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MAMBO
20 Agosto Ago 2018 0902 20 agosto 2018

Perché la vecchia dirigenza di sinistra deve andarsene

Come visto ai funerali di Genova, Matteo Renzi & co sono diventati i nemici del popolo. Non saranno in grado di guidare l’opposizione. Hanno avuto una stagione intera e l’hanno sprecata. Ora serve gente nuova.

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Otto e Anna Quangel hanno perso un figlio in guerra. Lui è caporeparto lei è casalinga. Quando Adolf Hitler inizia e completa l’ascesa al potere loro sono dapprima indifferenti e poi in parte coinvolti. La morte del figlio però li sconvolge e dà loro la forza per iniziare a opporsi al regime in una Germania interamente nazistizzata. Riempiono cartoline e volantini redatti da loro con appelli alla ribellione e li depositano nelle buche delle lettere dei caseggiati del loro quartiere. La maggior parte dei manifestini viene consegnata da chi li ha ricevuti alla Gestapo che individua la coppia dei vecchi “resistenti”, li cattura e li condanna a morte.

Propaganda fascista.

È una storia vera che uno straordinario scrittore antinazista, dal nom de plume Hans Fallada, racconta in Ognuno muore solo. Perché questo ricordo? Perché dobbiamo abituarci a convivere con il consenso che avvolge una casta politica violenta (per ora solo a parole) che ha trovato la connessione sentimentale con un popolo inferocito. Noi non sappiamo ancora che cosa è questo fenomeno italiano che chiamiamo semplicisticamente “populismo”. Sappiamo che è una cosa del tutto nuova che diciamo “fascista” ma che non assomiglia al fascismo storico.

Il fascismo storico fu la rivolta di una piccola borghesia spiaggiata, distrutta dalla guerra, che riuscì a ottenere il consenso e l’appoggio della proprietà agraria e di industriali

Il fascismo storico fu la rivolta di una piccola borghesia spiaggiata, distrutta dalla guerra, che riuscì a ottenere il consenso e l’appoggio della proprietà agraria e di industriali che si sentivano minacciati dai soviet. Si creò un blocco sociale imponente che puntò ad una riforma dello Stato in senso autoritario, che aggregò la borghesia urbana e quella delle campagne, che costrinse a patti la Chiesa, che cercò di distruggere, con il consenso del popolo, tutta la sinistra e tutte le forze liberali. Sinistra e forze liberali che si erano spaccate e divise fino allo scempio di un Partito socialista che si vide portar via da Lenin una parte importante del suo popolo e della sua classe dirigente. Nacque un regime reazionario di massa come intelligentemente, e sovvertendo l’ipotesi della Terza Internazionale, lo definì Palmiro Togliatti.

LEGA E M5S UNA REALTÀ NUOVA E PEGGIORE DEL FASCISMO

I “nuovi mostri” non sono questa roba qui, non so se lo diventeranno. Probabilmente saranno peggio essendo privi, rispetto al fascismo storico, di una “visione”. Uno dei due partiti oggi al comando è un vecchio partito con lo stigma della corruzione ben evidente e la subalternità a una Internazionale nera che fa riferimento al nuovo capo della Russia. L’altro partito considera la democrazia una forma di convivenza sociale superata ma soprattutto, non avendo progetti a parte le grilline cazzate ecologiste, è una specie di supermarket per lobbies potenti. Il caso autostrade è limpido. Disdire, revocare e poi disdire il contratto con Benetton è stata una spericolata operazione di Borsa, e probabilmente ha avviato una trattativa leonina con un gruppo privato che ha visto la discesa in campo di un grande studio di avvocati d’affari. È successo così con la giunta Raggi a Roma. Avvocati per i “nuovi mostri”. Il Movimento 5 stelle è, cioè, nella fase “accatataviello”. Chi vuole se lo prende. Non hanno autonomia di pensiero, visione di futuro, stanno fra Orban e Maduro. È per questa ragione che è difficile dare a loro, e ai loro soci salviniani, la denominazione “fascista”. Probabilmente sono una cosa nuova e peggiore.

