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4 Agosto Ago 2018 1453 04 agosto 2018

L'anti terrorismo indaga l'attacco social contro Mattarella

400 profili Twitter aperti in una notte per chiedere l'impeachment del presidente dopo il «no» a Savona come ministro dell'Economia. L'ipotesi di interferenze di troll russi è sul tavolo.

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Il fascicolo d'indagine sui presunti attacchi web contro il presidente della Repubblica Sergio Mattarella registrati nel maggio scorso proprio nelle ore più calde della crisi per la formazione del nuovo governo dopo il voto del 4 marzo è destinato a essere aperto dalla procura di Roma. Nei primi giorni della prossima settimana verrà formalmente avviato un fascicolo di indagine che sarà coordinato dal pool di magistrati che si occupano dell'antiterrorismo e in particolare dei reati contro personalità dello Stato. A piazzale Clodio è attesa una prima informativa della polizia postale che ha ricostruito quanto avvenuto la notte tra il 27 e il 28 maggio scorso, proprio nelle ore in cui Mattarella espresse il suo "no" alla candidatura di Paolo Savona come ministro dell'Economia.

L'attacco social a Mattarella. E i retweet dei troll russi

In passato alcuni di quei profili su Twitter che ora gridavano #MattarellaDimettiti, erano stati usati una o più volte dalla Internet Research Agency (Ira) di San Pietroburgo per far filtrare nel nostro Paese la propria propaganda a favore dei partiti populisti, dei sovranisti e degli anti-europei.

Su twitter si registrò in pochi minuti la creazione di circa 400 nuovi profili, tutti riconducibili ad un'unica origine come accertato dalle forze dell'ordine, dai quali partirono migliaia di messaggi di insulti e di inviti alle dimissioni nei confronti del Presidente della Repubblica. Utilizzando la dicitura #MattarellaDimettiti intorno alle due del mattino fu messo in atto un vero e proprio bombardamento di slogan contro l'operato di Mattarella con tanto di offese volgari e inviti a lasciare il colle più alto. Una regia unica che aveva come obiettivo il Quirinale già alle prese con una delicatissima vicenda politica durante la quale si è sfiorata la crisi istituzionale dopo una richiesta di impeachment, rientrata alcune ore dopo.

IPOTESI TROLL RUSSI

L'ipotesi è che dietro questi attacchi simultanei possano esserci operatori russi specializzati in troll: si tratta soggetti anonimi che sui social lanciano messaggi provocatori. Una strategia che ricorda da vicino quanto avvenuto durante l'ultima campagna elettorale americana con lo scandalo Russiagate e le azioni disturbo sul voto messe in atto da "mani russe". Il profilo penale con cui rubricare il fascicolo di indagine sarà valutato dai magistrati dopo l'analisi dell'informativa. Di questa vicenda, intanto, si occuperà anche il Copasir, con l'audizione del direttore del Dis, Alessandro Pansa fissata per lunedì negli uffici di Palazzo San Macuto. Grande attenzione quindi al passaggio del 6 agosto per cercare di mettere insieme tutti i tasselli della vicenda.

IL RUOLO DEL COPASIR

E per il senatore Pd e componente del Copasir, Ernesto Magorno, «si tratta, evidentemente, di una vicenda assai inquietante e che merita tutti gli approfondimenti del caso. Ecco perché il Copasir, nel rispetto delle sue funzioni e prerogative, il 6 agosto raccoglierà una serie di elementi dell'audizione di Alessandro Pansa, a capo del Dis. È necessario andare in fino fondo e fare piena luce sulle ipotesi divenute di dominio pubblico in questi giorni. È compito delle Istituzioni capire cosa è accaduto. Questa vicenda ci rende ancora più consapevoli del fatto che la cybersecurity sia un grande tema su cui concentrare sforzi e competenze; perché tocca non solo la sicurezza ma soprattutto la tenuta delle nostre democrazie».

ORFINI SU TWITTER: «SALVINI HA PAURA»

Mentre il presidente del Pd, Matteo Orfini, lancia un chiaro messaggio al ministro dell'Interno Matteo Salvini scrive su twitter: «La Procura di Roma apre un fascicolo sugli attacchi web al Presidente della Repubblica Mattarella e le presunte interferenze russe. Fatti che il ministro che dovrebbe garantire la legalità ha definito oggi 'fregnacce'. Chissà perché ha così paura che si approfondisca questa storia».

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