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Politica
8 Agosto Ago 2018 1836 08 agosto 2018

Vigilanza Rai, il cda boccia Laganà

Il consigliere non ha ottenuto la maggioranza dei voti. Foa: «Il tema della presidenza verrà discusso dopo la pausa la estiva del Parlamento». I sindacati: «Così si condanna la Rai all'immobilismo».

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Tutto rimandato a settembre. Il Consiglio di Amministrazione della Rai ha discusso nuovamente la situazione venutasi a creare dopo il voto della Commissione parlamentare di Vigilanza e, su proposta della consigliera Rita Borioni, è stata votata la candidatura a presidente del consigliere eletto dai dipendenti Rai Riccardo Laganà. Il Consigliere Laganà non ha ottenuto la maggioranza dei voti. Tutta la maggioranza si schiera compatta a difesa del nome, già bocciato di Marcello Foa. Anche se difficilmente, alla luce dei pareri legali notificati della Vigilanza, sarà ancora quello di Foa. L'auspicio è che queste settimane prima della ripresa servano a limare le distanze tra Matteo Salvini e Silvio Berlusconi e a trovare la convergenza su un altro nome.

SINDACATI: CDA OSTAGGIO DEL GOVERNO

«Sul tema della presidenza, il Cda della Rai è ostaggio del governo. Ancora una volta i consiglieri si sono piegati al diktat governativo e non hanno nominato il presidente. Allo stesso modo, il no alla proposta di nominare Riccardo Laganà, consigliere eletto dai dipendenti, è la prova che l'obiettivo non è mettere l'azienda in condizione di operare, ma solo occuparla», commentano Usigrai e Federazione nazionale della stampa. Per i sindacati, «è un comportamento che condanna la Rai all'immobilismo. E nei fatti a non poter operare, creando gravi danni all'azienda. Di certo ora il consiglio di amministrazione non può andare in vacanza. I consiglieri hanno il dovere di convocarsi in seduta permanente fino a che non si trova la maggioranza per un presidente di garanzia».

FOA: NOMINA RINVIATA ALL'11 SETTEMBRE

«Il tema della presidenza verrà discusso dopo la pausa la estiva del Parlamento. Ci auguriamo che si possa trovare una soluzione in tempi rapidi nell'interesse dell'azienda. Questo è un sentimento condiviso nel consiglio», dice all'Ansa il consigliere anziano Marcello Foa. E aggiunge: «Noi abbiamo risposto a tutte le osservazioni della Commissione di Vigilanza e dal punto di vista legale e procedurale siamo perfettamente in linea con la bicamerale. Questo consiglio, vista anche la situazione inconsueta in cui si è venuto a trovare, è particolarmente scrupoloso nel rispettare norme e regolamenti». In giornata aveva incassato gli apprezzamenti del premier Giuseppe Conte. Di tutt'altro avviso i sindacati: «La presunzione di Foa di continuare a svolgere un inesistente ruolo di coordinatore è un atto di arroganza e di prepotenza nei confronti di quanto votato e scritto dal parlamento».

OK AI DIRITTI CALCIO E UN POSTO AL SOLE

Il cda, a partire dall'ad Fabrizio Salini, vuole rispettare scrupolosamente norme e regolamenti e per questo ha seguito le indicazioni della Commissione di Vigilanza, informandola che avrebbe approvato atti ritenuti urgenti e indispensabili. Ha quindi approvato all'unanimità dei presenti - hanno lasciato l'aula al momento del voto i consiglieri Borioni e Laganà - i due contratti che erano all'ordine del giorno, quello dei diritti calcio per tre stagioni del campionato di calcio di serie A e il rinnovo del contratto per la produzione della fiction Un post al sole, in onda su Rai3 dal 1996.

LA LETTERA DI BARACHINI

Il 7 agosto, l'ufficio di presidenza della commissione di Vigilanza Rai aveva deciso all'unanimità di inviare una lettera al consiglio di amministrazione di viale Mazzini affinché si pronunciasse sulla scelta di un nuovo presidente dopo la bocciatura di Marcello Foa. Nella lettera si spiegava che «si è in presenza di una nomina che non è stata perfezionata in sede parlamentare con la prevista maggioranza». Dunque «l'organo collegiale, nonché l'amministratore delegato» dovrebbero «astenersi dal procedere ad altri atti, quali, ad esempio, le nomine dei direttori di rete, di canale e di testata». Al cda Rai, infine, «si ricorda l'urgenza e si sollecita l'adozione della nuova delibera di nomina del presidente. Questa rientra nelle competenze del consiglio di amministrazione e costituisce il presupposto indispensabile per superare l'anomalia della attuale situazione. La commissione che presiedo», conclude il presidente della commissione Alberto Barachini, «potrà essere immediatamente convocata per procedere».

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