Cda Rai, no a Laganà presidente
10 Agosto Ago 2018 1116 10 agosto 2018

Riccardo Laganà si è attenuto alle indicazioni della Vigilanza Rai

Prosegue lo stallo della tv pubblica. Il consigliere eletto dai dipendenti: «la data del prossimo cda è sconosciuta». Sul nome del futuro presidente ancora non c'è intesa.

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«Non resta che prendere atto che la faticosa ricerca di intese politiche tra i partiti rischia di continuare a delegittimare gravemente l'immagine della nostra azienda e a bloccare l'avvio di una nuova stagione nel segno di quel cambiamento, vero, che in molti auspichiamo. Io continuerò a lavorare per il rispetto della legalità a tutela del bene comune che la Rai rappresenta e in virtù del mandato ricevuto dai dipendenti». Lo sottolinea il consigliere Rai Riccardo Laganà in una lunga nota in cui torna sulla riunione del cda dell'8 agosto, precisando tra l'altro di essersi attenuto alle indicazioni della commissione di Vigilanza e spiegando che la sua candidatura a presidente, bocciata dal consiglio, è stata proposta dalla consigliera Rita Borioni a sua «totale insaputa».

LA DATA DELLA PROSSIMA RIUNIONE DEL CDA RAI È SCONOSCIUTA

E spiega che «Per senso di responsabilità e per sbloccare una situazione complicata e determinato da un letale stallo partitico, ho accettato la candidatura ma, come noto, il mio nome non ha ottenuto la maggioranza dei voti e per questo motivo il tema sarà all'ordine del giorno anche nella prossima riunione del Consiglio, la cui data al momento è sconosciuta».

LO STALLO SULLA CANDIDATURA DI MARCELLO FOA

l Consiglio di Amministrazione della Rai aveva discusso nuovamente la situazione venutasi a creare dopo il voto della Commissione parlamentare di Vigilanza e, su proposta della consigliera Rita Borioni, era stata votata la candidatura a presidente del consigliere eletto dai dipendenti Rai Riccardo Laganà che non aveva però ottenuto la maggioranza dei voti. Tutta la maggioranza si schiera compatta a difesa del nome, già bocciato di Marcello Foa. Anche se difficilmente, alla luce dei pareri legali notificati della Vigilanza, sarà ancora quello di Foa. L'auspicio è che queste settimane prima della ripresa servano a limare le distanze tra Matteo Salvini e Silvio Berlusconi e a trovare la convergenza su un altro nome.

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