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Politica
8 Settembre Set 2018 1330 08 settembre 2018

Chef Rubio e gli altri nemici social di Salvini

L'ex rugbista non ne risparmia una al vicepremier. Ma i duelli virtuali tra il segretario leghista e i vip sono ormai una consuetudine: da Spike Lee ad Asia Argento fino a Balotelli.
 

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«Tanti nemici, tanto onore», scriveva a fine luglio Matteo Salvini a mo' di incipit di una delle più improvvide uscite infilate dal ministro dell'Interno e segretario della Lega nella sua irrefrenabile scalata alla scena politica italiana. Sarà forse per questo che, memore del motto mussoliniano, il vicepremier non rinuncia mai a dar battaglia verbale e pare anzi quasi ringalluzzito dal battibecco a distanza. A prescindere da chiunqui gli si pari di fronte, siano essi avversari dell'agone politico o personaggi della società civile. Musicisti o calciatori, presentatori o scrittori, Salvini non fa prigioneri: ogni critica merita una risposta e il più delle volte il tono è tutto tranne che istituzionale.

LO SCONTRO A PIÙ RIPRESE CON CHEF RUBIO

Ne sa qualcosa chef Rubio, all'anagrafe Gabriele Rubini, volto noto della tivù nostrana per i ruspanti programmi a metà tra il culinario e l'on the road. Non si contano gli affondi a mezzo Twitter, quasi uno al giorno, dell'ex rugbista e allievo del maestro Gualtiero Marchesi nei confronti di Salvini, che non ha potuto fare a meno di rispondere a modo suo. «Questo 'chef democratico' offende da tempo me e milioni di italiani, che per lui sono pecore e razzisti... Al paladino dei clandestini (e della Boldrini) mando un bacione: mangia che ti passa #colpadiSalvini».

Ma chef Rubio non demorde e ai suoi follower ha pure spiegato le ragioni della sua acredine, con riferimento all'adozione del taser da parte delle forze dell'ordine. «Non capite il perché del mio andare contro Salvini? Ve lo spiego: è la personificazione dell’ignoranza, dello sciatto, del disumano e questa ultima cazzata sparata è l’apice massimo del niente che alberga in lui. I detenuti sono esseri umani e il taser è tortura #sadico».

Recente anche il botta e risposta tra Salvini e Michele Riondino, padrino della Mostra del cinema di Venezia. All'origine dello scontro il commento critico espresso dall'attore tarantino alla vigilia della serata inaugurale del festival. «Sono contento di non incontrare il ministro Salvini né altri rappresentanti del cosiddetto governo del cambiamento», aveva detto Riondino. «Salvini non mi rappresenta e non rappresenta la maggioranza di quelli che hanno votato Cinque stelle».

I RIPETUTI AFFONDI ALL'INDIRIZZO DI ASIA ARGENTO

A stretto giro, come prevedibile, è arrivata la replica del vicepremier. «Dopo Asia Argento, Roberto Saviano, Gemitaiz e Fabrizio Corona, adesso mi attacca il prode Michele Riondino. Che bella compagnia! E che tristezza usare il palcoscenico di un festival (che prende milioni di euro di contributi pubblici) per fare politica... Il cinema e Venezia sono ben altro, per fortuna». Come se non bastasse, Salvini ha rincarato la dose via social, condividendo una foto che immortala Riondino «in compagnia della tranquilla Asia Argento». Protagonista, a sua volta, di uno scambio di cortesie col vicepremier. «Salvini mer...», è stato l’appellativo usato dall'attrice dopo l’ennesimo attacco del leader leghista nei confronti di Laura Boldrini. «Dai Asia, secondo me non sei così cattiva, se ti va ti offro un caffè (meglio una camomilla), mi racconti i problemi che hai e vedo se posso aiutarti», la replica del leghista.

Ed evidentemente Salvini non riscuote tante simapatie nemmeno all'estero se persino Spike Lee, intervistato dall'Huffington Post, ha sentito il bisogno di prendere le distanze: «Con uno che ha quelle idee lì, non potrei mai prendere un bicchiere di vino, né ci andrei mai allo stadio a vedere la Juve e a tifare per Ronaldo. No, non credo proprio che cose del genere possano mai accadere». Inevitabile, quanto tempestivo, il cinguettio di scherno a mo' di replica. «Salvini, Trump e Putin sono pericolosi, meglio stargli alla larga… "Più soldi hanno, più sono arroganti": ma il signor Spike Lee non ha altro di cui occuparsi che non di me?»

Ma la lista dei nemici di Salvini è interminabile. Si va da Nina Zilli, colpevole di aver mandato il ministro, per così dire, a quel paese («Siamo nel 2018, tutti devono avere il diritto alla vita. Fanc... Salvini, evviva i bambini. Abbiamo una vincitrice per il premio furbizia estate 2018») a Fiorella Mannoia («Dai Fiorella, non esagerare, pensa al cielo d'Irlanda e canta che ti passa», in risposta alla cantante che lo aveva definito «ministro della paura»). E ancora, Mario Balotelli (Caro Mario, lo ius soli non è la priorità mia, né degli italiani. Buon lavoro e divertiti dietro al pallone») e Andrea Camilleri («Eccolo! I suoi libri mi piacciono parecchio, i suoi insulti non tanto»).

IL BOTTA E RISPOSTA CON BONO

Salvini non si è fatto sfuggire l'occasione neanche per replicare ai rimbrotti di Bono Vox. La chiusura dei porti e la questione dei migranti avevavo evidentemente toccato anche la sensibilità del leader degli U2. «Bono» - ha replicato il ministro degli Interni - «dice che gli italiani devono avere compassione. Il principio è giusto, ma ricordo che mentre stiamo parlando ci sono cinque milioni di italiani che vivono in condizioni di povertà, che non faranno vacanze, che non stanno scegliendo se andare a Riccione, in Salento, in Sardegna o a Cortina». In ordine sparso, meritano una menzione anche gli alterchi a distanza con Piero Pelù («Sei un poveretto, ti querelo»), J-Ax («Lo compatisco») e Ghali («Ma chi cazzo è?»). Per non parlare dei quotidiani scambi di "complimenti" con Roberto Saviano, che meriterebbero un capitolo a sé. Di porgere l'altra guancia, insomma, Salvini non sembra avere alcuna intenzione.

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