Larry Sabato Midterm Usa Trump
12 Agosto Ago 2018 1500 12 agosto 2018

Larry Sabato su midterm Usa, Trump e democratici

Il politologo americano a tutto campo sulle elezioni di metà mandato e sulla presidenza. E sulla rielezione di The Donald: «Sanders potrebbe contribuire alla sua vittoria».

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Mancano ormai meno di 100 giorni. Tra tre mesi, infatti, negli Stati Uniti, sono previste infatti le elezioni di metà mandato, con cui si rinnoverà la totalità della Camera e un terzo del Senato. Si tratta di un test fondamentale per il Partito repubblicano e – sotto molti aspetti – per la stessa presidenza Trump, che potrebbe risentire in modo profondo del risultato elettorale. Al momento, la situazione non è troppo definita. Storicamente, a essere avvantaggiato nelle elezioni di midterm risulta il Partito democratico. Senza poi considerare come i dem stiano trovando un elemento coesivo nella strenua opposizione ad alcune politiche dell'inquilino della Casa Bianca (soprattutto in materia di immigrazione). I repubblicani, dal canto loro, ribattono con i buoni risultati recentemente registrati dall’economia americana. Ma l’incertezza resta dietro l’angolo.

Considerato una sorta di guru tra i sondaggisti statunitensi, Sabato è uno che solitamente azzecca i pronostici. Ma su Trump anche lui sbagliò

Per cercare di fare maggiore chiarezza, Lettera43.it ha intervistato Larry Sabato. Politologo presso l’Università della Virginia, ne dirige il Center of Politics, il quale – tra le varie attività – si occupa anche di analisi politica ed elettorale (attraverso la newsletter Sabato’s Crystal Ball). Nella fattispecie, Sabato analizza varie tipologie di processo elettorale: dalle competizioni per la Casa Bianca a quelle per il Congresso, passando per le elezioni governatoriali. Considerato una sorta di guru tra i sondaggisti statunitensi, Sabato è uno che solitamente azzecca i pronostici. Ha previsto quasi perfettamente i risultati delle midterm del 2002 e del 2006. Così come quelli delle elezioni al Congresso nel 2004. Per le presidenziali, riuscì a inoltre a preconizzare la vittoria di Barack Obama sia nel 2008 che nel 2012. Ciononostante, quattro anni dopo, è rimasto vittima di un abbaglio: nel 2016, infatti ,non riuscì a prevedere la vittoria di Donald Trump, sostenendo che avrebbe vinto la candidata democratica, Hillary Clinton. Si scusò per l'accaduto, pubblicando un post dal titolo eloquente: «Mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa». Adesso è di nuovo in trincea, cercando di far luce su un futuro a dir poco nebbioso.

Larry Sabato.

DOMANDA. Professor Sabato, qual è al momento il partito favorito per le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti?
RISPOSTA. Il Partito democratico è favorito, a oggi, per riconquistare la Camera. Il Partito repubblicano, invece, è in questo momento favorito per mantenere la maggioranza al Senato. Ci aspettiamo anche che i democratici vincano alcuni governatorati aggiuntivi, nonché abbiano il controllo di alcune legislature statali.

A cosa si deve questo recupero dei democratici?
Il motivo principale de loro successo risiede nell'impopolarità di Donald Trump e nel desiderio di esercitare un controllo istituzionale sul suo potere. Il Senato fa tuttavia eccezione perché i democratici lì stanno difendendo 26 seggi, mentre il Gop solo nove. Questo è un enorme vantaggio per i repubblicani.

Che impatto potrebbero avere queste elezioni di metà mandato per l'amministrazione Trump?
Se i democratici conquisteranno la Camera, il presidente si ritroverà limitato nel poter varare leggi controverse. Ci sarà anche un tentativo di mettere Trump in stato d’accusa alla Camera. Tuttavia si tratta di una strategia senza senso, dal momento che al Senato c’è bisogno di 67 voti per arrivare a una condanna. Una eventualità che non si verificherà mai.

Pensa che queste elezioni di metà mandato possano essere considerate come una sorta di referendum sul presidente?
Le midterm costituiscono di solito una specie di referendum su qualsiasi presidente. Questo è particolarmente vero per Trump perché è il più controverso che l'America abbia mai avuto dai tempi di Richard Nixon, se non da sempre.

Sanders ha sicuramente avuto un ruolo nella sconfitta di Hillary Clinton. Ora potrebbe contribuire anche alla rielezione di Trump

Secondo la sua opinione, perché la classe lavoratrice della Rust Belt – storicamente vicina al partito democratico – ha votato per Trump nel 2016?
C'erano molte ragioni. Non dimentichiamo che a loro non piaceva Hillary Clinton. Molte persone che hanno votato per Trump potrebbero aver sostenuto un altro candidato democratico invece di Hillary, si pensi a Joe Biden. Anche le preoccupazioni economiche- principalmente la scarsa crescita dei salari e la perdita di imprese manifatturiere - hanno giocato un ruolo. Poi c'è stata la reazione a Obama e alla sua presidenza. Normalmente, in America cambiamo partito ogni otto anni, ed è esattamente quello che abbiamo fatto nel 2016.

Che cosa pensa del Partito democratico? Quale impatto potrebbe avere la lotta tra Bernie Sanders e l’establishment dell’Asinello?
Non credo che ci siano elementi sufficienti per dire che la sinistra stia svoltando ancora più a sinistra. Alcune vittorie per un seggio al Congresso non costituiscono una prova sufficiente. I democratici tradizionali stanno ancora vincendo la gran parte delle competizioni elettorali. Sanders ha sicuramente avuto un ruolo nella sconfitta di Hillary Clinton. Potrebbe contribuire anche alla rielezione di Trump, se ciò accadesse: è infatti troppo rigido e non disposto a scendere a compromessi. Ma vedremo.

Ritiene che l’inchiesta Russiagate possa produrre degli effetti su queste elezioni?
Potrebbe avere delle conseguenze. Ma ci saranno? Alla base elettorale di Trump tutto questo non interessa. E circa il 54% di coloro che sono fermamente contrari a Trump sarebbe anti-Trump anche senza Russiagate. Tuttavia, dipende da ciò che il procuratore speciale, Robert Mueller, scoverà e rivelerà.

Pensa che Trump possa essere rieletto nel 2020?
I presidenti in carica di solito ottengono un secondo mandato. Ma Trump potrebbe essere una delle eccezioni. È troppo presto per dirlo. Dobbiamo conoscere l'identità del candidato democratico, quali sarano i terzi candidati che scenderanno in campo, lo stato dell'economia nel 2020, la situazione mondiale e l'esito di tutte le questioni scandalistiche di Trump.

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