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7 Agosto Ago 2018 1600 07 agosto 2018

Secondo Barillari la politica deve decidere sulla scienza

Il consigliere alla regione Lazio sfida medici e scienziati su un post su Facebook. Il M5s prende le distanze, ma sul web non si fermano le polemiche degli anti-vaccini. Burioni riceve minacce di morte.

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«Visto che i politici sono tutti ignoranti, allora mettiamo medici e scienziati a scrivere le leggi, piuttosto che fargli perdere tempo a fare ricerche, ad analizzare dati e numeri, e ad occuparsi di curare i loro malati». E ancora «La politica viene prima della scienza». Il post scritto il 6 agosto dal consigliere in regione Lazio del Movimento 5 stelle Davide Barillari, ha avuto un ampio riscontro in rete, ottenendo quasi 500 condivisioni e diventando virale specialmente tra gli anti-vax. Tuttavia, la sua posizione – espressa a titolo personale – non sembra avere un riscontro in quella ufficiale del Movimento 5 Stelle che, solo il giorno successivo come sottolinea il Pd, ha preso le distanze dal suo rappresentante alla regione Lazio.

Così interviene in prima persona, e in maniera piuttosto decisa, Davide Casaleggio. Quest’ultimo aveva scritto un post sul Blog delle Stelle di tutt’altro argomento. Ma alla fine, in un post scriptum, ha avvertito l’esigenza di aggiungere: «Il MoVimento 5 Stelle prende totalmente le distanze dalle dichiarazioni del consigliere regionale del Lazio Davide Barillari. La linea del MoVimento sui vaccini è quella messa nero su bianco nel contratto di governo votato dagli iscritti e portata avanti dal ministro della Salute Giulia Grillo».

IL VIROLOGO BURIONI MINACCIATO DI MORTE

Il clima sul tema è incandescente, e travalica il buonsenso. Roberto Burioni, professore di microbiologia e virologia all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano da sempre in prima linea per la campagna pro vaccini, il è stato insultato e minacciato sul suo profilo Facebook. E si è arrivati a pubblicare du Twitter un suo fotomontaggio imbavagliato davanti ad una bandiera delle Brigate Rosse e la scritta «attento prezzolato a libro paga», secondo l'autore del post Samuele Rizzo, delle aziende farmaceutiche. Dopo lo sdegno unanime, l'autore del tweet incriminato ha cancellato tutti i suoi account.

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