Di Battista, no a Tap e Tav
Politica
4 Agosto Ago 2018 2227 04 agosto 2018

Dibba ribadisce i no a Tap e Tav. Salvini lo gela

Di Battista: «Il Movimento ribadisca la contrarietà alle Grandi Opere, non si faccia distrarre dalla questione razzismo» Di Maio: «Ha perfettamente ragione». Il capo della Lega: «Il gasdotto va fatto».

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Nelle acque già increspate del Movimento 5 Stelle irrompe, nel giorno del suo 40esimo compleanno, Alessandro Di Battista. Parlando in video da Puerto Escondido il Dibba non risparmia (quasi) nessuno: né la Lega, né il M5S, al quale chiede di restare se stesso nelle sue battaglie simbolo, a cominciare da quelle contro il Tav e il Tap. Non è la prima volta che il punto di riferimento del movimentismo pentastellato interviene da oltreoceano per esortare i suoi colleghi a mantenere la barra dritta. Questa volta, però, Di Battista tocca due temi caldi del dibattito interno: la Torino-Lione e il gasdotto che porta il gas dal Caucaso fino in Puglia, in merito al quale il premier Giuseppe Conte ha incontrato il sindaco di Melendugno Marco Potì. Matteo Salvini risponde dalla Festa della Lega in Romagna «Non si può andare avanti dicendo solo no. La Tap va fatta: il gas costerà il 10% in meno». E annuncia: «In autunno voglio una rivoluzione sulle tasse, la stessa che sto facendo ora sui migranti».

SUL TAP CONTRARIA ANCHE LA MINISTRO PER IL SUD LEZZI

«Ribadiamo i nostri "no" sani perché ci abbiamo preso i voti su quella roba là», è l'affondo di Di Battista che bolla come «opere inutili» sia il Tav sia il Tap. Parole che sembrano destinate a rinfocolare la trincea degli ortodossi su due opere che rischiano di dividere anche il governo. Non è un caso che il ministro (pugliese) per il Sud Barbara Lezzi, nel pomeriggio condivida il post di Di Battista, ribadendo, implicitamente, la sua contrarietà al Tap.

TUTTI I NODI SULLE GRANDI OPERE

Sul Tav, invece, la Lega ha già manifestato la sua volontà: andare avanti. In un'intervista a Corriere della Sera, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti spiega che, nel vertice di ieri a Palazzo Chigi, di Tav si è parlato e, sulla soluzione che sarà adottata, non si sbilancia sottolineando come ciascun ministero farà una «ricognizione» sulle Grandi Opere sul tavolo prima di decidere se andare avanti o meno. L'impressione, tuttavia, è che se da un lato la realizzazione del Tav vacilli dall'altro, sul gasdotto, il governo non ha troppe scelte: troppo forte la pressione degli Usa e troppo salate, secondo una prima stima, le sanzioni da pagare per lo stop ai cantieri.

Le parole dI Di Battista creano quasi un asse con Beppe Grillo che ha ribadito il suo "no" al Tav e sembrano puntare il dito contro la tendenza troppo governista e filo-leghista di una parte del M5S. «Basta parlare di immigrazione, basta. Questa è distrazione di massa», attacca, invitando i membri del M5S a difendere solo Luigi Di Maio: «è un combattente, fate come lui». E infatti il capo del suo partito risponde: «Lo ringrazio sempre per quello che fa per il movimento. Alessandro ha perfettamente ragione: al governo il Movimento più che quando stava all'opposizione deve continuare a portare avanti i propri valori e la propria natura. Questa settimana abbiamo finalmente eliminato il contratto dell'Air Force Renzi, abbiamo abolito i vitalizi due settimane fa alla Camera, e adesso li dobbiamo abolire anche per il Senato, stiamo mettendo mano ad un sacco di sprechi non solo nei ministeri ma lo faremo anche con una spending review forte. Questi sono i nostri temi perché dobbiamo recuperare soldi ma soprattutto giustizia sociale». Poi, sempre a margine del suo intervento a Pescara per una manifestazione M5S, nello specifico sulla Tav rivela che anche il ministro dell'economia francese capisce i suoi dubbi ma «È nel contratto di governo».

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