Eugenio Maria Luppi Saluto Romano Marzabotto
Politica
20 Agosto Ago 2018 1543 20 agosto 2018

Archiviato il calciatore che fece il saluto romano a Marzabotto

Nessun reato per Eugenio Maria Luppi perché nel suo gesto non c'è «pericolo all'ordinamento democratico». Per il sindaco di Marzabotto: «forse non c'è un pericolo fisico, ma c'è quello culturale».

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Non c'è reato nel comportamento del calciatore dilettante Eugenio Maria Luppi, che il 17 novembre 2017 esultò facendo un saluto romano e mostrando una maglietta della Repubblica Sociale davanti alla gradinata del campo di Marzabotto, paese dell'eccidio nazifascista. Per la Procura di Bologna, che ha chiesto l'archiviazione poi disposta dal Gip, «nessun pericolo all'ordinamento democratico può essersi riscontrato». Luppi era indagato per apologia di fascismo. Per il sindaco di Marzabotto Romano Franchi «forse non c'è stato un pericolo fisico, ma c'è un pericolo culturale: che si diffonda questa cultura che ha portato l'Italia e non solo al disastro. Spero che questo non avvenga». Che inoltre si chiede: «come possiamo fare per educare a certi valori e alla memoria civile i giovani se non diamo segnali di un certo tipo».

IL GESTO NON È UN PERICOLO PER L'ORDINAMENTO DEMOCRATICO

«Nonostante la diffusione delle immagini in rete e conseguente pubblicità al gesto, nessun pericolo all'ordinamento democratico può essersi riscontrato», si legge infatti nella richiesta di archiviazione del pm Michela Guidi, accolta dal giudice Franco Raffa. Secondo la Procura, che cita precedenti giurisprudenziali, quello di Luppi, difeso dall'avvocato Alessandro Veronesi, è stato «un gesto isolato, di un giovane che non pare nemmeno avere avuto piena contezza del grave significato della simbologia esposta e che, lungi dal voler diffondere o rafforzare l'ideologia del disciolto partito fascista a danno dei valori democratici e costituzionali, si è poi scusato cercando, invece, l'incontro» con Franco Leoni Leutizi, «sopravvissuto alla strage di Marzabotto, che gli ha offerto la sua testimonianza a spiegazione della gravità del gesto mostrato».

8 MESI DI SQUALIFICA E REVOCA DEL CONTRATTO

La stessa società del calciatore, il Futa 65 di Loiano, ricorda il pm, si è dissociata dal gesto, giungendo a sciogliere il contratto con lo stesso. Sul piano sportivo, Luppi aveva avuto otto mesi di squalifica dal tribunale federale territoriale. Ma sul fronte penale, «pur riconoscendo indubbia gravità alla simbologia esibita dal calciatore», osserva il pm, gli elementi acquisiti nelle indagini inducono a valutare insussistente il reato ipotizzato: sia quello di apologia di fascismo che di manifestazioni fasciste. Secondo il pm, inoltre, persona offesa del reato è solo lo Stato, mentre privati e soggetti pubblici diversi, come ad esempio il Comune di Marzabotto, oppure associazioni antifasciste possono solo rivestire la qualifica di soggetti danneggiati: per questo non sono stati avvisati della richiesta di archiviazione e non si sono potuti opporre.

COS'È LA STRAGE DI MARZABOTTO

La strage di Marzabotto (dal maggiore dei comuni colpiti) o più correttamente eccidio di Monte Sole fu un insieme di stragi compiute dalle truppe nazifasciste in Italia tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944, nel territorio dei comuni di Marzabotto, Grizzana Morandi e Monzuno che comprendono le pendici di Monte Sole in provincia di Bologna. Fu un crimine contro l'umanità e uno dei più gravi crimini di guerra compiuti contro la popolazione civile perpetrati dalle SS in Europa occidentale durante la seconda guerra mondiale. Il numero delle vittime civili fu di circa 770 morti.

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