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Politica
12 Agosto Ago 2018 2216 12 agosto 2018

Dall'Abruzzo alla Rai: il grande freddo tra Lega e Forza Italia

Continuano i rapporti freddi nel centrodestra. Giorgetti certifica il congelamento dei rapporti mentre Tajani tende la mano. Ma i mal di pancia in Forza Italia continuano: si teme un'alleanza Lega-M5s a livello locale.

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Strappi continui. Tensione costante, avvertimenti reciproci. E, sottotraccia, il tentativo di non rompere davvero. Procede così il bollente ferragosto del centrodestra. Sulle prossime Regionali in Abruzzo (ma anche in Basilicata e Trentino Alto-Adige) pende la minaccia della Lega di correre da sola. Sul grattacapo Rai, pesano le condizioni poste da Forza Italia sul nome di Marcello Foa.

GIORGETTI CERTIFICA CHE IL GOVERNO ANDRA' AVANTI

Gli azzurri sperano che la partita della prossima legge di bilancio scavi un solco nel governo gialloverde: Salvini "chiuda" con il M5s, è stato l'appello di Antonio Tajani. Ma la Lega, con un dirigente autorevole come Giancarlo Giorgetti, ha avvertito che il governo avrà vita «non breve» e che sulle alleanze nulla è scontato, anche perché ormai «il centrodestra è una categoria dello spirito». Il sottosegretario, plenipotenziario di Salvini a Palazzo Chigi, in un'intervista ferragostana è tornato a paventare, per fine mese, un attacco speculativo contro l'Italia, come quello che subì «sette anni fa il governo Berlusconi». È in corso inoltre, ha affermato, una battaglia permanente dell'Ue contro l'esecutivo perché l'esperienza M5s-Lega rischia di alimentare i populismi in Ue.

TENSIONI INTORNO SUL POSSIBILE ADDIO DEL MINISTRO TRIA

Ma la manovra, ha assicurato Giorgetti, si farà e avrà dentro un po' di flat tax, un po' di reddito di cittadinanza e un ritocco alla legge Fornero: se ci sono state tensioni con Giovanni Tria (si rincorrono voci sull'ipotesi che venga sostituito) è perché il ministro dell'Economia «deve ancora calibrarsi» ed è «andato oltre», ha detto Giorgetti, «il suo ruolo». Tutto bene (salvo fattori 'esterni') sul fronte gialloverde, insomma, nel racconto del dirigente leghista. Se problemi ci sono, sono sul versante Forza Italia.

GLI SCOSSONI DELLA VICENDA RAI

La vicenda Rai ha lasciato scorie. La Lega è sembrata determinata a settembre a insistere sul nome di Foa per la presidenza. E Tajani su quel nome non ha chiuso del tutto: «Su Foa non c'è stato un problema legato alla persona, ma solo al metodo». Ma quali siano gli esiti del confronto è a tutt'oggi un'incognita. Anche perché intanto Salvini ha aperto un altro fronte, in vista delle Regionali. La Lega corre da sola? «Allora anche noi: basta veti», ha detto FI dall'Abruzzo. È stato ancora Giorgetti, però, a lasciare aperto uno spiraglio: «La decisione finale spetta a Salvini e per esigenze superiori i dirigenti leghisti abruzzesi potrebbero essere costretti ad allearsi con gli azzurri». «Il centrodestra vince se unito, dividerci vorrebbe dire far vincere Pd e M5s», ha replicato Tajani. «Salvini dimostri di saper guidare e tutelare il centrodestra», è stato l'appello da Fdi di Guido Crosetto.

RISCHIO ALLEANZA M5S-LEGA A LIVELLO LOCALE

Ma il sospetto degli azzurri è che al fondo la Lega voglia replicare anche sui territori una forma di alleanza con i pentastellati. «Il dubbio», ha detto Mariastella Gelmini, «è che la cortina fumogena di una presunta quanto inesistente intesa Fi-Pd, serva a Salvini a nascondere il patto di potere Lega-M5S». L'obiettivo proclamato dalla Lega è guidare il centrodestra con una «nuova formula»: «Fdi ci segue, FI e i suoi colonnelli no». Da Fi c'è chi, di sponda, ha sostenuto che il partito dovrebbe rinnovarsi con «congressi veri». Ma Silvio Berlusconi, che è in vacanza in Sardegna, è rimasto silente.

I BERLUSCONIANI RIVENDICANO LA LORO CENTRALITA'

I berlusconiani rivendicano la loro centralità (a partire - ricorda Michaela Biancofiore - da territori come l'Alto Adige dove si paventa un'alleanza Lega-Svp). «Mai subalterni», ha detto Mara Carfagna. «Se davvero Giorgetti teme l'assalto degli speculatori, sposi le politiche espansive di centrodestra invece di adattarsi a quelle recessive post-sessantottine e di sinistra portate avanti dai 5 Stelle», ha dichiarato Anna Maria Bernini. La Lega molli il M5s, è il refrain. In un balletto di dichiarazioni e un braccio di ferro costante, che minaccia di proseguire ben oltre l'estate.

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