Genova Proteste Conte Morandi Sfollati
Politica
4 Settembre Set 2018 1218 04 settembre 2018

A Genova le prime proteste degli sfollati di ponte Morandi

Cinquanta manifestanti hanno chiesto «rispetto» alle istituzioni e una casa sostitutiva subito. Il vicepremier Di Maio: «Hanno ragione, non si può lasciare la gente in balia dell'elemosina di Autostrade».

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Ci sono le prime proteste a Genova tra gli sfollati del ponte Morandi che chiedono «rispetto» e una soluzione in tempi brevi per una nuova abitazione in sostituzione alle case che verranno demolite. Gridano "rispetto-rispetto" i cinquanta manifestanti dalle tribune del Consiglio regionale dove il 4 settembre è intervenuto il commissario per l'emergenza (e presidente della Regione) Giovanni Toti. Più tardi, in visita a Napoli, il vicepremier Luigi Di Maio ha detto che «hanno perfettamente ragione. Non si può lasciare la gente in balia delle elemosine di Autostrade». Non è chiaro, tuttavia, contro chi punti il dito Di Maio, che comunque ha fatto infuriare Toti. Il governo ha stanziato 33,5 milioni di euro lo scorso 18 agosto a favore di Genova per affrontare l'emergenza. Inoltre Di Maio ha parlato di un decreto urgente che sarebbe presentato nelle prossime settimane, «forse alcuni giorni». I manifestanti hanno gridato «veniamo prima noi delle imprese, veniamo prima noi della viabilità, ci siamo prima noi, vogliamo la casa!». «Abbiate la stessa considerazione che avete avuto per Ansaldo Energia», ha aggiunto una donna con riferimento all'impresa genovese che ha la sede sotto il Ponte Morandi e che ha riavviato la produzione, pur tra mille difficoltà (si trova, per altro, in un'altra area rispetto alle case, con problematiche diverse). Un altro ancora ha aggiunto: «Non ci potete trattare come cani cui buttate l'osso».

LA RABBIA DI TOTI CONTRO DI MAIO

Al termine della seduta in Regione, è arrivata la risposta stizzita di Giovanni Toti: «Caro Luigi Di Maio, ma a Genova ci sei pure venuto, come fai a dire queste cose? Le famiglie che hanno dovuto abbandonare le loro case stanno tutte avendo un alloggio pubblico. E a tempo di record, grazie a Comune e Regione. I soldi che ricevono sono quelli decisi dal Governo, quindi da Di Maio. Se pensa che siano pochi...li aumenti subito, noi siamo più che d'accordo». «Mentre lei esternava alla stampa - ha poi aggiunto -, il sindaco ed io eravamo riuniti con gli sfollati, per chiarire tutti i dubbi e le comprensibili apprensioni. Per aiutare Genova servono meno polemiche e più fatti concreti. Noi aspettiamo le leggi che ci consentano di aprire e accelerare cantieri, risarcire cittadini e imprese, e ricostruire il ponte!». Non contento della dichiarazione via social, ha poi dichiarato ai giornalisti: «Gli sfollati di cui parliamo fino adesso hanno avuto case dal Comune e dalla Regione grazie al contributo ricevuto dal Consiglio dei ministri. Se Di Maio ritiene il contributo del governo troppo basso, ha perfettamente ragione, aumentiamolo. E' un dibattito che Di Maio dovrebbe fare prima con se stesso, con il governo. Un tweet per la stampa non modificherà la sorte di quelle povere persone».

