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Politica
7 Agosto Ago 2018 1644 07 agosto 2018

Il M5s vuole una nuova commissione d'inchiesta sulle banche

Tra gli obiettivi dichiarati il monitoraggio dei crediti deteriorati e la ricostruzione della genesi di «certe sofferenze», ha spiegato il senatore Paragone. Da valutare l'istituzione di una Procura nazionale per i reati finanziari.

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Il Movimento 5 stelle vuole una nuova commissione bicamerale d'inchiesta sulle banche. Nell'ultimo giorno di apertura prima della pausa estiva, i senatori pentastellati hanno depositato a Palazzo Madama un disegno di legge firmato da tutti i componenti. Tra gli obiettivi della nuova commissione, come spiegato da uno dei primi firmatari, Gianluigi Paragone, c'è anche quello di «monitorare e scandagliare i crediti deteriorati», che rappresentano una «criticità per i piccoli imprenditori». L'organismo parlamentare, inoltre, sarà chiamato a fare chiarezza sulla genesi di «certe sofferenze». Per quanto riguarda i tempi, Paragone si è mostrato fiducioso: «Dovremmo riuscire a calendarizzarla già per metà settembre».

I COMPITI PREVISTI DELLA NUOVA COMMISSIONE

Il disegno di legge depositato dai senatori M5s, che in parlamento potrebbe essere modificato, prevede che la durata della commissione sia legata a quella della legislatura e che ogni anno vada presentata una relazione al parlamento. La composizione ricalca quella della commissione istituita durante il governo Gentiloni, ma con compiti parzialmente diversi e in sostanza più ampi. Si prevede infatti che la nuova commissione riprenda analiticamente l'esame della documentazione raccolta dalla commissione precedente, valuti l'istituzione di una Procura nazionale per i reati bancari e finanziari sul modello della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo e analizzi le regole sul credito cooperativo in vigore in altri Paesi europei al fine di estenderle eventualmente alle nostre Bcc. La commissione, nelle intenzioni dei proponenti, dovrebbe anche verificare «le cause di incompatibilità e di conflitto d'interessi» per vertici e dirigenti di Banca d'Italia, Consob, Ivass e Covip. Per poi approfondire, per l'appunto, il tema delle sofferenze e persino l'operato della Bce nei confronti delle banche su tale fronte.

LE CONCLUSIONI DELLA COMMISSIONE GUIDATA DA CASINI

La commissione d'inchiesta sulle banche istituita dal precedente governo era presieduta da Pier Ferdinando Casini. Ha prodotto una relazione finale approvata a maggioranza con 19 voti favorevoli, 15 contrari e sei astenuti. Definita da Casini stesso «seria ed equilibrata», puntava il dito in particolare sulle falle nel sistema di vigilanza. E analizzando le vicende di Mps, Veneto Banca, Popolare di Vicenza e delle quattro banche poste in risoluzione (Banca Etruria, Marche, CariChieti e CariFerrara) muoveva diverse critiche alla Consob e alla Banca d'Italia (leggi anche: La relazione finale della commissione banche del governo Gentiloni).

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