Roberto Burioni Twitter
SOCIAL INSTINCT
18 Settembre Set 2018 1800 18 settembre 2018

Salviamo il professor Burioni dagli eccessi delle vanità social

Il fustigatore dei no vax scivola sulla bellezza femminile. E cerca di rimediare con autoironia, postando le sue foto del liceo. Ma la sua battaglia pro vaccini non può subire colpi alla reputazione.  

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Per il morbillo esiste il vaccino, per la vanità amplificata dai social (ancora) no. Così capita che anche l'immunologo Roberto Burioni, 55 anni, divulgatore scientifico e fustigatore dei novax grazie al megafono di Facebook e Twitter, incappi in alcuni scivoloni 2.0 che ne minano non certo la credibilità di medico bensì la reputazione di personaggio pubblico senza macchia e sempre dalla parte del giusto. Da anni Burioni è in prima fila contro la disinformazione sui rischi delle vaccinazioni e per questo è spesso finito nel mirino di accuse e minacce da parte di esagitati utenti che Lettera43.it non ha esitato a definire «quintessenza del fascismo». Se il suo approccio perentorio e intransigente nei confronti di chi non la pensa come lui - il titolo del suo libro La congiura dei somari, perché la scienza non può essere democratica è in questo senso emblematico - gli fa collezionare nemici quando si parla di malattie infettive, figuriamoci cosa accade nei casi in cui il dottore esce dal seminato. E a onor del vero gli è capitato spesso: tipiche le incursioni su questioni politiche - non ha risparmiato il Partito democratico da frecciatine sull'ipotesi di scioglimento - e le invasioni di campo nel mondo del calcio (è noto tifoso della Lazio). Ma è sul tema della bellezza (femminile) che la sua autorevolezza è vacillata di più, coi detrattori che lo aspettavano al varco. E le giustificazioni non sono state proprio azzeccatissime.

L'USCITA INFELICE CANCELLATA QUANDO ORMAI ERA TARDI

Burioni si è avventurato in un commento su Twitter in risposta a Vanity fair e all'autrice Ester Viola in cui ha detto la sua sul tema dei canoni estetici: «Quando in giro vedo una donna brutta la guardo sempre con attenzione. Nel 99,9% dei casi mi rendo conto che se si curasse, se dimagrisse e via dicendo non diventerebbe bella, ma di certo di aspetto non sgradevole. Una volta che si è non sgradevoli la partita è aperta. Fidatevi». Subito qualcuno gli ha fatto notare che a risultare sgradevole questa volta era stato lui. Ma come, il professore che "blasta" la gente in stile "mentanesco" ha davvero prestato il fianco a facili contrattacchi con un'uscita così rischiosa? Hai voglia poi a spiegare che si trattava di semplice constatazione che la bruttezza "sta negli occhi di chi guarda" e che non serve essere delle top model per risultare attraenti. La tempesta era ormai cominciata. Tanto che Burioni, annusando l'aria, ha subito cancellato il tweet della discordia. Non facendo i conti coi puntuali screenshot del suo post che hanno cominciato a circolare. Così è dovuto tornare sulla vicenda e ammettere: «Dico che le brutte (e i brutti) sostanzialmente non esistono. Parte un casino che mi insegna 1) a parlare solo di vaccini 2) a non temere solo gli antivaccinisti».

UNA SOCIAL STAR CHE ORMAI DOVREBBE CONOSCERE IL GIOCHINO

Meno efficace un altro tentativo di chiarimento: «L'ho cancellato. Credevo che non offendesse nessuno e purtroppo mi sono accorto che non è così. Capita a chi non è pratico come me, conosco i virus ma meno i social. Mi scuso con chiunque possa essersi sentito offeso». Eppure con 65 mila follower e oltre 3 mila tweet ormai il meccanismo dovrebbe averlo compreso bene. Infine, l'ultima toppa: «Ho scritto "donna" perché il mio post era in risposta alla lettera di una ragazza che si lamentava di non trovare l'amore perché brutta. Anche io non sono proprio Alain Delon». E in allegato ecco una foto del professore in quinta ginnasio, con occhialoni e capello lungo. L'auto-denuncia di questo passato da brutto anatroccolo è diventata per qualche ora anche la foto del profilo. Prima che tornasse quella "istituzionale". Anche perché, in epoca di governo giallo-verde, la battaglia contro gli anti-vaccini è roba seria. E non può essere contaminata da qualche peccato di megalomania.

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