Tria: avvio flat tax in prossima manovra
Politica
3 Agosto Ago 2018 2131 03 agosto 2018

Manovra, accordo nel governo per Flat Tax e reddito di cittadinanza

Per Palazzo Chigi le due misure sono compatibili con il quadro dei conti pubblici e muoveranno i primi passi già nel 2019.

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La Flat Tax e il reddito di cittadinanza, se introdotti gradualmente, sono compatibili con il quadro dei conti pubblici e muoveranno i primi passi già nel 2019. Al primo vertice di governo in vista della legge di Stabilità, il premier Giuseppe Conte ha chiesto ai suoi ministri di mettere in fila le priorità per attrezzarsi contro la congiuntura che vede il Pil in netto rallentamento e spingere su una crescita che deve diventare «più robusta e stabile». E per rendere l'Italia «più competitiva sul mercato globale» bisogna iniziare ad attuare i due capisaldi del contratto di governo, ma entro i paletti già indicati più volte dal ministro dell'Economia Giovanni Tria: il debito deve comunque continuare a scendere e il deficit strutturale non deve peggiorare (leggi anche: L'autunno caldo che attende Tria, stretto nella morsa M5s-Lega).

LA CRESCITA ECONOMICA STA RALLENTANDO

Al primo incontro, cui ne seguirà un altro probabilmente attorno alla metà della prossima settimana, il titolare del Mef ha illustrato ai colleghi lo stato della finanza pubblica, che registra, come ha certificato di nuovo l'Istat, un calo dei ritmi di crescita che fa "decelerare" l'economia. L'asticella del Pil a fine anno si posizionerà sicuramente al di sotto dell'1,5% indicato dal precedente governo nel Def di aprile, anche se la contrazione - che per molti fa ipotizzare una crescita annua dell'1,1% - potrebbe essere inferiore al mezzo punto ipotizzato nei giorni scorsi. Questo se proseguirà il recupero della produzione industriale dopo la battuta di arresto di aprile. A giugno la produzione ha registrato un +0,5%, 1,7% su base annua, che rappresenta il secondo rialzo consecutivo ma rimane l'aumento tendenziale più contenuto da aprile 2017.

TORNANO LE TENSIONI SULLO SPREAD BTP-BUND

Di certo lo sguardo sarà andato anche alla tensione sui mercati, con lo spread che è volato fino a 168 punti per poi chiudere a 151. «Il cambiamento genera dubbi, c'è sfiducia, ci sta», ha commentato Matteo Salvini, che non ha interrotto la sua pausa a Cervia per l'incontro, demandando a Giorgetti il compito di difendere i cavalli di battaglia della Lega. Per sostenere l'economia, e per riconquistare fiducia, c'è quindi la necessità di mettere in campo nuove riforme, a partire appunto dall'alleggerimento del carico fiscale - che dovrebbe iniziare dai commercianti, con l'ampliamento della platea del vecchio regime forfettario al 15% - e dal sostegno al reddito nella fase di reinserimento nel mondo del lavoro. Le misure, viene spiegato, andranno ben calibrate in gradualità e intensità, trovando il giusto bilanciamento che consenta sia di avviarle, tenendo fede alle promesse elettorali, sia di non uscire troppo dal sentiero di risanamento dei conti tracciato negli ultimi anni.

CRUCIALE OTTENERE DALL'UE NUOVI MARGINI SUL DEFICIT

Per farlo sarà cruciale ottenere da Bruxelles nuovi margini sul deficit: l'obiettivo già annunciato da Tria è quello di allentare l'aggiustamento altrimenti «troppo drastico» previsto per il prossimo anno, spostando - almeno di un anno - il pareggio di bilancio ora previsto per il 2020 ma senza peggiorare il saldo strutturale, al netto appunto del ciclo economico, che è il parametro sui cui si misura il rispetto delle regole europee. Meno crescita per qualche decimale impatterebbe sul deficit nominale, che potrebbe salire all'1,8% quest'anno, ma non sul deficit strutturale. E se si decidesse di mantenerlo a -1% anche nel 2019 (non peggiorando, quindi) si potrebbero ricavare circa 10 miliardi (lo 0,6%) da utilizzare per la Manovra. Fondi che sarebbero però in toto fagocitati dal primo degli impegni dell'esecutivo gialloverde: evitare gli aumenti dell'Iva per 12,4 miliardi.

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