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MAMBO
10 Agosto Ago 2018 1318 10 agosto 2018

L'estate si porta via il partito del dialogo con i grillini

Chi cercava un punto di contatto con il M5s ha trovato solo un partito che vuole abolire la democrazia. Ora dobbiamo vaccinare il Paese contro Di Maio e i fascismi di Salvini.

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Il partito del dialogo con i 5 stelle è armato di buone intenzioni. Una su tutte, quella di separare i grillini da Matteo Salvini. Questo partito continua a pensare che, se il Pd avesse aperto pentastellati, oggi ci sarebbe un governo diverso con Matteo Salvini all’opposizione (e al 50% dei sondaggi). C’è un fondo di verità in questi ragionamenti che accetto malgrado la mia idiosincrasia per il M5s. È vero che il movimento che ha come pivot Luigi Di Maio è ancora un amalgama, in questo caso ben riuscito, di culture e passioni che rimandano, in taluni campi, a culture e passioni vicine alla sinistra. L’altro dato che aiuta i dialoganti a insistere è l'innegabile presenza di un elettorato di sinistra nel blocco che ha portato al potere Di Maio e altri “facinorosi senza mestiere”. I meriti dei dialoganti finiscono qui.

Luigi Di Maio.

M5S, UN PARTITO 'SERVENTE' CHE VUOLE ABOLIRE LA DEMOCRAZIA

Il tema della discussione fra dialoganti e altri è incentrato su due cose, però. Il primo è che cosa significhi dialogare. Il secondo è che cosa diventa giorno dopo giorno il Movimento 5 stelle. Partiamo da questo secondo quesito. I partiti cambiano e cambiano soprattutto quando vanno al governo. Figurarsi i movimenti. Il cambiamento dei grillini è quotidiano perché riguarda la strutturazione di una cultura che prima del governo era informe e poteva sembrare anche permeabile. I 5 stelle stanno diventando una vera macchina di occupazione di posti per conto terzi. Quel che voglio dire è che non ci sono lobby grilline ma che i capi grillini stanno vendendo pezzi di Stato a lobby antiche e potenti in cambio di appoggi che assicurano la durata del governo. È un partito “servente”. Questo accade perché non c’è un progetto pubblico nella testa dei pentastellati tranne quello dell’abolizione della democrazia.

Alessandro Di Battista.

ANSA

CRESCE L'ODIO ANTI-BORGHESE, COME IN TUTTI I FASCISMI

Nelle politiche sociali due sono i punti di attacco dei grillini: il primo è la spaccatura della società, dividendo i poveri da chi ha guadagnato onestamente il diritto a vivere bene. Non è una politica pauperistica, non sono, i grillini, frati zoccolanti, sono “mazzieri” di una vendetta sociale anti-borghese come accade a tutti i fascismi delle origini. Da qui l’assalto ai professionisti e alla borghesia urbana delle cosiddette pensioni d’oro. La loro cultura plebea li spinge anche a rifiutare qualunque modifica del reale, basta leggere l’appello di Renzo Piano per capire l’orrore di una visione così disastrosa della società. Infine sono del tutto indifferenti a come un Paese produce ricchezza. Ho ascoltato in tivù l’intervento di Gianluigi Paragone, leghista lottizzato in Rai ora grillino, fomentatore televisivo di plebeismi vari, prodursi in un attacco fascistoide contro gli imprenditori veneti contrari al decreto Dignità. Se poi aggiungiamo a tutto ciò la vergognosa e assassina campagna sui vaccini abbiamo la chiusura del cerchio. E in tutto questo non c’è stato un solo momento in cui i 5 stelle abbiano fatto da argine alle fascisterie di Salvini e di alcuni suoi ministri.

SERVE UN SUSSULTO DELL'ITALIA MIGLIORE

Torniamo al tema del dialogo. Il dialogo lo si fa tra diversi. È scontato. Lo si fa per intenzioni buone e separare Di Maio da Salvini è una buona intenzione. Ma il dialogo non è l’attesa che cada la pera matura né l’accondiscendenza verso le nefandezze del dialogante reticente. Il dialogo è prova di forza. Il dialogo lo si può ottenere con le buone o con le cattive. Con le buone il dialogo finisce per far soccombere chi l’ha promosso. Con le cattive accade il contrario. Il dialogo con le cattive prevede che si moltiplichino in Italia gli episodi di disubbidienza civile come quelli immaginati da Renzo Piano, dai prèsidi sui vaccini e dalla campagna lanciata meritoriamente da Maurizio Martina sulle buone azioni positive. Bisogna uscire dalla politica per come l’abbiamo intesa per anni. Ci siamo rimbecilliti con il parlamentarismo e con l’ansia di tanti parvenu nostri di entrare nel parlamento. Ci vuole la pazienza e la forza delle formiche, l’ispirazione dei movimenti cristiani. Noi non dobbiamo solo immaginare di battere Salvini e Di Maio, dobbiamo vaccinare il Paese contro di loro.
Ci vorrà tempo, ma l’Italia avrà alla fine il sussulto vitale di chi non vuole morire. E dopo non bisognerà fare prigionieri.

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