Crollo Ponte Morandi Genova
Crollo del ponte Morandi
decreto-genova-bloccato
Politica
25 Settembre Set 2018 1630 25 settembre 2018

Il decreto Genova bloccato perché le coperture non sono specificate

Nell'ultima versione arrivata alla Ragioneria dello Stato mancano le cifre sui costi della ricostruzione di ponte Morandi. Tecnici del Mef al lavoro per colmare la lacuna. Palazzo Chigi: «Interventi finanziati».

  • ...

Nell’ultima versione del decreto Genova per la ricostruzione di ponte Morandi mancano ancora le necessarie coperture finanziarie. Il provvedimento, a più di 40 giorni dalla tragedia costata la vita a 43 persone, è dunque fermo alla Ragioneria dello Stato, che sta lavorando per colmare la lacuna. Come ricostruito dal quotidiano La Stampa, che per primo ha dato la notizia, lo stallo dipende dalla «indeterminatezza delle coperture economiche e delle fonti di provenienza dei finanziamenti necessari. A quanto pare, nella bozza di decreto arrivata sul tavolo dei tecnici mancano le cifre che dovrebbero quantificare i costi da sostenere: al loro posto ci sarebbero una serie di puntini. Insomma non si può parlare neppure di una vera e propria bocciatura, il testo è incompleto e dunque non si può valutare. L’indiscrezione è trapelata durante lo svolgimento del consiglio comunale di Genova» (leggi anche: Cosa dice la relazione del Mit sul crollo di ponte Morandi).

IL DECRETO È ARRIVATO INCOMPLETO ALLA RAGIONERIA DELLO STATO

A stretto giro è arrivata una precisazione da parte del ministero dell'Economia. Fonti anonime, citate dall'agenzia di stampa Ansa, hanno infatti dichiarato: «La Ragioneria dello Stato non ha bloccato il decreto, ma lo sta sbloccando». Il testo è arrivato «senza alcuna indicazione degli oneri e delle relative coperture» e i tecnici «stanno lavorando attivamente per valutare le quantificazioni dei costi e individuare le possibili coperture da sottoporre alle amministrazioni proponenti», cioè al ministero dei Trasporti. Le stesse fonti hanno aggiunto: «A volte le carenze riguardano parti limitate di un provvedimento che si risolvono in maniera più semplice. In questo caso il decreto legge è giunto agli uffici del Mef in una versione molto incompleta. La Ragioneria sta lavorando per far sì che il decreto vada in porto, non certo per bloccarlo».

IL GOVERNATORE TOTI PROPONE DI RIPARTIRE DA ZERO

Il presidente della Regione Liguria e commissario per l'emergenza, Giovanni Toti, non ha nascosto il proprio disappunto: «Stupiscono e preoccupano le voci di un ulteriore stop al decreto Genova, fermo, a quanto pare, alla Ragioneria dello Stato, ancor prima di arrivare al vaglio della presidenza della Repubblica dove, secondo gli annunci, sarebbe dovuto arrivare già da alcuni giorni. Mi chiedo se non sia più opportuno il ritiro del decreto per ricominciare da capo su basi più solide, condivise e realistiche. Di fronte a questa confusione forse sarebbe opportuno abbandonare percorsi velleitari e avventurosi per ritornare sulla via maestra, prevista dalla normativa vigente e più volte suggerita dalle istituzioni locali, per ridare, nel più breve tempo possibile, questa indispensabile infrastruttura alla città di Genova e all'intero sistema del Nord-Ovest».

MA PER PALAZZO CHIGI LE RISORSE CI SONO

Per tentare di placare le polemiche, è intervenuta direttamente la presidenza del Consiglio: «Quanto alle notizie diffuse sul decreto emergenze e sulle presunte carenze di coperture finanziarie che sarebbero all'origine di ritardo nella sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, si precisa che queste notizie non corrispondono al vero. Gli interventi in conto capitale sono integralmente finanziati. Parimenti, quelli di parte corrente sono integralmente finanziati per il 2018 e, in parte, per gli anni successivi. Per la parte residua, sarà data copertura nella prossima legge di bilancio, che sarà presentata al parlamento il 20 ottobre. Nessun ritardo per l'avvio delle misure di sostegno contenute nel decreto, tant'è che dal Mef hanno appena confermato di aver terminato le valutazioni di propria competenza e che il decreto legge sta per essere inviato al Quirinale».

LA CONFERMA DEL MINISTERO DELL'ECONOMIA

Le dichiarazioni di Palazzo Chigi sono state successivamente confermate anche da parte del ministero dell'Economia: «Nelle prossime ore (nella notte di martedì 25 settembre o nella mattinata di mercoledì 26, ndr) ci sarà la bollinatura del decreto, quindi la trasmissione al Quirinale. L'interlocuzione tra amministrazioni ha portato risultati. I suggerimenti sulle coperture elaborati dalla Ragioneria dello Stato sono in corso di recepimento nell'articolato».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso