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31 Luglio Lug 2018 1131 31 luglio 2018

Chi è Giampaolo Rossi

Consigliere Rai voluto da Fdi, potrebbe essere nominato presidente al posto di Foa bocciato dalla Vigilanza. Tra attacchi a Mattarella e difese di Salvini, il profilo. 

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Dopo l'ok del cda della Rai, la commissione di Vigilanza il primo agosto ha bocciato la nomina di Marcello Foa alla presidenza di Viale Mazzini. Al voto hanno partecipato 23 componenti su 40. I voti favorevoli sono stati 22, sotto il quorum dei due terzi (27). Il giornalista però potrebbe spuntarla lo stesso: in quanto consigliere anziano, infatti, continuerà a presiedere il board fin tanto che in Vigilanza non si sboccherà la situazione, ha ricordato il pentastellato Gianluigi Paragone.

L'ALTERNATIVA A FOA È GIAMPAOLO ROSSI

L'alternativa a Foa però ci sarebbe. Si tratta di Giampaolo Rossi, eletto dalla Camera nel cda Rai su indicazione di Fratelli d'Italia. Non meno sovranista di Foa, lo stesso Rossi su Twitter il 27 luglio salutava la nomina del giornalista alla presidenza Rai. «Un grande giornalista e un uomo libero», aveva commentato, «due qualità per rilanciare un vero pluralismo dell'informazione nel tempo del pensiero unico. Felice di poter lavorare con lui nel prossimo cda».

Classe 1966, Rossi è laureato in Lettere alla Sapienza di Roma. Esperto di comunicazione è stato dal 2004 al 2012 presidente di Rainet, società del gruppo Rai nata nel 1999 e chiusa nel 2014 che gestiva i portali web del dominio Rai.it e RaiPlay.it. Sul Giornale Rossi tiene il blog L'Anarca e attualmente è digital consultant per la Direzione Radio Rai, membro Advisory Board del Forum della Comunicazione Digitale e componente del Comitato Scientifico di Eticmedia-Lab. Dal 1996 sono state parecchie le poltrone che ha occupato, tra cui quella di direttore Master Media & Entertainment per la Link Campus University, il cosiddetto pensatoio grillino.

LE CRITICHE A MATTARELLA E LA DIFESA A SALVINI

Se dovesse spuntarla in Vigilanza, la linea di Foa tanto criticata da Pd e LeU sarebbe comunque garantita. Esattamente come il giornalista sponsorizzato da Matteo Salvini, Rossi per esempio era stato estremamente critico nei confronti di Sergio Mattarella. Il 28 maggio sul suo blog scriveva: «Nel 2011 il complotto di Napolitano, orchestrato con la collaborazione della tecno-finanza europea e la volontà di Berlino e Parigi di eliminare un premier scomodo ed eletto dai cittadini (Silvio Berlusconi), consumò un oltraggio che ha segnato nel profondo la nostra democrazia; ciò che allora, uno dei maggiori analisti britannici di questioni europee, Ambrose Evans-Pritchard, definì “un colpo di Stato sicuramente nello spirito se non anche nel diritto costituzionale". Oggi Mattarella liquida una maggioranza parlamentare e un governo legittimo con un atto di prevaricazione costituzionale che trasforma le “prerogative del Quirinale” in un’autoritaria intromissione nelle scelte del governo e nelle sue linee politiche; cosa che un presidente della Repubblica non può fare!!!». Il titolo dell'intervento? The Mattarella Horror Picture Show.

CONTRO LE ORDE DI GIOVANI DI COLORE DELLE BANLIEUE

L'ultimo post, invece, dedicato alla vittoria mondiale dei Bleus, si concentra sia su Mbappé, volto positivo della Francia multiculturale, e su quello negativo rappresentato dai saccheggi a Parigi e in altre città francesi dopo la finale. A opera, secondo lui, non di «ubriachi impazziti da una vittoria esaltante, ma vere e proprie orde organizzate di cieca violenza; orde, nella stragrande maggioranza dei casi, composte da giovani di colore, magrebini, afro-francesi che dalle periferie emarginate, dalle banlieue, dalle zone a maggioranza islamica sempre più islamiste, sono “calati” nei centri città a rubare e distruggere».

IN DIFESA DI FRANCESCA TOTOLO, «DAMA SOVRANISTA»

Non è finita: come Foa poi Rossi difende Francesca Totolo, l'autrice del tweet sullo smalto di Josepha, sposandone la definizione di «dama sovranista». «Una delle più scrupolose cacciatrici delle fake news del mainstream», cinguettava Rossi. «Per questo il mainstream la odia. Per questo il mainstream ha iniziato ad accendere i roghi».

​E prendeva le parti del ministro dell'Interno Salvini dopo la critica di Famiglia Cristiana.

Anche sulla rivoluzione ucraina, definita un «fake» da Salvini, ha idee simili a quelle del vicepremier. Fu un «colpo di Stato finanziato da Obama e dall'élite globalista». Insomma, per la presidenza Rai anche se cambia il nome Lega e M5s continuano sulla stessa strada.

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