Crollo Ponte Morandi Genova
Crollo del ponte Morandi
Ponte Morandi Decreto Genova Consiglio Ministri Commissario Toti
Politica
Aggiornato il 14 settembre 2018 13 Settembre Set 2018 1847 13 settembre 2018

Il decreto Genova manda in crisi il governo

Scontro in consiglio dei ministri tra Lega e M5s sulla ricostruzione di Ponte Morandi e la nomina del commissario. Mattarella: «Non servono auguri o rassicurazioni, ma scelte concrete».

  • ...

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella usa parole molto dure, in un intervento pubblicato sul Secolo XIX e sulla Stampa, per invitare i responsabili - governo ed enti locali - a procedere verso la ricostruzione di ponte Morandi e il rilancio di Genova. La città, scrive il Capo dello Stato, «non attende auguri o rassicurazioni ma la concretezza delle scelte e dei comportamenti». «Genova è stata colpita da una tragedia inaccettabile», ma l'immagine che la città ha dato di sé, «in quei giorni di lutto e di smarrimento non è stata soltanto di profondo dolore, ma anche di grande solidarietà e di forza d'animo». «Una città colpita duramente, negli affetti, nella memoria, nella funzionalità, nella sua stessa essenza di metropoli dinamica e moderna, aperta al mondo e al futuro, è stata capace di non cadere nella disperazione. Quella stessa solidarietà, alta, responsabile, coraggiosa, disinteressata, che ha caratterizzato i genovesi e i soccorritori», afferma, è «la chiave di volta per superare la condizione che si è creata». «Serve un impegno collettivo, nazionale e locale, pubblico e privato», aggiunge Mattarella, «ricostruire è un dovere. Ritrovare la normalità, una speranza che va resa concreta. Bisogna farlo in tempi rapidi, con assoluta trasparenza, con il massimo di competenza. Con unità di intenti e visione lungimirante». L'intervento arriva dopo che il 13 settembre il governo si è spaccato sul decreto Genova, rinviando sia la nomina del commissario che indicazioni precise su chi ricostruirà il ponte. Intanto la città si è fermata per un momento di silenzio proprio il 14 settembre, un mese dopo la tragedia.

L'APPROVAZIONE DEL DECRETO CON RINVIO

A poche ore dall'inizio del Consiglio dei ministri del 13 settembre, un membro della maggioranza molto vicino al dossier commentava così la possibilità che ci fosse uno stop sul decreto Genova: «Slitta, non slitta, non lo so nemmeno io. Lo sapremo stasera». E infatti, come da copione, planato sul tavolo del Consiglio dei ministri il testo atteso per il rilancio della città dopo il crollo del ponte Morandi si è prima arenato, quindi è stato approvato con la formula "salvo intese" che lascia aperta la porta a modifiche. Inoltre non c'è il nome del commissario, che deve ancora essere scelto. Il ministro dei Trasporti, il giorno dopo, ha smentito tensioni: «Leggendo i giornali sembra che il Consiglio dei ministri di ieri non abbia condiviso il decreto, ma ieri abbiamo approvato un testo che consentirà a Genova di ripartire velocemente, per tutto il governo Genova oggi rappresenta l'intera Italia e la volontà di farla ripartire è un impegno serio».

LO SCONTRO TRA MOVIMENTO CINQUE STELLE E TOTI

In realtà dei due decreti di cui si era parlato (il secondo avrebbe cancellato le concessioni ad Autostrade) è stato approvato solo quello definito come "decreto urgenze" e che tiene assieme alcune misure per Genova insieme a quelle per altre emergenze. Le agenzie battono la notizia di presunti malumori tra Lega e Movimento Cinque Stelle, ma l'origine dello scontro è la contrapposizione tra pezzi del governo (soprattutto i Cinque Stelle) e le amministrazioni locali liguri, Regione e Comune. Come raccontato nei giorni scorsi da Lettera43, i Cinque Stelle hanno tracciato una riga sopra il nome del governatore Giovanni Toti come commissario per la ricostruzione, in quanto colpevole di aver invitato l'amministratore delegato Giovanni Castellucci alla conferenza stampa in cui è stato presentato il modellino di ponte che dovrebbe costruire Fincantieri su disegno di Renzo Piano. Più in generale, le amministrazioni locali lamentano di non essere state coinvolte nella stesura dei testi e qualsiasi ipotesi di mediazione sui nomi del sindaco Marco Bucci o sul presidente del porto Signorini per il ruolo di commissario non è stata finalizzata.

Il governo vuole far fuori Toti nel decreto Genova

Politica Non sarà il governatore ligure il commissario per la ricostruzione. Si lavora a un compromesso sul sindaco o sul presidente del porto. Ma potrebbe anche arrivare un tecnico. Il retroscena.

Mentre il governo era riunito a Roma, da Genova il governatore Toti ha continuato a sparare a pallle incatenate: «Non si fa campagna elettorale sul ponte di Genova, non sulla pelle dei genovesi. Vogliamo che venga ricostruito nel più breve tempo possibile e nel modo migliore con il bellissimo progetto donato dall'architetto Piano». Sul commissario ha poi aggiunto: «Non voglio dover dire "salvateci dai salvatori" o che qualcuno pensi di avere la bacchetta magica e venire a Genova a imporre soluzioni. L'unica stella polare dev'essere ricostruire il ponte». A peggiorare la situazione, le dichiarazioni incaute dell'amministratore delegato di Autostrade Giovanni Castellucci: «I ponti li sanno fare tutti, noi pensiamo di avere una capacità esecutiva veloce».

LE PAROLE DEL PREMIER

In serata il premier Giuseppe Conte, al termine del Consiglio dei ministri, ha dichiarato: «A Genova abbiamo detto che saremmo tornati presto: domani sarò a Genova ricordare la triste ricorrenza, ma non torno a mani vuote, torno con questo decreto per consentire l'intrapresa per il ripristino delle condizioni di vita delle popolazioni locali». Poi ha spiegato che «ci sarà un commissario straordinario ad hoc che avrà ampi poteri di procedere e di disporre, e consentire a Genova di avere un ponte più bello, più nuovo e un rilancio della sua immagine». Solo che chi sia questo commissario non è stato deciso.

IL COMUNICATO DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Secondo il comunicato del Cdm, il decreto contiene «disposizioni urgenti per la città di Genova, per la sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture e dei trasporti, per il lavoro e per le altre emergenze (decreto-legge). Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte, ha approvato un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti volte a velocizzare le operazioni di demolizione e ricostruzione del ponte Morandi, al sostegno dei soggetti danneggiati per il crollo, alla ripresa delle attività produttive e di impresa, nonché dirette a intraprendere ogni iniziativa necessaria al ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture». Il consiglio dei ministri, inoltre, ha approvato la nomina del genovese Edoardo Rixi a viceministro dei Trasporti (era sottosegretario), Lorenzo Fioramonti all'Istruzione e Dario Galli allo Sviluppo economico.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso