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Politica
15 Settembre Set 2018 1637 15 settembre 2018

Nuovo scontro tra Salvini e i magistrati sulla legittima difesa

L'Anm aveva parlato di legge rischiosa e di allarme per la liberalizzazione delle armi. Il ministro dell'interno attacca sui social: «Io tiro dritto»

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Un nuovo scontro tra il ministro dell'interno Matteo Salvini e i magistrati, questa volta sulla legge che riformerebbe la legittima difesa. La mattina del 15 settembre il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Francesco Minisci, ha ribadito che quello che Salvini aveva definito una priorità sarebbe un disegno di legge di cui «non avevamo bisogno e che può essere molto rischioso». Il ddl è già stato presentato al Senato e il numero uno dell'Anm ha espresso allarme anche per una «eventuale 'liberalizzazione' della vendita di armi: siamo contrari alla vendita nei supermercati». «La legge regolamenta già in maniera adeguata tutte le ipotesi di legittima difesa», haprecisato. «Se approvato, rischierebbe addirittura di legittimare reati gravissimi, fino all'omicidio. Non si può prescindere» , ha spiegato, «dal principio della proporzionalità fra offesa e difesa e dalla valutazione, caso per caso, del giudice: se un soggetto minaccia di schiaffeggiarmi o di sottrarmi un bene, io non posso reagire sparandogli; se, da fuori casa, vedo un tizio che si arrampica sul mio balcone, non posso essere autorizzato a sparargli». Ma la risposta del leader della Lega Salvini non si è fatta attendere.

«Il sindacato dei magistrati (Anm) oggi ha attaccato le proposte di legge della Lega sulla legittima difesa perché inutili e rischiose», ha riportato il ministro dell'interno su twitter e ha aggiunto: «Invasione di campo? Tutto normale? Io tiro dritto, la difesa è sempre legittima».

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