Governo: al via incontro Salvini-Di Maio
Politica
1 Settembre Set 2018 1200 01 settembre 2018

Se l'asta del Fantacalcio la facesse il governo

Per Salvini niente calciatori immigrati. Savona vuole i fantamiliardi di lire. Di Maio le punte di cittadinanza. Toninelli non compra dai poteri forti Juve, Inter e Milan. Così giocherebbero a Palazzo Chigi.

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È inutile negarlo: dall’asta del Fantacalcio dipende molto del vostro benessere psico-fisico da settembre a maggio. Nell’Italia calciofila è così. Vale per le persone comuni come per le autorità. Viene da chiedersi: anche a Roma, nelle segrete stanze del Consiglio dei ministri, sono pronti ad affrontare l’asta del Fantacalcio? Provate a immaginare come sarebbe: dal portone principale di Palazzo Chigi entrano il premier Giuseppe Conte, i ministri Matteo Salvini, Luigi Di Maio, Giovanni Tria, Danilo Toninelli, Lorenzo Fontana, il sottosegretario Giancarlo Giorgetti. Per arrivare a otto è stato chiamato all’ultimo anche il ministro Paolo Savona, anche se sta simpatico solo a Salvini. Per arrivare a 10 si era pensato di coinvolgere anche qualcuno dell’opposizione. Matteo Renzi è da mesi che scrive WhatsApp a Giorgetti: «Per quest’anno contate anche me!». Ma l’idea è subito tramontata: l’ultima volta che ha partecipato stava per scontrarsi fisicamente con Paolo Gentiloni perché gli aveva alzato gli attaccanti della Fiorentina. Salvini allora voleva coinvolgere Renato Brunetta e Mara Carfagna, ma Silvio Berlusconi ha vietato ai suoi di partecipare: il Fantacalcio gli fa venire la malinconia di quando i giocatori li prendeva per davvero.

Di Maio e Giorgetti confabulano sugli obiettivi da raggiungere.

DI MAIO COL GIUBBOTTINO DA STEWARD DEL SAN PAOLO

E così per il 2018 l’asta la fanno solo in otto. Entrano tutti a passo svelto, tutti corrucciati, sotto al braccio portano una ventiquattrore gonfia. Dentro c’è il kit di sopravvivenza per il fantacalcista: Gazzetta, fogli bianchi, calcolatrice, miriadi di guide all’asta perfetta scaricate da internet. I più scaramantici si muniscono di talismani portafortuna: Savona ha una mazzetta di mille lire, Salvini un pupazzetto antistress a forma di Emmanuel Macron, Di Maio porta sotto alla giacca il giubbottino da steward che metteva al San Paolo di Napoli.

Non ho mai fatto il Fantacalcio, ma fare l’asta per 25 giocatori è troppo

Se il ministro Fontana partecipasse
Momenti di tensione prima dell'asta del Fantacalcio.

FACCIAMO DAL VIVO O TUTTO ONLINE SU ROUSSEAU?

Una volta dentro, i partecipanti si salutano cordialmente. Sanno che dopo l’asta per qualche giorno non lo faranno più. E che non tiri una buona aria lo si capisce da subito, quando s’innesca un infinito litigio sulle regole: Di Maio propone di distribuire a tutti un attaccante di cittadinanza; Savona se la prende con Tria perché pretende che il budget non sia espresso in fantamilioni di euro, ma in fantamiliardi di lire; Fontana ammette: «Non ho mai fatto il Fantacalcio, ma fare l’asta per 25 giocatori è troppo»; Toninelli si lamenta perché le operazioni dal vivo sono lunghe, preferirebbe le offerte in busta chiusa da inoltrare online sulla piattaforma Rousseau. Salvini non dice nulla, è impegnato a cancellare i calciatori immigrati che giocano per i Paesi d’origine e a cerchiare quelli del gruppo di Visegrad: Arkadiusz Milik sì, Marek Hamsik sì, Blaise Matuidi no, Moise Kean no. E meno male che non c'è Mario Balotelli. Giorgetti da una parte prova a sedare la discussione, dall’altra cerca di convincere Conte a non offrire nulla per Cristiano Ronaldo. Gli dice sottovoce: «Secondo me dovresti puntare tutto su Leonardo Pavoletti». Il premier lo ascolta, annuisce e prende appunti.

Il polacco Milik del Napoli circondato da giocatori del Liverpool nell'amichevole persa 5-0.

CONTRATTO GIALLO-VERDE CON LE REGOLE DA RISPETTARE

Dopo ore di discussione e una consulenza di Davide Casaleggio via Skype, finalmente si vede la luce. Si è deciso di ricalcolare il budget in lire e di istituire un obbligo flessibile per l’acquisto di portieri e difensori. Casaleggio ha preso l’impegno di creare una sottosezione di Rousseau per la gestione dei conti del Fantacalcio, mentre dall’anno prossimo ogni partecipante avrà un attaccante di cittadinanza come voleva Di Maio. Tutti d’accordo: Conte fa firmare il contratto di Fantacalcio giallo-verde. Si comincia, finalmente.

CONTE RIFLETTE MA ALLA FINE RESTA A MANI VUOTE

All’asta ognuno ha le sue strategie. Quella di Salvini è la più insopportabile: fare l’asta per tutti i giocatori, alzare il prezzo agli altri e alla fine non prendere nessuno. Tria si rode perché vorrebbe Gonzalo Higuaìn, ma ha paura che il prezzo si alzi troppo. E fa la predica a Savona, innescando un lancio di penne, perché ha speso due terzi dei soldi per Cr7. Di Maio e Toninelli non vogliono i giocatori dei poteri forti, quindi niente gente di Milan e Inter. Meno che mai della Juventus. Salvo poi entrare in trance agonistica e dimenticarsene: Di Maio si accaparra Mauro Icardi e Paulo Dybala, Toninelli Suso, Radja Nainggolan e Mario Mandzukic. Conte riflette, prova a partecipare all’asta per il Gallo Belotti e Ciro Immobile, ma si ritira dopo aver ricevuto un calcione negli stinchi da Giorgetti. Dovrà rassegnarsi a schierare un tridente di scommesse pescando tra i giocatori di Empoli e Frosinone.

L'abbraccio tra Dybala e Ronaldo nella partita in famiglia della Juventus a Villar Perosa prima dell'inizio della stagione.

TRIA FA SFOGARE GLI ALTRI E POI COMPRA TUTTI A 1

Fontana compra solo gli "atleti di Cristo" o giocatori di comprovata fede cattolica. Tria, invece, è uomo che sa fare di conto. Aspetta che gli altri si scannino sui top player, poi farà una scorpacciata di giocatori a 1. Si terrà un tesoretto alla fine da investire non si sa su chi, visto che i migliori si stanno accasando tutti. E pensa che sia un peccato che i fantamilioni non si possano usare come coperture. Sa già che ci sarà un nuovo scontro sui giocatori low cost con Savona, che ha preso Ronaldo e adesso non ha i soldi nemmeno per comprare Antonino La Gumina. E Salvini? Lui è nei guai, scruta nervosamente la lista degli attaccanti rimasti. Ha preso solo Krzysztof Piatek del Genoa. Gli toccherà allargare la lista dei possibili obiettivi. Magari con qualche fuoriclasse dall’estero. Basta che non arrivi dalla Bundesliga di Angela Merkel.

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