Vito Crimi Berlusconi Editoria Concessionarie
Politica
14 Settembre Set 2018 0912 14 settembre 2018

Vito Crimi all'attacco di Berlusconi

Intervistato dal Fatto il sottosegretario all'Editoria ha promesso che verrà varato il decreto che prevede un contributo di solidarietà sui redditi delle concessionarie. E promette di rivedere il sistema dei contributi all'editoria.

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«Non è il mio linguaggio, ma si può anche dire che è finita la pacchia. Il punto vero è che occorre ridistribuire la pubblicità tra tv e carta stampata». È il messaggio che il sottosegretario con delega all'Editoria, Vito Crimi, ha lanciato in un'intervista al Fatto Quotidiano. Il pentastellato ha spiegato che il Fondo per il pluralismo dell'editoria istituito da Lotti, con il quale «era previsto un contributo di solidarietà dello 0,1% sui redditi delle concessionarie di pubblicità» non ha trovato attuazione: «Il decreto che avrebbe dovuto fissare i criteri per questo contributo non è stato mai varato» e «quella 'dimenticanza' è stata l'ennesimo favore del Pd a Berlusconi e questi regali devono finire». Ora «riapriamo subito i termini».

CRIMI: «VANNO AGGIUSTATE LE AGEVOLAZIONI»

Il sottosegretario ha poi aggiunto che intende affrontare il tema dei fondi diretti all'editoria: «sono stanziati circa 200 milioni tra contributi diretti, alle radio e alle tv, senza contare l'agevolazione delle tariffe telefoniche che può essere stimata in 60 milioni», ha spiegato, «vanno aggiustate le distorsioni, visto che circa il 30 per cento dei fondi va a 4-5 testate».

«VERSO UN TETTO PUBBLICITARIO PER LE TELEVISIONI»

Per Crimi gli interventi sono molto simili a «quanto fatto con l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti». «Ci sono», ha continuato, «modi per affrontare le ricadute occupazionali. Penso che si possano introdurre dei tetti pubblicitari per aiutare dal lato degli introiti i giornali». L'idea di Crimi, quindi, sarebbe quella di fare in modo che gli investimenti pubblicitari passino dalle televisioni alla carta stampata: «un meccanismo di redistribuzione delle risorse all'interno del sistema».

«PENSIAMO A UNA NETFLIX DELL'EDITORIA»

Un'altra idea di Crimi per sostenere l'editoria sarebbe quella di pensare a nuove forme di distribuzione: «Possiamo poi prevedere incentivi pubblici alla domanda, ad esempio, sostenendo gli abbonamenti oppure nuove idee innovative. Sto proponendo agli editori una piattaforma tecnologica che permetta al costo di un abbonamento la lettura di tutti i giornali. Sarebbe una Netflix dell'editoria».

«SERVONO TETTI ALLA PARTECIPAZIONE DELLE AZIENDE NEI GIORNALI»

Nell'ultima parte dell'intervento il sottosegretario grillino rilancia anche l'idea di andare verso un sistema con editori puri: «Credo che occorra mettere dei tetti alla partecipazione nelle imprese editoriali da parte di chi non ha come attività centrale l’editoria», ha spiegato, «Se quei soggetti ricavano un utile dalle loro partecipazioni altri soggetti potrebbero facilmente subentrare. Se invece non ricavano un utile vuol dire che non si comportano da editori ma da sponsor, finanziano un giornale solo per il tornaconto alla propria azienda e non per fare informazione».

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