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2 Agosto Ago 2018 1646 02 agosto 2018

Il figlio di Marcello Foa lavora nello staff di Matteo Salvini

Il figlio del candidato alla presidenza Rai è alla dipendenze del vicepremier. E dire che il giornalista si dichiarava «estraneo alla logica della partitocrazia». 

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Anche Marcello Foa tiene famiglia. Mentre il giornalista sponsorizzato da Matteo Salvini, e bocciato alla presidenza Rai dalla commissione di Vigilanza, per il momento dichiara che «continuerà a coordinare il cda come consigliere anziano», suo figlio 24enne lavora proprio nello staff della Comunicazione del ministro dell'Interno e vicepremier. A scoprirlo è stato l'Espresso spulciando il profilo Linkedin di Leonardo Foa. E dire che il 31 luglio, il candidato salviniano alla presidenza di Viale Mazzini assicurava il suo «impegno a garantire l'autonomia dei giornalisti per un'informazione di servizio pubblico» che fosse «autorevole, indipendente e autenticamente pluralista. La Rai è una risorsa per il Paese e non solo per l'informazione», aggiungeva convinto, «risorsa che va onorata e difesa nell'interesse esclusivo dei cittadini. Le logiche della partitocrazia sono estranee ai miei valori e alla mia cultura che, invece, contemplano un solo impegno incrollabile: quello nei confronti di un giornalismo libero, trasparente e intellettualmente onesto, senza pregiudizi ideologici». Ai giornalisti che gli chiedevano se la scelta di Leonardo Foa fosse imbarazzante Salvini ha risposto «assolutamente no».

LAUREA ALLA BOCCONI E POI CON MORISI

Partitocrazia o meno, Leonardo Foa è stato assunto proprio nello staff del più grande sponsor di suo padre. Nulla da dire sul curriculum del ragazzo, certo. Laurea alla Bocconi in Economia aziendale e management e master alla Scuola di management di Grenoble. Poi alcuni stage e una esperienza come guida al Teatro alla Scala e ,infine, nel settembre 2017 l'ingresso in SistemaIntranet.com, e cioè la società di Luca Morisi e Andrea Paganella che si occupa della comunicazione social di Matteo Salvini. Da qui il giovane Foa è stato chiamato nello staff del vicepremier.

DI MAIO E IL CASO MONTANINO

La coincidenza però potrebbe fare storcere il naso ai tanti supporter di Marcello Foa, giornalista «sovranista» e dalla «schiena dritta» sulla cui nomina Salvini ha ingaggiato una vera e propria battaglia di principio (un po' come accadde con Paolo Savona) tanto da arrivare a far scricchiolare il centrodestra. E forse creerà qualche maldipancia ai sostenitori del Movimento 5 stelle, quelli che fino all'altro ieri gridavano contro la politica in Rai, le parentopoli, le raccomandazioni e contro la mancanza di meritocrazia. Una cosa però è certa. Questo governo del cambiamento dà effettivamente spazio ai giovani. Il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro Luigi Di Maio per esempio ha nominato a capo della segreteria dei suoi ministeri la giovane Assia Montanino da Pomigliano D'Arco. Brillante 26enne con una laurea in Economia, nessuna esperienza e tanta onestà, Montanino - che già aveva tentato di essere eletta col M5s nella sua città senza riuscirci - guadagnerà oltre 70 mila euro l'anno.

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