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14 Settembre Set 2018 1824 14 settembre 2018

Mattarella bacchetta il governo: «Non si mercanteggia sull'Ue»

Il presidente in visita a Riga torna ad ammonire sui valori europei: «Io sono anziano, ho un'innata idiosincrasia verso qualunque pericolo di nazionalismo».

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Il presidente Sergio Mattarella torna a bacchettare il governo dopo gli ammonimenti sul ponte Morandi e quelli sul rispetto delle istituzioni. «L'Italia è un contributore attivo dell'Unione. Ma mi sono sempre rifiutato di considerare questi rapporti sul piano del dare e avere, anche perché i benefici dell'integrazione non sono quasi mai monetizzabili interamente. Non è attraverso il calcolo contabile che si definisce il vantaggio che l'Unione assicura a tutti i suoi componenti», ha detto il capo dello Stato da Riga, dove si trova al vertice del "Gruppo Arraiolos", «il rischio è quello di mettersi a mercanteggiare fra di noi, fra i nostri Paesi, sui rapporti contabili». Quella di «mettere in comune il futuro degli europei» è «una ragione, storicamente, per il futuro, così vasta se si raffronta con il passato, che non c'è movimento che possa mettere in discussione questo valore storico. Però va fatto comprendere con maggiore efficacia e con maggiore capacità», ha sottolineato Mattarella.

«INNATA IDIOSINCRASIA AL NAZIONALISMO»

«Io sono avanti negli anni, sono nato durante i bombardamenti e, forse per questo, mi è rimasta un'innata diffidenza, e un'innata idiosincrasia verso qualunque pericolo di nazionalismo e di guerre» per cui «occorre riflettere su questo perché corriamo il rischio che riproporre dentro l'Unione un clima che non è soltanto concorrenziale ma è di contrapposizione, che poi diventa contrasto, poi diventa ostilità, diventa non sappiamo cosa», ha continuato il presidente.

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