luglio Camera e Senato hanno eletto i nuovi membri del consiglio di amministrazione della Rai, poi è toccato ai dipendenti dell'azienda scegliere il loro rappresentante (leggi anche: Chi sono i consiglieri Rai eletti dal parlamento). Il cda della Rai nomina l'amministratore delegato su proposta del ministero dell'Economia e al suo interno sceglie anche il presidente, acquisito l'ok della commissione di Vigilanza a maggioranza di due terzi (leggi anche: Chi è Marcello Foa, nuovo presidente della Rai). La figura più importante rimane però quella di amministratore delegato, che resta in carica per tre anni. In virtù della riforma varata nel 2015 dal governo Renzi, infatti, Salini potrà nominare direttamente i direttori di rete e delle testate giornalistiche come i telegiornali. Inoltre, potrà assumere e promuovere dirigenti senza dover consultare il cda. Il consiglio, da parte sua, ha il potere di sfiduciare l'amministratore delegato.

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