BUCCI: CASE PRONTE A FINE SETTEMBRE

La rabbia degli sfollati è stata placata dall'intervento del sindaco Marco Bucci: «Vi capisco, ma dobbiamo cercare di lavorare insieme. Dal 14 agosto dormo quattro ore per notte per affrontare l'emergenza. Genova non si è mai fermata, non ha mai dimostrato di essere in ginocchio, una cosa di cui dobbiamo essere tutti orgogliosi, nessuno è stato lasciato solo dalle istituzioni» ha sottolineato per poi aggiungere che le case saranno assegnate già alla fine di settembre, contro una prima previsione di novembre. «La città ha dimostrato che non si scherza, ne sono orgoglioso» ha aggiunto il primo cittadino, ricordando che oltre alle case alternative messe a disposizione dalle istituzioni pubbliche sono stati 98 gli alloggi messi a disposizione dai privati. Bucci ha inoltre promesso che «la settimana prossima potremo dare un'idea agli sfollati del ponte Morandi delle giornate in cui probabilmente potranno tornare nelle loro case a riprendere gli oggetti personali, la certezza al cento per cento ancora non ce l'ho». Prioritaria rimane infatti la sicurezza, ha detto il sindaco sottolineando di non volere altri morti.

C'è un elenco di chi sapeva della pericolosità di ponte Morandi

La Guardia di finanza ha consegnato alla procura un elenco di persone che potrebbero avere avuto responsabilità per il crollo di ponte Morandi a Genova. Sono 13 i nomi di coloro che si sono occupati del progetto di ristrutturazione del viadotto dal 2015, ma potrebbero diventare 25 se i magistrati decidessero di andare indietro nel tempo.

TOTI: ENTRO CINQUE GIORNI IL PIANO PER DEMOLIRE IL MORANDI

Prima delle proteste, Toti aveva spiegato che «le principali emergenze sono quella abitativa per chi ha dovuto lasciare le case e quella produttiva per 1200 aziende coinvolte nella zona rossa o interferite dalla zona rossa. Non bastano le prime misure di sostegno predisposte. Si parla di una legge Genova, a me interessano norme per intervenire con efficacia, allargare i cordoni del sostegno pubblico alle imprese e al sistema porto che stanno subendo conseguenze gravi» (qui il nostro approfondimento sulle principali criticità dopo il crollo del ponte). L'emergenza abitativa coinvolge «255 nuclei familiari e 556 persone». Toti ha poi annunciato che Autostrade «entro cinque giorni ci presenterà il piano definitivo per la demolizione del ponte Morandi. Il piano verrà illustrato alle commissioni tecniche e prima fra tutti alla Procura della Repubblica a cui spetta la decisione di dissequestrare le aree e di arrivare alla verità sulle cause della tragedia».

LE RICHIESTE AL GOVERNO PER UNA LEGGE SPECIALE

Al termine della seduta, è stato approvato un ordine del giorno in cui si chiede una legge speciale che snellisca le procedura per l'affidamento dei lavori di progettazione e di esecuzione delle opere per ricostruire ponte Morandi, verificando se ci sono le condizioni per prevedere, per il periodo dell'emergenza, la sospensione del pagamento di mutui, tributi, contributi e premi. Il documento chiede al governo di «indicare un commissario straordinario per la ricostruzione e idonei strumenti quali ad esempio l'istituzione di una zona economica speciale, che prevedano finanziamenti e misure specifiche di carattere economico e fiscale, compresi strumenti di integrazione salariale a favore delle attività economiche coinvolte e l'attivazione di specifici ammortizzatori sociali».

TONINELLI: «SISTEMEREMO TUTTI ENTRO TRE MESI»

Rassicurazioni sono arrivate, più tardi, dal ministro dei Trasporti Danilo Toninelli intervenuto in parlamento. «Tutte le persone sfollate riceveranno una sistemazione entro 3 mesi», ha detto, spiegando che «il totale del numero dei nuclei sfollati è oggi di 255 famiglie, per un totale di 566 persone» e che «gli alloggi pubblici messi a disposizione dei nuclei familiari sono ad oggi 170, di cui 88 alloggi sono stati già assegnati o opzionati». Il ministro ha detto anche che «il governo metterà in campo forme di aiuto in ordine alle rate dei mutui che molte famiglie sono costrette a pagare su immobili che non possono più abitare».

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