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Politica
Aggiornato il 13 agosto 2018 7 Agosto Ago 2018 1414 07 agosto 2018

Le cose da sapere sulla legge di bilancio 2019

In autunno la manovra finanziaria entrerà nel vivo. Ancora incerto il destino flat tax e reddito di cittadinanza. Dubbi sulla sterilizzazione dell'aumento dell'Iva. Risorse da spending e pace fiscale. Confronto con Ue sul deficit.

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In autunno arriva il banco di prova più importante del governo: la legge di bilancio. Sul tavolo di Palazzo Chigi tantissimi temi, ma soprattutto Fisco più leggero, sostegno al reddito mentre si cerca lavoro, spinta agli investimenti. Le decisioni politiche sono rimandate a settembre ma comincia a prendere forma, nelle sue linee generali, la prima manovra del governo gialloverde, che potrebbe contenere anche un primo intervento sulle pensioni e che si attesterebbe, al momento poco sopra i 25 miliardi. Le risorse arriveranno dalla spending review e, probabilmente, anche dalla 'pace fiscale', da legare all'introduzione graduale della flat tax. In un contesto di rallentamento della crescita, il governo punta a ridurre lo sforzo sui conti richiesto dalle regole Ue per poter finanziare la legge di Bilancio in deficit per 10-11 miliardi, confidando nel buon esito del dialogo con Bruxelles. Nella nota di aggiornamento al Def si dovrebbe indicare 1,2% anziché 1,5% per il 2018 e 1-1,1% per il 2019. Ecco i pilastri della manovra d'autunno.

SI LAVORA PER LA PACE FISCALE: COSTO DI 3,5 MILIARDI

'Pace fiscale' da gennaio 2019 per consentire ai contribuenti in difficoltà di rimettersi in regola con il fisco. È una delle ipotesi su cui sta lavorando il governo in vista della manovra. La misura potrebbe essere inserita anche nel decreto fiscale collegato che dovrebbe anche quest'anno accompagnare la legge di Bilancio.Il 'saldo e stralcio' riguarderà i piccoli debitori (possibile entro i 100mila euro) e non i grandi evasori. Si tratterà di un pagamento forfait per chiudere il contenzioso con il fisco. I dettagli sono ancora in via di definizione per evitare sovrapposizioni con la rottamazione delle cartelle ancora in corso​. Secondo i primi calcoli si potrebbero ottenere circa 3,5 miliardi, utili come coperture, anche se una tantum.

INTERVENTO SULLE PENSIONI CON L'INTRODUZIONE DELLA "QUOTA 100"

Durante la campagna elettorale uno dei temi più caldi riguardava la legge Fornero, o meglio il suo superamento. Nella legge di blancio, secondo le ultime indiscrezioni, dovrebbe esserci una norma per l'introduzione della cosiddetta "quota 100", ovvero la soglia per andare in pensione data dalla somma degli anni lavorati e di quelli contributivi. L'asticella dell'età dovrebbe invece essere fissata a 64 anni e l'altro paletto per limitare la platea sarà quello dei contributi figurativi, che potranno essere conteggiati con dei limiti (si è ipotizzato per massimo 2 anni). Più difficile 'quota 41', cioè la possibilità di uscire a qualunque età con 41 anni e mezzo di contributi. Il tutto per una spesa di 4 miliardi l'anno.

STERILIZZAZIONE CLAUSOLE IVA PER 12,4 MILIARDI

Il primo impegno che il governo dovrebbe mantenere è quello di evitare l'aumento dell'Iva che, senza interventi, da gennaio porterebbe l'aliquota ordinaria dal 22% al 24,2% e quella agevolata dal 10% all'11,5%. Tutte le simulazioni in corso, ha assicurato il ministro Giovanni Tria, si basano sulla sterilizzazione per intero delle clausole. Qualche intervento di riordino, ha ammesso Tria, ci potrebbe essere creando «piccoli aumenti di gettito e qualche riduzione, ma con volumi assolutamente marginali».

REDDITO DI CITTADINANZA E CENTRI PER L'IMPIEGO

Come indicato nel contratto di governo, per il sostegno al reddito si partirà dalla riforma dei centri per l'impiego (costo stimato 2 miliardi) che si cercherà di finanziare anche con il Fondo sociale Ue. Il nuovo strumento, che dovrebbe essere introdotto con una proposta di legge ad hoc, parallelo alla manovra, ingloberà vari strumenti, compreso il reddito di inclusione.

