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9 Agosto Ago 2018 1655 09 agosto 2018

La XVII legislatura si è occupata (quasi) solo di pensioni

Tante proposte per gli anziani (zoccolo duro dell'elettorato) e sulla giustizia. Mentre Sud, sicurezza sul lavoro, istruzione e infanzia sono stati i temi trascurati: le iniziative del parlamento Letta-Renzi-Gentiloni.

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Negli ultimi decenni l'aumento dei decreti ha messo in secondo piano la funzione legislativa del parlamento a favore dell'interventismo governativo, spesso criticato dai costituzionalisti. Di cosa si discute nelle due Assemblee? Grazie al report dell'Ufficio valutazione impatto (Uvi) voluto dall'ex presidente del Senato, Pietro Grasso, oggi siamo in grado di riportare le materie trattate nella Camera Alta durante la XVII legislatura, quella prima dell'avvento di Lega e Movimento 5 stelle al governo. Un dato, su tutti: si è parlato molto di giustizia e quasi per niente della questione meridionale. Si è dibattuto per ore su temi legati alle pensioni mentre infanzia ed energia sono stati ignorati, a riprova della scarsa lungimiranza del legislatore, molto concentrato sulla stretta attualità e disinteressato a tutto ciò che non porta consenso nell'immediato.

XVII LEGISLATURA: PRESENTATE 2.762 PROPOSTE

La XVII legislatura - durata 1.833 giorni, dal 15 marzo 2013 al 22 marzo 2018 - si è caratterizzata per il succedersi di tre governi (Letta, Renzi e Gentiloni) e per il significativo cambio di casacche parlamentari, che ha portato a un florilegio di gruppi: 13 al Senato. Sono state presentate in prima lettura 2.762 proposte legislative. La Camera Alta ha dato il via a quasi il 92% dei disegni di legge (ddl): 2.539 in totale, di cui: 692 da parte del Partito democratico (27,2%), 409 portati in discussione dal gruppo Misto (16,1%), 342 firmati da Forza Italia-Pdl (13,5%), 319 presentati dalla Lega Nord (12,6%), 245 depositati dal Movimento 5 Stelle (9,6%), 229 dal gruppo Autonomie (9%) e 141 da Grandi autonomie e libertà (5,5%).

GIUSTIZIA: OSSESSIONE SOPRATTUTTO DI FORZA ITALIA

Numeri significativi ma, principalmente, di cosa si è parlamentato? Ovviamente di giustizia, che continua a ossessionare la maggior parte dei partiti. In particolar modo Forza Italia, che le ha dedicato il 21% dei ddl che ha redatto, ma seguono non troppo distaccati: Pd (17,8%), M5s (16%) e Lega Nord (11,4%).

SENATO: SI È DISCUSSO DI PENSIONI E POCO DI MORTI BIANCHE

Ma i numeri riportati dall'Uvi dicono molto altro. Per esempio, che in Senato si è discusso parecchio di sanità e di cultura, che è un bene, ma altrettanto parecchio di pensioni. Considerata l'età media della popolazione e, dunque, degli elettori, il dato non sorprende. I partiti guardano molto a come si compone, oggigiorno, l'elettorato: non è un caso, quindi, se temi come famiglia e infanzia siano finiti in secondo piano, persino dopo le forze armate. Non sempre la cronaca influenza le scelte politiche. Soltanto nel 2017 sono state presentate all’Inail 635.433 denunce di infortuni, 1.029 delle quali con esito mortale (+1,1% rispetto al 2016), eppure in Senato i ddl sul tema della sicurezza sul lavoro sono stati appena l'1,7% del totale. Come se il problema delle morti bianche non esistesse.

TEMI DIMENTICATI: SUD, AFFARI EUROPEI E COMMERCIO CON L'ESTERO

Si continua a dibattere ancora troppo poco su istruzione, università e ricerca (3,7%), fisco (3,5%), affari esteri (1,4%) e informazione (e, quando lo si fa, è per parlare del divieto della pubblicazione delle intercettazioni). Nemmeno le banche, che pure sono state al centro di parecchi scandali mediatici e politici e di diversi interventi governativi, hanno portato via molto tempo ai senatori: i ddl in tema sono stati circa l'1,5% del totale. Dimenticati da quasi tutti i gruppi parlamentari gli affari europei (0,5%) e soprattutto i problemi del Mezzogiorno e delle aree depresse (0,3%). La politica ha continuato a ignorare il tema dell'emigrazione meridionale anche per tutta la XVII legislatura (secondo il report Svimez 2018, negli ultimi 16 anni sono stati circa 2 milioni i cittadini del Sud che hanno lasciato le proprie case). Nel dimenticatoio anche l'energia, nonostante sia una questione tanto impellente quanto fondamentale per il nostro sviluppo e, dunque, per il nostro futuro. Chiude la rassegna il commercio con l'estero (quest'ultimo costituisce solo lo 0,1% di tutti i ddl depositati).

IN SINTESI: POLITICI POCO LUNGIMIRANTI E TROPPO ATTENTI AL CONSENSO

La fotografia scattata dall'Uvi disegna un legislatore che continua ad avvitarsi sulla giustizia e a dibattere su temi legati alla stretta attualità o cari alla maggioranza dell'elettorato: gli anziani. Vengono invece lasciati in disparte da quasi tutti i gruppi parlamentari i progetti di riforma che non porterebbero consenso nell'immediato: quelli che riguardano la famiglia e l'infanzia, la scuola, gli affari comunitari e con l'estero, il commercio. Poche le eccezioni: dal quadro generale si discostano Articolo 1 Movimento democratico e progressista - oggi Liberi e uguali - che agli affari costituzionali fa seguire, ex aequo, industria e artigianato, assistenza e previdenza, banche, credito e sanità, e il gruppo Federazione della libertà che, al secondo posto, a pari merito con la sanità e gli affari costituzionali, ha puntato su finanze, fisco, occupazione e lavoro.

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