Foa Presidente Rai Parere Commissione Vigilanza
Politica
14 Settembre Set 2018 1606 14 settembre 2018

Perché Foa non può diventare presidente Rai

Secondo un nuovo parere legale in possesso della Vigilanza non è superabile la prima bocciatura della stessa Commissione: «Riproporlo sarebbe contrario ai principi di imparzialità e buona amministrazione».

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Le ipotesi di accordo tra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini sulla nomina del giornalista Marcello Foa alla presidenza della Rai rischiano di sbattere contro l'impraticabilità giuridica. Già ad agosto i pareri degli avvocati Beniamino Caravita di Toritto, Bruno Del Vecchio e Luigi Principato in possesso della Commissione di Vigilanza avevano escluso la possibilità che Foa potesse essere nominato presidente dopo essere stato bocciato già una volta o comunque restare alla guida dell'azienda in quanto consigliere anziano. Adesso c'è un nuovo parere, dello studio Del Re & Sandrucci, che sostiene la stessa tesi. Nonostante ciò, Forza Italia va avanti per la sua strada.

LA PRIMA BOCCIATURA NON SI PUÒ SUPERARE

Come noto, lo scorso primo agosto la Commissione di Vigilanza della Rai aveva espresso un parere negativo sulla nomina di Foa alla presidenza. Tale parere, che ricordano gli avvocati Del Re e Sandrucci è obbligatorio e vincolante, non può adesso essere ribaltato con una nuova votazione che annulli quella che già c'è stata. «I pareri obbligatori e vincolanti (come nel caso della Presidenza della Rai) sono immediatamente lesivi degli interessi dell'interessato è autonomamente impugnabili: il che significa che se non impugnati divengono definitivi, cristallizzandosi con essi anche la valutazione che vi è stata posta a fondamento - spiegano gli avvocati nel loro parere -. In questo caso, inoltre, pur non risultando essere stata resa una motivazione espressa pur tuttavia deve ritenersi che il parere negativo della Commissione di vigilanza sia comunque espressione di una valutazione amministrativa e quindi implicitamente contenga un giudizio in ordine alla (in)idoneità del candidato a ricoprire il ruolo di presidente Rai; giudizio che, a nostro avviso, non può essere “superato” con una nuova candidatura».

«NOMINA CONTRARIA AI PRINCIPI DI IMPARZIALITÀ E BUONA AMMINISTRAZIONE»

E quindi, un "ripensamento" da parte dei parlamentari di Forza Italia prima contrari e poi favorevoli alla nomina di Foa non sarebbe sufficiente. «La Commissione ha “consumato” il proprio potere (di veto) nel momento in cui ha deliberato il parere contrario alla nomina del consigliere Marcello Foa quale presidente della Rai. Tale parere (che come si è visto è obbligatorio e vincolante), non è stato impugnato e conserva la sua validità ed efficacia. Dunque il CdA della società non può riproporre la medesima candidatura». Non è solo una questione formale: «Considerato che la valutazione che la Commissione di vigilanza è tenuta ad effettuare in ordine alla nomina del Presidente Rai può ritenersi una valutazione di merito amministrativo, espressione dei poteri di indirizzo politico e di garanzia che la Commissione svolge, riproporre alla Commissione di vigilanza, a distanza di breve tempo, il candidato su cui è già stato espresso parere “negativo” da quello stesso organo, sarebbe contrario ai principi di imparzialità e buona amministrazione».

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