Savona Draghi Europa
Politica
14 Settembre Set 2018 2143 14 settembre 2018

Secondo Savona Draghi si è dato poteri non previsti

Il ministro agli Affari europei: «L'euro è indispensabile, ma l'Europa non è perfetta. E se continuiamo a parlare di immigrazione la portiamo alla rottura».

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Mario Draghi alla guida della Bce «si è procurato poteri che non avevamo previsto» e che andrebbero ricondotti nell'alveo dello statuto. Che è comunque da cambiare. All'indomani della bacchettata del governatore della Banca centrale europea, il ministro agli Affari europei Paolo Savona prima non è voluto entrare direttamente nel merito e si è limitato a precisare che Draghi è «un amico». Ma poi è andato all'affondo: il presidente della Bce «fa interventi sui cambi di cui sappiamo molto poco». Ma poteri e responsabilità, ha insistito il ministro, «devono coincidere». L'idea di modifiche all'architettura istituzionale europea - Eurotower compresa - per adeguarla agli obiettivi di crescita e piena occupazione sono peraltro al centro del documento «per un'Europa diversa» inoltrato a Bruxelles da Savona e in cui si propone la creazione di un gruppo di lavoro tra Stati membri, Parlamento e Commissione. Un documento che forse non ha avuto per il momento l'eco sperata dal ministro.

«CON OETTINGER CI SIAMO INTESI»

È stato dunque il festival Proxima di Torino a offrire a Savona l'occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa e ritornare sotto i riflettori dopo un periodo di silenzio che, qualcuno nella maggioranza, ha tradotto in un suo malcontento per essere stato messo in disparte nell'esecutivo. Anche se «quello che io vedo in privato, come accade all'interno del mio governo, e quello che leggo non coincidono», ha sostenuto tuttavia l'economista sardo. Dopo avere disdetto il question time al Senato (assenza che qualcuno aveva legato alla sua irritazione) il ministro economista ha parlato a ruota libera, soprattutto di Europa. Con il commissario Ue al Bilancio Gunther Oettinger, tra i principali critici della linea adottata finora dal governo giallo-verde, «abbiamo parlato per un'ora e ci siamo intesi», ha assicurato.

«EURO INDISPENSABILE MA L'EUROPA NON È PERFETTA»

E l'euro? «È indispensabile ma la costruzione dell'Europa non è perfetta». Un leit motiv del ministro, quest'ultimo, secondo il quale «possiamo giustificare le imperfezioni del 1992, ma non quelle del 2018, 2019 e cammin facendo». Di tutto questo probabilmente Savona potrebbe avere occasione di parlare al vertice informale europeo di Salisburgo, al quale è prevista la sua partecipazione la settimana dal 17 al 23 settembre insieme con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. D'altronde, «stare al governo, è un mestiere difficile, in un momento difficile in Italia, in Europa e nel mondo. Quindi io sono quello che cerca di mantenersi al livello del mare da cui provengo, a un livello di stabilità minimo senza creare onde». Un messaggio, non troppo velato, diretto forse anche all'interno del suo governo. Con un invito a guardare oltre: «Se continuiamo a parlare di immigrazione portiamo l'Europa alla soglia della rottura. L'unico modo per cercare di attenuare le polemiche, dall'immigrazione alle altre cose, è quello di prendere in mano le discussioni di fondo cioè come funziona la politica fiscale in Europa», ha chiosato.

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