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4 Agosto Ago 2018 2122 04 agosto 2018

Sull'obbligo ai vaccini è scontro totale

Non solo i medici. Pd, FI, FdI e perfino qualche M5S vogliono cancellare il rinvio dell'imposizione a presentare i certificati per l'iscrizione a scuole e nidi. La ministra Grillo: «Allo studio un obbligo flessibile».

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Fa una (troppo prudente) marcia indietro la ministro della salute Giulia Grillo che su Facebook scrive: «È stata sospesa per un anno una delle tre forme sanzionatorie previste dalla stessa legge, che prevede il non accesso dei bimbi non vaccinati agli asili nido e alle scuole materne. Nessun passo indietro sull'obbligo vaccinale». Dice che è allo studio «un disegno di legge che prevede un obbligo flessibile nel tempo e nello spazio», assicura «a tutti i bambini immunodepressi, quelli che non possono scegliere se vaccinarsi o meno, l'adeguata collocazione in classi in cui è assicurata la copertura vaccinale» e sottolinea che le vaccinazioni «sono un tema troppo importante e non va fatta una guerra alla razionalità». Le fa eco il vicepremier Luigi Di Maio: «Abbiamo sempre detto che i bambini si devono vaccinare, che le famiglie che non vaccinano devono essere sensibilizzate a farlo ma allo stesso tempo non si può pensare di utilizzare la scuola come obbligo, perché questo meccanismo rischia non solo di continuare a non far vaccinare ma anche di escluderli da scuola». Ma i pro-vaccini sono sempre di più.

Dopo il no della senatrice M5s Elena Fattori, contraria rispetto alla linea ufficiale del gruppo M5s allo slittamento dell'obbligo di vaccinazione per i nidi e gli asili, il dissenso tra i pentastellati è cresciuto ed è arrivato anche a Montecitorio con il deputato Giorgio Trizzino, direttore dell'ospedale Civico di Palermo, che in lungo post su facebook spiega il perché della sua contrarietà allo slittamento dell'obbligo di vaccinare, slittamento inserito nel decreto Milleproroghe: «Da quasi 40 anni lavoro in un ospedale pediatrico ed ho visto bambini morire a causa di morbillo, meningite, ma non ho mai visto bambini perdere la vita a causa di complicanze post vacciniche». Una presa di posizione netta, quella di Trizzino, che non è detto resti isolata all'interno del partito.

«IL PARLAMENTO RISPETTI LA SCIENZA»

Dalla sua parte ad esempio si schiera Guido Silvestri, docente presso la Emory University e considerato nei mesi scorsi il consulente degli M5s sul tema vaccini (i suoi interventi sono stati spesso pubblicati anche sul blog dei cinque stelle): «Delle due l'una, o si sta con la Scienza e la Medicina serie, per cui la Legge Lorenzin si modifica in modo logico, razionale ed organico, oppure si fanno queste tristi danze della furbizia, usando il milleproroghe come scudo per eliminare (di fatto) l'obbligo senza, al momento, alcun piano alternativo chiaro». Un plauso alle parole del deputato pentastellato arriva poi dall'ordine dei medici di Palermo e anche dall'ordine nazionale che lancia un appello al Parlamento affinché «rispetti la scienza» e cancelli il rinvio di un anno dell'obbligo di presentare i certificati vaccinali per l'iscrizione alla scuola dell'infanzia e ai nidi.

M5S, si allarga la fronda pro vaccini: dopo Fattori anche Trizzino

E sono due. Dopo la biologa e senatrice Elena Fattori anche il direttore sanitario dell'ospedale dei Bambini di Palermo, il deputato Giorgio Trizzino si smarca dalla linea M5s sui vaccini. Il 4 agosto Trizzino ha scritto un post su Facebook chiarissimo: "Non si ritenga", ha avvertito, "che per garantire l'accesso agli asili nido ed alle scuole materne si possa immaginare qualsiasi forma di deroga sull'obbligo a vaccinare i bambini".

Ma se nel M5s la fronda pro vax rimane comunque una minoranza rispetto alla linea ufficiale del partito, ad alzare un muro di proteste ci pensano i partiti dell'opposizione che all'unisono invitano la maggioranza giallo-verde e fare marcia indietro approfittando dell'approdo del testo a Montecitorio previsto dopo la pausa estiva. Sul piede di guerra l'ex ministro della Salute Beatrice Lorenzin promotrice della legge sull'obbligatorietà dei vaccini: «Lo stato abdica anche dal proprio dovere di garante della salute pubblica». Promette battaglia il segretario del Pd Maurizio Martina: «Contro la scelta folle del governo di posticipare l'entrata in vigore dell'obbligo ai vaccini noi ci opporremo in ogni modo dentro e fuori al Parlamento per difendere il diritto alla salute di tutti». Alle parole del segretario Dem fa eco Ettore Rosato che incalza su twitter: «Gravissimo che anche la salute pubblica sia oggetto di campagne populiste. Dovrebbe esserci un limite all'ignoranza e la ministra della Sanità, medico, dovrebbe tutelare i suoi concittadini, non metterli a rischio».

FdI: «NON ESISTE OBBLIGO SENZA CORRISPONDENTE SANZIONE»

Sul piede di guerra anche Forza Italia. La capogruppo alla Camera Mariastella Gelmini bolla come «un errore il rinvio dell'obbligo vaccinale deciso dal governo. Non è la scelta di una parte politica, ma è la scienza che chiede alle istituzioni responsabilità». Sulle barricate anche Fratelli d'Italia con il capogruppo in Senato Luca Ciriani: «Siamo al ridicolo: il ministro della Salute tace, mentre il suo capo di gabinetto afferma che l'obbligo di vaccinare in Italia esiste ancora, ma senza sanzione. Una situazione assurda. È possibile pensare che esista un obbligo senza una corrispondente sanzione?».

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