Cgil Landini Camusso Colla Congresso Bari
Politica
9 Ottobre Ott 2018 1903 09 ottobre 2018

La corsa di Landini per la Cgil con Camusso e contro Colla

La segretaria indica l'ex nemico Landini per la successione: «Dobbiamo avere il coraggio di osare». Ma l'ala riformista e i pensionati si dissociano: rischio spaccatura nel congresso di gennaio a Bari.

  • ...

La segretaria della Cgil Susanna Camusso indica l'ex leader delle tute blu Maurizio Landini come il suo successore, mettendo così una forte ipoteca sulla corsa che si chiuderà il prossimo gennaio con il congresso di Bari, programmato dal 22 al 25. L'allineamento tra Camusso e Landini sarebbe stato considerato impensabile fino a qualche anno fa: nel 2014 Camusso arrivò a minacciare l'espulsione Landini dal sindacato, ma i rapporti erano tesi già da tempo a causa della linea dura adottata dalla Fiom nella vertenza Fiat. Tradizionalmente considerati una il rappresentante dell'ala riformista e l'altro di quella massimalista, i due si sono avvicinati nel 2017 quando Landini è entrato in segreteria. Fino a poche settimane fa, tuttavia, si mormorava di una discesa in campo di Serena Sorrentino nella corsa alla segreteria come candidata "delfina" di Camusso. Il suo passo indietro presagiva la scelta di convergere verso Landini. L'ex segretario della Fiom, ha dichiarato Camusso il 9 ottobre, ha le caratteristiche per «interpretare meglio la linea decisa dal sindacato», anche se il nuovo segretario «verrà ovviamente determinato dall'applicazione delle regole della nostra organizzazione».

LA SFIDA CONTRO IL RIFORMISTA COLLA, GLI INTRECCI CON PD E M5S

L'indicazione della segretaria è stata fatta dopo le consultazioni interne svolte tra le categorie, le strutture regionAli e le Camere del lavoro dopo che a marzo si è aperto il percorso congressuale, che non ha però trovato il consenso di tutta la segreteria confederale e dell'organizzazione. A partire dall'altro "candidato in pectore" (non c'è in realtà alcuna candidatura ufficiale), Vincenzo Colla, e di chi sta con lui, in primis i pensionati dello Spi: tra loro non si esita a parlare di "forzatura", dal punto di vista formale, di «una proposta non unitaria che divide» il sindacato (sebbene, si fa notare, sia stato offerto più volte terreno per una soluzione condivisa) e rappresenta una «rottura politica». Anche se nel sindacato ufficialmente non se ne fa cenno, a dividere Landini e Colla non è solo una impostazione generale - più riformista l'uno, più movimentista l'altro -, ma anche i riferimenti politici: se Colla è legato alla storia tradizionale della sinistra e al Pd, Landini da tempo ha aperto nei confronti dei Cinque Stelle e già prima è stato uno dei più feroci critici del Partito democratico. Inoltre Landini sarebbe molto forte nella base, Colla più saldo tra i gruppi dirigenti. Questo spiega la frase pronunciata da Camusso: «Non usiamo né le primarie né il dibattito pubblico, ma il ruolo e il lavoro degli organismi. Sapendo che l'organizzazione è di fronte alla necessità di scegliere qual è la sua prospettiva e che c'è una tentazione evidente del gruppo dirigente di richiudersi in ciò che conosce e poco coraggio di osare. Credo che questa debba essere la vera riflessione della Cgil».

CON LANDINI I METALMECCANICI, CON COLLA I PENSIONATI

Nella corsa che si chiude a gennaio, l'ex leader dei metalmeccanici ha il sostegno della stessa Fiom (la sua scelta rispetta la democrazia, sottolinea l'attuale segretaria generale Francesca Re David), la Funzione pubblica e gli agroalimentaristi della Flai; con l'ex numero uno dell'Emilia Romagna, i pensionati dello Spi, gli edili della Fillea, i chimici-tessili della Filctem, i lavoratori dei trasporti e delle telecomunicazioni di Filt e Slc. Dopo i congressi territoriali e regionali, dal 26 novembre al 20 dicembre si svolgeranno i congressi delle categorie e per ultimo quello dei pensionati che si terrà dal 9 all'11 gennaio 2019, al Lingotto a Torino. Poi il XVIII congresso nazionale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso