Chiesto processo Cappato per Trentini
Politica
3 Ottobre Ott 2018 1627 03 ottobre 2018

Il governo contro Cappato nel processo su DJFabo

Presentate memorie davanti alla Corte Costituzionale che deve decidere sull'incostituzionalità del reato di aiuto al suicidio. L'aveva fatto anche l'esecutivo Gentiloni. Si muove anche il senatore Pillon.

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Il governo di Giuseppe Conte ha presentato memorie contro Marco Cappato davanti alla Corte Costituzionale, dove il 23 ottobre deciderà se è inconstituzionale o meno il reato di aiuto al suicidio. Ad annunciarlo è lo stesso Marco Cappato con un post su Facebook. Inoltre, sono state redatte memorie anche da parte del senatore Simone Pillon, per contro dell'associazione "Vita è", a favore della "indisponibilità della vita". La vicenda è quella riguardante il processo di Milano per la morte di DJFabo, accompagnato in Svizzera per procurarsi la "dolce morte" dall'attivista radicale che, subito dopo, si era autodenunciato. A seguito dell'autodenuncia, è iniziato un processo a Milano contro Marco Cappato che si è interrotto lo scorso 14 febbraio quando la Corte ha deciso di rimettere gli atti alla Corte Costituzionale affinche valutasse la legittimità costituzionale del reato di aiuto al suicidio, reato che per altro risale all'epoca fascista.

CAPPATO: LA DISOBBEDIENZA CIVILE CONTINUA

In quell'occasione, i pm avevano chiesto l'assoluzione e, in subordine, l'eccezione di illegittimità costituzionale. La Corte d'Assise si era pronunciata per questa seconda opzione. All'individuo va «riconosciuta la libertà» di decidere «come e quando morire» in forza di principi costituzionali, si legge nell'ordinanza dei giudici. Adesso arriva la notizia che il governo Conte, così come per altro aveva fatto Gentiloni, si oppone alla dichiarazione di incostituzionalità su cui dovrà decidere la Consulta. Una dichiarazione di incostituzionalità da parte della Consulta aprirebbe le porte al sucidio assistito in modo legale per i malati terminali, altrimenti si riaprirà il processo a carico di Cappato, che rischia fino a 12 anni di carcere (qui l'approfondimento sulle conseguenze di questo importante processo). «Su Pillon, nulla di nuovo - commenta Cappato -. Sul governo Conte-Di Maio-Salvini, avevo capito che non volessero afrontare il tema perché non era nel contratto di governo. Speravo (e continuo a sperare) che questo significherà lasciare il Parlamento libero di decidere. In ogni caso, noi non ci fermeremo con la disobbedienza civile».

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