Usa: Bannon, 'affascinato da Mussolini'

Steve Bannon su Salvini, Di Maio e l'Italia

L'ex stratega di Trump lancia The Movement per unire tutti i populisti. Del segretario della Lega dice: «È un leader mondiale». Il premier Conte? «Un notaio».

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Matteo Salvini? «È un leader mondiale, un simbolo. Chiudendo i porti ha dimostrato che si può passare dalle parole ai fatti. Come Trump». Non ha dubbi Steve Bannon, ex stratega del presidente Usa e mente di The Movement a cui ha aderito il ministro dell'Interno e segretario della Lega. The Movement, spiega Bannon in una intervista al Messaggero, è «una libera associazione, un club». L'obiettivo? «Spingeremo per formare un gruppo unico populista al parlamento europeo. Ma conta di più che i leader populisti, indipendentemente dai partiti, si incontrino prima dei vertici europei per prendere posizioni comuni». Insomma l'idea è quella di dare vita a una sorta di internazionale sovran-populista per «portare tutti i populisti sotto uno stesso tetto, per rappresentare la gente comune ovunque sia guardata dall'alto in basso e abbandonata dalle élite». E per farlo The Movement offre gratuitamente «big data, sondaggi ed expertise». Populisti che, aggiunge l'ex stratega trumpiano, «sono già al potere in Italia, Finlandia, Danimarca, Austria, nei quattro di Visegrad. Ognuno con le sue caratteristiche, ma tutti d'accordo - sempre secondo questa visione - su quattro punti cardine: «Più sovranità agli Stati per non dipendere più da Bruxelles, tornare ai confini perché senza confini non c'è un Paese e la democrazia non è à la carte, limitare l'immigrazione e, quarto, sconfiggere l'Isiam radicale».

«L'ITALIA È UN ESPERIMENTO, IL PREMIER CONTE UN NOTAIO»

Per Bannon l'Italia è un «esperimento». «Due partiti guidati da due giovani con grandi idee, Salvini e Di Maio», sottolinea, «usano le tecnologie moderne in modo dinamico e hanno rottamato i vecchi politici di Nord, Sud, destra e sinistra, avendo tutti contro. Nessuno sa dove va questo esperimento, però mi impressiona il coraggio politico. Per stare insieme hanno rinunciato alle proposte più glamour», dice riferendosi ai cosiddetti poteri forti. E profetizza: è «un momento della Storia di cui si parlerà per 100 anni». Circa poi le differenze tra i due alleati di governo, Bannon minimizza: «Si faranno compromessi, come mettere insieme reddito di cittadinanza e flat tax». Mentre Giuseppe Conte, aggiunge, è «un premier simbolico, un notaio. Grazie a lui avete un governo di unità. L'essenza del populismo è spostare il focus del governo da fare il bene delle elite a fare il bene del popolo».

10 Settembre Set 2018 0946 10 settembre 2018
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