FLAT TAX, SI PARTE DA MICRO-IMPRESE

Avvio dal 2019 con un ampliamento della platea dell'attuale regime forfettario al 15% per le partite Iva, portando le soglie di ricavi da 30-50mila euro a 65mila euro. Obiettivo, abbassare le tasse a regime per 1,7 miliardi per oltre un milione di piccole e piccolissime imprese. Si starebbe valutando anche la possibilità di far salire a 100mila euro la soglia, in un secondo momento e previo via libera Ue. La tassa piatta sostituisce Iva, Irpef, Irap e tasse locali e consente semplificazioni burocratiche.

PRIMA REVISIONE TAX EXPENDITURES

Per finanziare la tassa piatta si potrebbe mettere mano agli sconti fiscali, compresi quelli per le imprese. Il progetto però, politicamente molto delicato e finora sempre rimandato, dovrebbe essere legato all'intervento generale sul sistema fiscale, con l'introduzione della dual tax (al 15% e al 20%) anche per le famiglie che potrebbe essere già impostata per partire dall'anno d'imposta 2020. Le agevolazioni fiscali, indicate nell'ultimo rapporto allegato alla nota al Def 2017, erano 468.

SBLOCCO PATTO E REGOLE SEMPLICI PER INVESTIMENTI

L'idea, perseguita già negli ultimi anni, è quella di sbloccare le risorse già a bilancio per fare avanzare le piccole opere pubbliche e di proseguire con lo sblocco (probabilmente per un altro miliardo) degli avanzi di bilancio di Comuni ed enti locali. Prevista anche una semplificazione delle regole a partire da una revisione del codice appalti.

FONDO PER I RISPARMIATORI TRUFFATI

Tra le richieste già emerse quella più costosa è senza dubbio quella per i risparmiatori. L'intenzione minima, su cui sono al lavoro al Tesoro e che ancora deve passare il vaglio del ministro Giovanni Tria, è quella di triplicare il fondo istituito co l'ultima legge di Bilancio che ancora non è operativo, aggiungendo almeno altri 300 milioni di euro (sempre spalmati in 4 anni). Ma l'obiettivo sarebbe quello di a mezzo miliardo complessivo, da attingere sempre dai conti dormienti.

NODO SANITA': MANCANO 600 MILIONI

Se per quest'anno non dovrebbero esserci problemi di tagli (la sanità è esclusa, ha assicurato Tria), una grana il ministero l'ha già individuata ed è un 'buco' da 600 milioni negli stanziamenti che impedisce la piena attuazione dei nuovi Lea con l'aggiornamento del nomenclatore tariffario per il rimborso di protesi e ausili. Ci sarebbe poi, come chiesto dal ministro Lorenzo Fontana, anche da aumentare la dotazione del fondo per la non autosufficienza (oggi a 450 milioni) e da aumentare l'assegno per gli invalidi civili, oggi in media a 278 euro, al livello delle pensioni minime (nel 2018 507 euro).

PER LE IMPRESE RESTANO SUPER E IPERAMMORTAMENTO

In cantiere la riconferma delle due misure (la prima al 130% e la seconda al 250%), ricomprese nel piano Impresa 4.0, per chi rinnova macchinari o software. Si stanno studiando anche altri meccanismi per stimolare gli investimenti privati

LAVORO, NUOVI INCENTIVI PER LE ASSUNZIONI STABILI

Dopo la proroga per altri 2 anni del vecchio bonus assunzioni under 35 (con 300 milioni in 3 anni) il governo punta ad altri sconti per rendere più conveniente il contratto a tempo indeterminato.

SPENDING REVIEW

Alle amministrazioni verrà chiesto un nuovo sforzo che, nel caso dei ministeri, dovrebbe superare 1 miliardo l'anno di tagli chiesto lo scorso anno. Si dovrebbe procedere con un 'congelamento' della spesa corrente, eccezione fatta per sanità, scuola e ricerca.

LE ALTRE MISURE CHE CERCANO UNA COPERTURA

Fondi per abbattere le rette degli asili nido, sconti per l'acquisto dei seggiolini anti-abbandono, bonus vari da prorogare, a partire da quello per l'acquisto dei mobili. E poi la tante volte annunciata e mai arrivata cedolare secca sui negozi, passando per la stabilizzazione della compensazione tra debiti e crediti della P.a., l'aumento degli assegni per gli invalidi.

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