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Foa torna in campo per la presidenza della Rai

Via libera della commissione di Vigilanza alla risoluzione che autorizza il consiglio di amministrazione di viale Mazzini a indicare di nuovo il suo nome. Forza Italia si è astenuta, ma è pronta a dire sì.

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Via libera della commissione di Vigilanza Rai alla risoluzione che autorizza il consiglio di amministrazione di viale Mazzini a indicare per la seconda volta un nome per la presidenza della tivù pubblica. La mossa apre di fatto alla riproposizione di Marcello Foa, il giornalista "sovranista" fortemente voluto da Matteo Salvini. Hanno votato a favore la Lega, il M5s e Fratelli d'Italia. Contrari Pd e Liberi e Uguali. Forza Italia si è astenuta. E proprio i parlamentari di Silvio Berlusconi, che in commissione di Vigilanza saranno l'ago della bilancia, hanno diffuso una nota congiunta che lascia intendere la loro volontà di non mettersi di traverso, come accaduto invece la prima volta. Ma la sostenibilità giuridica di questa mossa è molto dubbia, come avevamo spiegato in questo approfondimento.

ADESSO FORZA ITALIA È PRONTA A DIRE SÌ

Gli azzurri hanno spiegato così il cambiamento della loro posizione: «Fin dall'inizio abbiamo posto una questione di metodo e non di nomi. La legge in vigore impone, saggiamente, un confronto tra maggioranza e minoranza, senza il quale è impossibile raggiungere il prescritto quorum dei due terzi in commissione di Vigilanza, necessario per rendere effettiva la designazione del presidente Rai da parte del cda». In una prima fase, proseguono gli onorevoli forzisti, «questo confronto è stato insufficiente». Ma ora «abbiamo chiesto e ottenuto, con un atto innovativo, che il presidente designato dal cda venga ascoltato dalla Vigilanza prima del voto per l'eventuale decisiva verifica». In tal modo la scelta avverrebbe «in assoluta trasparenza» e sarebbe noto il modo in cui «il possibile presidente intenderebbe garantire il pluralismo e l'indipendenza del servizio pubblico». La nota si conclude così: «Valuteremo persone e programmi quando ci saranno proposti» (leggi anche: Cosa c'è nell'accordo tra Salvini e Berlusconi su Foa alla Rai).

VERSO UNA BATTAGLIA LEGALE

Intanto però sia il Pd, sia il sindacato Usigrai, hanno raccolto pareri legali per sostenere che un nuovo voto su Foa, già bocciato dalla Vigilanza, rappresenterebbe una violazione della volontà degli elettori. E si preparano quindi a fare ricorso nelle sede competenti. «Qual è questa offerta che non si può rifiutare, per cui i colleghi di Forza Italia devono rivalutare un nome già bocciato?», ha attaccato in commissione il dem Antonello Giacomelli, intervenendo sulla risoluzione presentata dalla maggioranza. Per poi aggiungere polemicamente: «Almeno risparmiamoci l'audizione di Foa». Sempre per il Pd è intervenuto il senatore Francesco Verducci, che ha parlato di «mercimonio». Per conto di Forza Italia ha replicato il deputato Giorgio Mulè: «Non c'è stato alcun mercimonio e non è consentito di lordare con queste parole il percorso fin qui seguito. Quale che sia il presidente che il cda indicherà, è fatto obbligo alla Vigilanza formarsi un giudizio sulla persona che ricoprirà quella carica».

19 Settembre Set 2018 1803 19 settembre 2018
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