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Politica
2 Ottobre Ott 2018 1641 02 ottobre 2018

Con pensioni quota 100 vanno via 70 mila medici

L'allarme del sindacato di categoria: per coprire il "buco" nel Servizio sanitario nazionale «non basteranno i giovani neo specialisti».

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Medici del Servizio sanitario nazionale.

Il governo M5s-Lega si appresta a modificare la legge Fornero sulle pensioni, introducendo la cosiddetta quota 100. Secondo i calcoli del sindacato dei medici Anaao Assomed, il più rappresentativo nel settore, che ha analizzato le ricadute della riforma sul Servizio sanitario nazionale, il ritiro dal lavoro interesserà in pochissimo tempo i nati tra il 1954 e il 1957: più di 25 mila persone tra medici e dirigenti sanitari. La loro uscita, aggiungendosi ai 45 mila pensionamenti già previsti con le regole attuali da qui al 2023, appare dunque destinata a portare fuori dagli ospedali circa 70 mila professionisti in totale. E il problema è che, sempre secondo il sindacato, per coprire il "buco" «non basteranno i giovani neo specialisti» (leggi anche: Vertice di governo su manovra e Def, le cose da sapere).

A RISCHIO LA «QUALITÀ GENERALE» DEL SISTEMA

La «qualità generale del sistema», afferma ancora l'organizzazione di categoria, «è a rischio», perché i processi previdenziali sarebbero «così rapidi e drastici da impedire il trasferimento di esperienze e di pratica clinica». Superato lo "scalone" previdenziale creato dalla legge Fornero, attualmente medici e dirigenti sanitari abbandonano il lavoro con un'età media di 65 anni, grazie anche al riscatto degli anni di laurea e di specializzazione. La riforma determinerebbe in un solo anno l'acquisizione del diritto al pensionamento di ben quattro scaglioni, diritto che secondo il sindacato «verrà largamente esercitato visto il crescente disagio lavorativo per la massiccia riduzione delle dotazioni organiche» (leggi anche: Perché l'Italia è a corto di medici).

DAL 2010 AL 2016 I MEDICI SONO DIMINUITI DI OLTRE 7 MILA UNITÀ

I dati mostrano che dal 2010 al 2016 medici e dirigenti sanitari in servizio sono diminuiti di oltre 7 mila unità. Questo ha permesso alle Regioni di ridurre la spesa per il personale, con un risparmio che nel solo 2016 ammonta a circa 600 milioni di euro. «Diversi miliardi, se il calcolo viene effettuato dal 2010 ad oggi», sottolinea Carlo Palermo, segretario nazionale di Anaao Assomed. La conclusione del suo ragionamento? «È necessario aprire una grande stagione di assunzioni in sanità, eliminando l'anacronistico blocco della spesa per il personale introdotto dal governo Berlusconi nel 2010. Ma, soprattutto, bisogna dare una risposta al disagio oramai insopportabile che pervade tutte le strutture sanitarie pubbliche». La quota 100 non riguarderà i medici di famiglia, i quali fanno riferimento all'Enpam, cassa pensionistica privata. E tuttavia, secondo i dati forniti dalla Federazione medici di medicina generale, ben 14 milioni di italiani rischiano di restare senza medico di base (leggi anche: Perché l'Italia rischia di restare senza medici di base).

GLI INGRESSI NELLE FACOLTÀ UNIVERSITARIE RESTANO BASSI

Gli ingressi nelle facoltà di Medicina, intanto, continuano a restare bassi rispetto al fabbisogno. Proprio il 2 ottobre è stata pubblicata l'attesissima graduatoria e una pioggia di ricorsi è già pronta ad abbattersi sui tribunali contro presunte irregolarità. Le proteste e le segnalazioni degli studenti, partite negli stessi giorni dei test, continuano attraverso la campagna social #MeLoMerito. I ricorrenti sono soprattutto ragazze, residenti nelle regioni del Centro-Sud.

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