SERVE UNA MOBILITAZIONE GENERALE DELLA SINISTRA

Otto e Anna Quangel, gli eroi sfortunati di Fallada che, corrispondono a due persone vere martoriate dal nazismo, sono i modelli per una risposta moderna a una società neo-totalitaria. Siamo agli inizi, ma bisogna combatterli con quel coraggio. E bisogna combatterli anche in tanti altri modi che via via diremo. Non mi spaventano né mi inquietano gli applausi nel funerale di Genova. Neppure i fischi. Bisognerà anche realisticamente pensare che forse mandare l’onorevole Pinotti a quel funerale non è stata una scelta lungimirante. Ma il tema che voglio sollevare è che serve un lavoro casa per casa, che un popolo di formiche, come lo chiamava il pugliese Tommaso Fiore, si deve mettere in moto spiegando le ragioni degli altri, di quelli che non si sono fatti fregare dalla propaganda populista. Sulla strada troveranno persone spregevoli e persone che dicendosi di sinistra tifano per il governo con il quali il dialogo è impossibile. Verrà un tempo in cui potremo dialogare. Oggi: o di qua o di là.

La strategia di chi vuole opporsi ai primi passi di un regime neo-totalitario di massa sta nella mobilitazione capillare della gente per bene. Vanno bene i testimonial, ma vogliamo migliaia di Otto e Anna Quangel e vogliamo che si muovano prima che sia troppo tardi. So che questi discorsi a molti di sinistra non piacciono. Per loro il tema resta «e allora il Pd?», oppure simpatizzano per le sparate più demagogiche dei 5 stelle (che orrore i Benetton, meglio gli avvocati di affari che guidano Raggi o Conte!), in ogni caso non pensano che il Paese sia in pericolo e invitano a lasciar fare, a sospendere il giudizio, in pratica a non fare una mazza. Persino a tentare di dialogare riconoscendo valide tutte le critiche di destra al centro-sinistra. Anche per loro l’Italia comincia oggi, nessun governo del Dopoguerra ha fatto bene. Diciamolo: cialtroni. In questo fronte di tolleranza verso i “nuovi mostri” ci sono molti che si dicono comunisti, che sono molto radical, che odiano l’Europa. Anche loro dietro la sagoma dell’Orban italiano vedono il Maduro tricolore.

SERVE UN PASSO INDIETRO DELLA VECCHIA DIRIGENZA DEL PD

Anche per loro l’Italia comincia oggi, nessun governo del Dopoguerra ha fatto bene. Diciamolo: cialtroni. In questo fronte di tolleranza verso i “nuovi mostri” ci sono molti che si dicono comunisti, che sono molto radical, che odiano l’Europa. Anche loro dietro la sagoma dell’Orban italiano vedono il Maduro tricolore. Va bene. State dove volete stare. Ma non fateci la lezione! Non mettetevi in cattedra, non siete maestri di vita e di politica. Non avete voglia di combattere e alcuni di voi vorrebbero collaborare? Accomodatevi. Ma non rompete i “cabbasisi” a chi sceglie la strada del non dialogo, della contrapposizione, dell’allarme. Statevene buonini a casa vostra. La scelta del contrasto ai “nuovi mostri” però pretende un passaggio inevitabile: un intero mondo politico deve avere il coraggio del passo indietro o, almeno, della discrezione assoluta. A torto o a ragione, lo dico con chiarezza a Matteo Renzi, siete diventati i nemici del popolo che si ribella e non sarete in grado di guidare l’opposizione. Avete avuto una stagione intera a vostra disposizione e l’avete sprecata. Ora basta. Serve, alla guida di un nuovo movimento largo, chi è stato fuori dal potere e possa promuove la rivolta contro quelli che oggi manipolano un popolo esasperato e i fomentatori della guerra civile. Serve gente indiscussa, che non perda tempo in autocritiche né in divisioni laceranti. Serve una rivoluzione democratica. Bisogna darsi tempo, ma bisogna pur iniziare.

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