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Politica
21 Settembre Set 2018 1438 21 settembre 2018

Cosa ha detto Toninelli sulle Olimpiadi invernali 2026

Il ministro dei Trasporti riapre la possibilità di una candidatura del capoluogo piemontese. Ma niente tridente con Milano e Cortina. 

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Sulle Olimpiadi (della discordia) ha detto la sua anche il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli. E lo ha fatto sfidando l'alleato di governo leghista: il no del sottosegretario Giancarlo Giorgetti e il pressing dei governatori della Lombardia e del Veneto, Attilio Fontana e Luca Zaia. «Rimango personalmente dell'idea che quella di Torino sia la scelta migliore da tutti i punti di vista, soprattutto quello della convenienza economica e strutturale vista l'esperienza passata, e che l'idea di tre città sia quantomeno caotica e difficilmente percorribile perché è anche la più costosa», ha dichiarato il pentastellato a margine dell'inaugurazione a Torino di una nuova via pedonale e digitalizzata. Linea condivisa dalla sindaca pentastellata Chiara Appendino, la quale a più riprese aveva espresso forti dubbi su una candidatura a tre con Milano e Cortina.

Le cose da capire nella contesa per le Olimpiadi del 2026

GIOCHI DELLA DISCORDIA Non c'è due senza tre, recita il proverbio, e chissà che non si affidi al detto popolare l'ultima chance di scongiurare il naufragio della candidatura italiana ai Giochi olimpici invernali del 2026 .

So che sulle Olimpiadi la Lega fa ragionamenti diversi», ha aggiunto il ministro, lasciando di fatto aperto uno spiraglio. «Appena sarà utile, faremo un giusto Consiglio dei ministri e troveremo come in tutte le questioni una soluzione condivisa». Toninelli poi si è detto d'accordo con il suo vicepremier. «Ha ragione Di Maio quando dice che lo Stato non deve mettere soldi sulle Olimpiadi perché dobbiamo mettere in sicurezza ponti, viadotti, gallerie che i precedenti governi hanno abbandonato. Mi sembra più giusto mettere lì i soldi». Il ministro ha poi accennato alla Tav, altro nodo del governo gialloverde. «Avrei voluto prendere un caffè con Chiamparino, ma lui aveva altri impegni. In ogni caso prenderemo una decisione a novembre dopo aver concluso l'analisi costi-benefici dell'opera».

Sulla candidatura a tre continua, invece, a insistere il presidente del Coni, Giovanni Malagò. «Sono per fare il possibile per cercare di recuperarla, dato che sarebbe un bene per tuttI», ha dichiarato il numero uno dello sport italiano, ricordando la posizione del governatore piemontese Sergio Chiamparino e «dagli altri sindaci delle comunità alpine e montane piemontesi. Vediamo se questo implica anche un discorso con la sindaca di Torino, Chiara Appendino. Nel caso contrario, passato qualche giorno si dovrà necessariamente procedere con le due candidature. Non vedo per quale motivo ci debba essere una penalizzazione di tutti per la scelta di qualcuno».

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