Giuseppe Conte Trump Salvini Di Maio
FRONTIERE
2 Agosto Ago 2018 1400 02 agosto 2018

Perché Giuseppe Conte è un premier cheerleader

Il presidente del Consiglio si è fatto zerbino davanti a Donald Trump. Mero esecutore del contratto M5s-Lega, non è neanche un notaio, ma un solo consulente amministrativista

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Con Giuseppe Conte siamo passati dalla togliattiana “politica del doppio binario” alla pasticciata “politica del nessun binario” e lo si è ben visto durante la sua allucinante visita alla Casa Bianca, là dove Donald Trump ha visto un «Giusipi», come lo chiamava, steso come uno zerbino ai suoi piedi. Dimentico del Contratto e dei desiderata dei due dioscuri che reggono in vece sua il governo, il premier-avvocato non ha battuto ciglio: Matteo Salvini non vuole le sanzioni alla Russia? Fa niente, Donald le vuole e quindi avanti con le ritorsioni occidentali per la Crimea. Salvini se ne faccia una ragione. La Barbara Lezzi e Danilo Toninelli non vogliono la Tap perché l’hanno promesso ai loro elettori? E che importa? Donald le vuole e quindi è «un’opera strategica». E le spese militari? Nella legge di Bilancio non ci sarà spazio neanche per un euro in più, ma Donald vuole che anche l’Italia arrivi al 4% del Pil e quindi Conte s’adegua, s’inchina, si obbliga. Sul nulla.

Da sinistra, Luigi Di Maio, GIuseppe Conte e Matteo Salvini.
ANSA

CONTE SCHIAVO DEL CONTRATTO DI GOVERNO DI DI MAIO E SALVINI

L’autorevole Politico.com, uno dei più arguti e ascoltati quotidiani americani, a fronte di tanta inusitata arrendevolezza ha definito Conte «una cheerleader». Feroce. Ma azzeccato. Il nostro premier agita la bandiera, intona cori alla squadra di governo; ma non gioca, non dirige, è figura di colore e di sfondo alla partita vera che altri giocano al suo posto. Il disastro è che le promesse di Conte al bizzoso Trump non hanno – come si dice - nessun valore legale e men che meno politico. Conte non dispone nulla delle materie sulle quali si è impegnato con l’alleato americano. Salvini e Luigi Di Maio sono i domini del contratto, il premier non è neanche un notaio, ma un solo consulente amministrativista (unica materia nella quale eccelle) che ci ha messo la firma, in cambio della immeritata carica. Fantozziano è termine abusato. Ma meritato.

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