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Politica
5 Settembre Set 2018 1650 05 settembre 2018

Se Adriano Galliani va al Monza dove trova il tempo per la politica?

L'ex ad del Milan vuole con Berlusconi il club Serie C. Ma è già presidente delle società immobiliari del gruppo Fininvest e di Mediaset Premium. Oltre che senatore di Forza Italia (col 73% di presenze).

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Per uno che «senza calcio non può stare» (citazione di Ariedo Braida, ex direttore sportivo rossonero) quei 17 mesi devono essere sembrati un'eternità. Tanto è passato dal 13 aprile 2017, giorno in cui Adriano Galliani è uscito ufficialmente dal Milan, società con la quale ha messo in bacheca da amministratore delegato 29 trofei nei 31 anni di epopea berlusconiana iniziata nel 1986, quando i giocatori venivano presentati in elicottero e accompagnati dalla Cavalcata delle Valchirie. Ma il richiamo del pallone a settembre 2018 potrebbe dare forma a un romantico e suggestivo ritorno: Galliani e proprio Silvio Berlusconi hanno lasciato intendere di essere interessati all'acquisto del Monza, club di Serie C con un recente passato funestato da turbolenze e fallimenti, l'ultimo dei quali nel 2015. E per l'ex ad del Milan riecco la possibilità di avere un ruolo manageriale nel calcio. Il problema però sarebbe un altro: come conciliare la nuova (vecchia) attività con gli impegni presi nel frattempo in politica e con Mediaset?

FININVEST, MEDIASET, PALAZZO MADAMA E MONZA: HA IL DONO DELL'UBIQUITÀ?

Galliani infatti è stato candidato da Forza Italia alle elezioni politiche del 4 marzo 2018. Eletto grazie al proporzionale come capolista del collegio Lombardia 3 per il Senato, il 5 luglio ha assunto l'incarico di capo dei dipartimenti di Fi in un'ottica di «rinnovamento del partito». Che però potrebbe essere già frenato dalle diverse poltrone che Galliani occupa (e occuperà?). Due incarichi li ha già: quello di presidente delle società immobiliari del gruppo Fininvest (è stato nominato il 28 aprile 2017, rimanendo quindi "disoccupato" per appena due settimane) e di presidente di Mediaset Premium, la pay tivù del Biscione. Se si aggiungesse la nuova avventura al Monza (dove Galliani è già stato vicepresidente dal 1984 all'86) il tempo da dedicare al partito e al parlamento sarebbe ulteriormente eroso. I numeri della sua attività già non sono esaltanti: 73,07% di presenze in Aula (624 su 854), 21.78% di assenze, compresi anche i mancati voti (186 su 854) e 5.15% di missioni (44 su 854). Uno score che in questo inizio di legislatura lo inchioda al 277esimo posto su 320 senatori. Il suo Milan non è mai stato così in basso in classifica. E se ora dovesse davvero provare a risollevare le sorti del Monza, la politica rischierebbe di scivolare ancora più giù nella scala delle priorità.

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