Lorenzo Fontana Ministro
6 Agosto Ago 2018 1010 06 agosto 2018

Lorenzo Fontana chiede soldi per il suo ministero

Il leghista sulle risorse che non ci sono: «Confido nella Finanziaria». E annuncia: «Se non arrivano il dicastero non serve e ne traggo le conseguenze».

  • ...

Il ministero per la prima volta c'è, i finaziamenti invece per ora non sono pervenuti. Lorenzo Fontana, il ministro per la famiglia e le disabilità del governo Conte, che si è fatto conoscere per le sue sparate contro le famiglie arcobaleno e per la proposta di abrogare la legge Mancino contro la propaganda razzista e legata all'ideologia nazifascista, è a capo di un dicastero senza risorse. Intervistato dal quotidiano La Stampa, il politico veronese ha spiegato di sperare nella manovra: «I progetti ci sono e l’attesa è grande, anche perché è la prima volta nella storia italiana che esiste questo ministero. Però ci vogliono anche le risorse. Confido che arrivino dalla Finanziaria». (leggi anche Disabilità, il governo M5s-Lega ai primi passi: urgono stampelle!). E non si è limitato alla richiesta ma, nel caso i fondi venissero a mancare, ha fatto intendere di essere pronto a un gesto di protesta. «Aiutare famiglie e disabili è una scelta etica più ancora che politica. O l’economia è al servizio dell’uomo o l’uomo dell’economia. Se non riusciremo a essere vicini ai disabili, a fare qualcosa di concreto, vorrà dire che il ministro non serve. E ne trarrò le conseguenze». Fontana è anche tornato sulla proposta di eliminare la legge Mancino, alla quale si è fermamente opposto anche il primo ministro e diversi esponenti del suo governo. «Il problema», ha detto giustificando la sua presa posizione, «è che ormai tutto quello che non si uniforma al pensiero unico e al mainstream globalista diventa razzismo. Così è passata l’equazione che chi è contrario all’immigrazione incontrollata sia razzista». Ovviamente per Fontana non è razzista né la campagna portata avanti dalla Lega, né il suo leader Matteo Salvini.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso