Fmi:da Conte e Tria rassicurazioni
Politica
14 Settembre Set 2018 1313 14 settembre 2018

La manovra dimagrisce, niente taglio Irpef

Accordo in vista tra Lega e M5S: le risorse disponibili saranno otto miliardi per reddito di cittadianza e altrettanti per riforma del fisco. I primi sgravi alle aziende, per le famiglie se ne riparla nel 2020.

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Dimagrisce di quattro miliardi la manovra finaziaria allo studio del governo Conte. Rispetto alle prime proiezioni che parlavano di 35 miliardi di spesa, di cui dieci per la flat tax e altrettanti per il reddito di cittadinanza, il resto delle risorse impiegate per sterilizzare l'aumento dell'Iva, le ultime bozze vedrebbero un "disarmo bilanciato" tra i due partiti che rinuncerebbero a parte delle risorse per attuare il loro programma in modo da contenere lo sforamento del deficit che, nei piani di Tria, dovrebbe restare sotto l'1,6% del Pil, mentre Lega e M5S vorrebbero andare oltre al 2%. Salta il taglio dell'Irpef.

UNA MANOVRA DA TRENTA MILIARDI

La prima manovra del governo Lega-M5S potrebbe così arrivare a valere circa 28-30 miliardi, dei quali 12,4 necessari per sminare le clausole sull'Iva e altri 16 miliardi (non i 20 circolati nelle scorse settimane) per l'attuazione delle misure chiave per i due partiti di maggioranza. Secondo quanto riferito da fonti al lavoro sul dossier, con la sua dote da 8 miliardi la Lega punterebbe a finanziare il pacchetto fisco (senza intervento sull'Irpef) e le pensioni, il M5S l'avvio del reddito di cittadinanza, compresa la pensione di cittadinanza.

SALTA IL TAGLIO DELL'IRPEF

Concentrare le risorse in pochi, incisivi interventi. E' la 'filosofia' con la quale il governo lavora alla prossima manovra di bilancio. In questa logica starebbe maturando, secondo quanto si apprende da fonti al lavoro sul dossier, l'ipotesi di rinviare al prossimo anno il taglio dell'Irpef. Nel 2019 il focus sarebbero quindi le imprese, per poi dare un segnale forte nel 2020 alle famiglie. I due interventi chiave del pacchetto fisco sarebbero la flat tax per i piccoli e la 'super-Ires', cioè l'imposta ridotta al 15% per gli utili reinvestiti in azienda.

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