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MEDITERRANEO
4 Ottobre Ott 2018 1443 04 ottobre 2018

Ong e parlamentari sulla nave Mar Ionio in aiuto dei migranti

Il progetto, sostenuto e finanziato da Nichi Vendola, Nicola Fratoianni, Erasmo Palazzotto e Rossella Muroni, sfida le politiche del ministro dell'Interno Matteo Salvini.

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Una nave battente bandiera italiana, sostenuta politicamente e finanziariamente dall'ex governatore della Regione Puglia Nichi Vendola e da tre parlamentari di Liberi e Uguali - Nicola Fratoianni, Erasmo Palazzotto e Rossella Muroni - è partita nella notte tra il 3 e il 4 ottobre dal porto siciliano di Augusta alla volta della Libia. La nave, il rimorchiatore "Mar Ionio", si appresta quindi a diventare protagonista di una missione umanitaria in acque internazionali, completamente organizzata nel nostro Paese e ribattezzata Mediterranea.

A BORDO CI SONO EQUIPAGGIAMENTI PER L'ATTIVITÀ DI RICERCA E SOCCORSO

Il progetto è promosso da diverse associazioni e Ong tra cui Arci, Ya Basta, Sea-Watch, il magazine online I Diavoli e l'impresa sociale Moltivolti di Palermo. L’attività del "Mar Ionio" sarà ufficialmente di «monitoraggio, testimonianza e denuncia», hanno fatto sapere gli organizzatori. Ma a bordo ci sono anche equipaggiamenti Sar, l'attività di Ricerca e soccorso per cui il rimorchiatore non è tuttavia abilitato. Nelle prossime ore la nave, seguita dalla barca d'appoggio "Burlesque" battente bandiera spagnola, con a bordo giornalisti nazionali e internazionali, attivisti e mediatori culturali, è destinata a entrare in azione nella stessa zona in cui da qualche giorno incrocia il veliero "Astral" della Ong spagnola Open Arms, più volte definita un «taxi del mare» dal ministro dell’Interno Matteo Salvini. «Non potevamo più stare a guardare», hanno detto gli attivisti al quotidiano la Repubblica, «bisognava agire e trovare il modo di contrastare il declino culturale e morale che abbiamo davanti. Quella di Mediterranea è un’azione di disobbedienza morale e al contempo di obbedienza civile. Disobbediamo al prevalente discorso pubblico delle destre nazionaliste obbedendo alle leggi del mare, del diritto internazionale e della nostra Costituzione, che prevedono l’obbligatorietà del salvataggio di chi si trova in condizioni di pericolo».

LA NAVE "AQUARIUS" CERCA UNA NUOVA BANDIERA

Intanto la nave "Aquarius", gestita dalle Ong Sos Méditerrranée e Medici senza frontiere, a cui Panama ha tolto la bandiera, è arrivata nel porto di Marsiglia per tentare di regolarizzare la sua posizione. Le due Ong hanno chiesto ai governi europei di «permetterci di continuare il nostro lavoro di salvataggio dandoci una bandiera. Siamo determinati a tornare al più presto in acque internazionali nel Mediterraneo Centrale». È stata lanciata anche una petizione, "Salviamo l'Aquarius e il salvataggio in mare", che ha superato le 120 mila firme. Negli ultimi quattro anni, secondo Sos Méditerrranée, oltre 15 mila persone sono morte annegate tentando la traversata nel Mediterraneo. La "Aquarius", ultima nave umanitaria a operare al largo della Libia, ha detto di averne salvate 29.523, di cui il 23% minorenni. In un appello pubblicato su Le Monde diverse personalità del mondo della cultura, tra cui Daniel Cohn-Bendit, si sono appellate a Parigi affinché attribuisca alla "Aquarius" la bandiera francese. Per ora, da parte del presidente Emmanuel Macron, non sono arrivati segnali d'apertura.

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