Fontana Legge Mancino
3 Agosto Ago 2018 1147 03 agosto 2018

Fontana ha proposto di abolire la legge Mancino

Il ministro per la Famiglia su Facebook ha dichiarato l'intenzione di cancellare la norma contro gli atti legati all'ideologia nazifascista: «È solo un'arma usata dai globalisti».Il Pd: «Governo sempre più nero».

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Le divergenze nel governo M5s-Lega sono emerse ancora una volta dopo che il ministro per la Famiglia Lorenzo Fontana ha proposto di abolire la legge Mancino (leggi l'intervista all'ex ministro). Prima il vicepremier Luigi di Maio e poi il presidente del Consiglio Giuseppe Conte hanno rapidamente cassato l'idea del ministro leghista, assicurando che la norma del 1993 contro l'ideologia nazifascista «rimane lì dov'è».

LA PROPOSTA DI FONTANA

«Abroghiamo la legge Mancino, che in questi anni strani si è trasformata in una sponda normativa usata dai globalisti per ammantare di antifascismo il loro razzismo anti-italiano», ha proposto Fontana (leggi il profilo), in un post su Facebook (leggi cos'è la legge Mancino). «I burattinai della retorica del pensiero unico se ne facciano una ragione: il loro grande inganno è stato svelato», ha aggiunto, bocciando con vigore la tesi secondo cui in Italia vi sarebbe un'emergenza razzismo (leggi l'elenco completo degli ultimi episodi).

I fatti degli ultimi giorni rendono sempre più chiaro come il razzismo sia diventato l’arma ideologica dei globalisti e...

Geplaatst door Lorenzo Fontana op Vrijdag 3 augustus 2018

«I fatti degli ultimi giorni», ha scritto il ministro, «rendono sempre più chiaro come il razzismo sia diventato l'arma ideologica dei globalisti e dei suoi schiavi (alcuni giornalisti e commentatori mainstream, certi partiti) per puntare il dito contro il popolo italiano, accusarlo falsamente di ogni nefandezza, far sentire la maggioranza dei cittadini in colpa per il voto espresso e per l'intollerabile lontananza dalla retorica del pensiero unico. Una sottile e pericolosa arma ideologica studiata per orientare le opinioni. Tutte le prime pagine dei giornali, montando il caso ad arte, hanno puntato il dito contro la preoccupante ondata di razzismo, per scoprire, in una tragica parodia, che non ce n'era neanche l'ombra». «Se c'è quindi un razzismo, oggi, è in primis quello utilizzato dal circuito mainstream contro gli italiani», ha continuato, «la ragione? Un popolo che non la pensa tutto alla stessa maniera e che è consapevole e cosciente della propria identità e della propria storia fa paura ai globalisti, perché non è strumentalizzabile. Abroghiamo la legge Mancino, che in questi anni strani si è trasformata in una sponda normativa usata dai globalisti per ammantare di antifascismo il loro razzismo anti-italiano. I burattinai della retorica del pensiero unico se ne facciano una ragione: il loro grande inganno è stato svelato».

SALVINI E DI MAIO FRENANO FONTANA: «NON È PRIORITÀ»

A stretto giro sono arrivate anche le parole del ministro dell'Interno e vicepremier Matteo Salvini: «Già in passato la Lega aveva proposto di abolire la Legge Mancino. Sono d'accordo con la proposta di Fontana: alle idee si contrappongono altre idee, non le manette». Anche se, in seguito, il leader del Carroccio ha gettato acqua sul fuoco: «Se mi chiedete se faremo una proposta di legge o una raccolta di firme per abolire la legge Mancino dico di no. È un'idea ma sicuramente non è una priorità per la Lega e il governo, che ha al centro della propria azione lavoro, tasse e sicurezza». Più duro Di Maio, che sul suo profilo Facebook ha scritto: «La Legge Mancino per me deve rimanere dov'è. Le pensioni d'oro invece devono scomparire alla velocità della luce».

La discussione sull'abrogazione della Legge Mancino può chiudersi tanto rapidamente quanto si è aperta. Prima di tutto...

Geplaatst door Luigi Di Maio op Vrijdag 3 augustus 2018

Poi il capo del Movimento 5 stelle ha continuato: «La discussione sull'abrogazione della Legge Mancino può chiudersi tanto rapidamente quanto si è aperta. Prima di tutto non è nel contratto di governo. In secondo luogo è uno di quegli argomenti usati per fare un po' di distrazione di massa che impedisce di concentrarsi al 100% sulle reali esigenze del Paese: lotta alla povertà, lavoro e imprese». Sulla stessa linea anche il presidente Conte: «L'abrogazione della legge Mancino non è prevista nel contratto di governo e non è mai stata oggetto di alcuna discussione o confronto tra i membri del Governo», ha scritto il premier su Facebook spiegando che sono «sacrosanti gli strumenti legislativi che contrastano la propaganda e l'incitazione alla violenza e qualsiasi forma di discriminazione razziale, etnica e religiosa».

IL PD: «GOVERNO SEMPRE PIÙ NERO». L'ANPI: «FONTANA SI DIMETTA»

«È un governo sempre più nero. Il ministro della Famiglia (sic) Fontana ora propone di abolire la legge #Mancino che vieta l'apologia di fascismo. La cosa grave è che non si tratta di un colpo di sole di un ministro un po' strambo», ha scritto su Twitter il capogruppo del Pd a Palazzo Madama Andrea Marcucci. L'Anpi, attraverso le parole della presidente Carla Nespolo, ha chiesto «con forza le immediate dimissioni del ministro Fontana. Le sue dichiarazioni violano gravemente la Costituzione della Repubblica».

«Inaccettabili le parole del ministro Fontana sull'abolizione della legge Mancino. L'Italia è una repubblica democratica antifascista e antirazzista. Chi non lo ricorda non è degno di fare il Ministro. #Fontanadimettiti»: questo il tweet del coordinatore nazionale di Mdp, deputato di Liberi e Uguali, Roberto Speranza, in risposta al ministro Fontana.

LA RISPOSTA DELLA COMUNITÀ EBRAICA DI ROMA

Anche La Comunità ebraica romana si è schierata a difesa della legge Mancino, definendola in una nota della presidente Ruth Dureghello «strumento necessario per combattere i rigurgiti di fascismo e antisemitismo». «Se si accetta l'incarico di ministro della Repubblica di questo Paese», ha affermato Dureghello, «lo si deve fare coscienti della storia e della responsabilità, evitando boutade e provocazioni stupide. Soprattutto a 80 anni anni dalle leggi razziali sarebbe bene comprendere come combattere le discriminazioni invece che strizzare continuamente l'occhio ai neofascismi».

Ma il ministro è rimasto fermo sulle sue posizioni e in un video diffuso in serata ha ribadito: «Credo che una riflessione, nonostante non sia priorità del governo, vada fatta anche sulla la legge Mancino, perchè il rischio è che diventi uno strumento per fare propaganda politica».

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