Sbarco da Diciotti per 16 migranti
Nave Diciotti
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Il ministro Salvini è stato indagato per la vicenda Diciotti

La comunicazione da parte della procura di Agrigento dopo lo stallo dei migranti sulla nave ferma a Catania. La risposta: «Una vergogna, ma non ci fermeranno». Sbarcati tutti i profughi.

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Matteo Salvini indagato. È l'ultimo sviluppo della vicenda della nave Diciotti a Catania, dalla quale nella notte tra il 25 e il 26 agosto tutti i migranti sono stati fatti sbarcare. La novità è stata comunicata in una nota dalla procura di Agrigento, che «al termine dell'attività istruttoria compiuta a Roma, ha deciso di passare a noti il fascicolo, iscrivendo due indagati, un ministro e un capo di gabinetto, e trasmettendo doverosamente i relativi atti alla competente procura di Palermo per il successivo inoltro al tribunale dei ministri del capoluogo». La risposta di Salvini non si è fatta attendere: «Indagano un ministro che difende i confini del Paese. È una vergogna, ma non ci fermeranno», ha detto parlando dalla festa della Lega di Pinzolo. Le ipotesi di reato contestate al capo del Viminale sono sequestro di persona, arresto illegale e abuso d'ufficio.

ATTACCO ALLE CORRENTI DELLA MAGISTRATURA

Salvini poi ha sfoggiato la sua classica prosa: «Aspetto con il sorriso il procuratore di Agrigento, voglio spiegargli le mie ragioni. Attendo un procuratore che indaghi i trafficanti e chi favoreggia l'immigrazione clandestina. Gli ricordo che gli scafisti comprano armi e droga che poi viene spacciata magari fuori dalle scuole dei nostri figli». Quindi l'ha buttata sulla politica: «Faccio affidamento sulle migliaia di giudici per bene e ai magistrati che fanno il loro dovere, buttate fuori le correnti dalle aule e se qualcuno vuole fare politica per il Partito democratico si candidi».

QUEL VECCHIO TWEET DI DI MAIO...

Quando è uscita la notizia, su Twitter è tornato a circolare un vecchio tweet di Luigi Di Maio - vicepremier, leader del Movimento 5 stelle e alleato al governo con la Lega di Salvini - che nel 2016 chiedeva le dimissioni di Angelino Alfano, all'epoca nello stesso ruolo ricoperto oggi da Salvini, per essere stato indagato: «Le nostre forze dell'ordine non possono avere il loro massimo vertice indagato. Si dimetta in 5 minuti!», scriveva l'attuale ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico.

25 Agosto Ago 2018 2113 25 agosto 2018
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