Crollo Ponte Morandi Genova
Crollo del ponte Morandi
Genova Proteste Danilo Toninelli Giovanni Toti Commissaria Ue Bulc
Politica
8 Ottobre Ott 2018 1131 08 ottobre 2018

A Genova la protesta di commercianti e sfollati

La denuncia della Valpolcevera isolata. Negozi e viabilità a rischio. Toninelli: «Non contestate il decreto, è scritto col cuore».

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I commercianti della Valpolcevera lunedì 8 ottobre sono scesi in strada per chiedere la riapertura dell'area messa in ginocchio dal crollo del Ponte Morandi. Alla manifestazione ha preso parte anche una delegazione di sfollati. I commercianti chiedono la riapertura delle strade, il potenziamento dei servizi sanitari e la difesa del lavoro. «Oltre il ponte c'è la voglia di ripartire e avere risposte concrete», hanno scandito al megafono insieme con: «Bucci aprici le strade». «È un momento difficile, il commercio per il momento resiste ma non potrà farlo a lungo per questo è fondamentale che le strade vengano riaperte al più presto», ha spiegato il titolare di un negozio di giocattoli. «La gente è nervosa perché ogni mattina deve fare lunghe code e non ne può più», ha continuato il commerciante. «Non ce la facciamo più», ha ribadito un parrucchiere anche lui in "zona arancione", un'area cuscinetto che non è stata interessata da crolli ma nonostante questo risulta chiusa o limitata al traffico. «Siamo tagliati in due e isolati dal mondo. Spero che arrivino delle misure a nostro sostegno ma la questione più urgente e riaprire le strade». Alcune attività commerciali hanno registrato un calo degli incassi di circa il 50%. «Se continua così rischiamo di abbassare le saracinesche dei negozi per sempre», ha ribadito un'altra negoziante.

«Siamo qui per chiedere soprattutto la riapertura delle strade, c'è una comunità di 50 mila abitanti, quella della Valpolcevera, senza contare quelli dell'entroterra, che non possono più sopportare un certo immobilismo nelle decisioni», ha denunciato il presidente del comitato degli sfollati Franco Ravera. «Le istituzioni hanno fatto il possibile, hanno attivato mezzi pubblici, sono state fatte ripartire le linee ferroviarie ma non basta, ci vogliono più risorse e assunzioni di personale come autisti e agenti della municipale». «Oggi il tema non siamo noi, ma le problematiche di mezza città», ha continuato Ravera, «ho visto in piazza molte persone che non abitano in Valpolcevera e questo mi ha fatto piacere, significa che c'è solidarietà».

TONINELLI: «NON CONTESTATE IL DECRETO, È SCRITTO COL CUORE»

E mentre commercianti e sfollati sfilano, il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, in visita alla città della Lanterna con la commissaria europea ai Trasporti Violeta Bulc, ha assicurato che il decreto Genova «sarà migliorato» (leggi anche: cosa prevede il dl Genova). «Non contestatelo perché non solo è scritto col cuore ma anche con una tecnica giuridica cosi elevata che permetterà al commissario Bucci di lavorare bene senza preoccuparsi dei ricorsi», ha aggiunto il pentastellato. Ricordando che l'Agenzia per la sicurezza delle infrastrutture «permetterà di tornare a controllare le proprie infrastrutture e sanzionare quelli che non le tengono e le manutengono correttamente in sicurezza e di poter intervenire».

GLI SFOLLATI AL MINISTRO: «NON RACCONTATECI MUSSE»

«Al ministro abbiamo detto: non raccontateci musse, ovvero non raccontateci bugie. La città non ha necessità di bugie. Vogliamo impegni seri, concreti, fattibili», ha detto il referente degli sfollati. «Il ministro», ha aggiunto, «si è detto disponibile a intervenire pesantemente per modificare il decreto sia nella parte legislativa-normativa sia in quella degli indennizzi. Lo verificheremo, oggi noi non applaudiamo nessuno». Non solo. Ravera ha assicurato che il ministro si è anche impegnato «a incontrarci nuovamente la prossima settimana per aggiornarci e speriamo in quell'occasione di vedere i primi risultati. Genova è una città sofferente e gli sfollati lo sono ancora di più, oggi festeggiamo 55 giorni fuori di casa e non abbiamo ancora una certezza su niente». Riguardo ai fischi sotto la Regione, Ravera ha precisato: «Non erano rivolti al ministro, ma il giusto risentimento rispetto all'immobilismo. Al massimo erano rivolti a qualche forza politica che tiene i piedi in due scarpe. È un segnale di insofferenza e di insoddisfazione per la viabilità».

Danilo Toninelli e Violeta Bulc.

VIOLETA BULC: «L'EUROPA È CON VOI»

«L'Europa è qui con voi», ha detto Bulc. «Dobbiamo agire per dare piena operatività al territorio. Spetterà alle autorità italiane stabilire le responsabilità del disastro. Intanto all'Ue sono arrivati segnali importanti come la nomina del commissario straordinario per la ricostruzione che è il sindaco di Genova, e l'Agenzia nazionale per la sicurezza infrastrutture che sarà operativa da gennaio». «Questa è l'Europa che ci piace, che ascolta le necessità e i bisogni del territorio», ha commentato Toninelli. «Apprezziamo la vicinanza della Ue e sono contento che la commissaria Bulc abbia approvato l'Agenzia per la sicurezza delle Infrastrutture voluta da questo governo». «Dalla commissaria europea Violeta Bulc ho ricevuto ottime rassicurazioni. Sono molto colpito dalla sua efficienza e dal suo modo di interagire. Lavoreremo parecchio nei giorni prossimi insieme, ci ha garantito una certa flessibilità nelle procedure e questo è molto importante per noi. C'è l'atteggiamento giusto e la voglia di fare il ponte Morandi in fretta», ha dichiarato il commissario straordinario per la ricostruzione e sindaco di Genova Marco Bucci. «Il decreto è migliorabile», ha sottolineato il primo cittadino. «Ho sempre parlato il cuore ce l'ho anch'io, quando le cose si fanno col cervello e con passione è il modo».

TOTI: «SPERO CHE IL DL SIA SCRITTO COL CERVELLO»

Meno entusiasta il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti. «Speriamo che il decreto sia scritto anche con il cervello», ha detto commentando le parole di Toninelli. «Non sono un giurista, i ricorsi purtroppo sono un male endemico del nostro Paese. Ci auguriamo tutti che il decreto sia a prova di ricorsi ma lo verificheremo purtroppo sulla nostra pelle tra pochissimo». «Mi auguro», ha aggiunto Toti, «che ci sia buon senso da parte del parlamento nel modificare» il dl Genova «nel modo più ampio possibile, che ci sia buon senso da parte di tutto il mondo delle imprese che possono partecipare alla ricostruzione per evitare di combattere i ricorsi giudiziari sulla pelle di una città, che ci sia buon senso da parte di Autostrade, ancorché certamente escluse da questo decreto. Però una responsabilità oggettiva quella società ce l'ha e che quindi ci sia buon senso anche da parte sua di usare quella moderazione, quella attenzione a questa città, che è ferita».

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