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Politica
10 Ottobre Ott 2018 2218 10 ottobre 2018

Il governo vuole che lo Stato rientri in Alitalia

Il progetto del ministro Di Maio: convertire in azioni una parte del prestito ponte e cercare il resto del capitale sul mercato. Sindacati in pressing su Fondo di solidarietà e cassa integrazione.

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Convertire una parte del prestito ponte in equity per far entrare lo Stato nell'azionariato e lasciare il resto ai privati. Sarebbe questa la soluzione per Alitalia allo studio del governo, che si dice fiducioso di poter chiudere la partita entro fine ottobre. E mentre si allontana l'ipotesi di un ingresso di Ferrovie dello Stato, per la quale si starebbe ragionando solo su progetti di intermodalità, la scadenza della procedura di vendita preoccupa i sindacati, che guardano con attesa all'incontro di venerdì 12 ottobre con il ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio: senza risposte si rischia la mobilitazione.

COMPAGNIA STRATEGICA PER IL TURISMO ITALIANO

Il disegno dell'esecutivo per l'ex compagnia di bandiera è stato tratteggiato dallo stesso Di Maio: «Il nostro obiettivo è farla diventare una compagnia strategica per il turismo italiano. Per farlo serve un controllo pubblico, ma dobbiamo anche attrarre partner privati». Altri soldi pubblici non sarebbero necessari. Basterebbe prendere il prestito ponte (già erogato) di 900 milioni di euro, convertirne «una parte in equity» e poi tutto il resto «lo raccogliamo sul mercato con attori privati». In questo quadro si starebbe ridimensionando anche il ruolo di Ferrovie, finora considerato dal governo un partner strategico. Ora si starebbe ragionando solo su possibili sinergie.

I SINDACATI CHIEDONO RISPOSTE ENTRO IL 31 OTTOBRE

Sul dossier, comunque, il governo ha mostrato ottimismo. Ma i sindacati aumentano il pressing e attendono risposte rapide. «Se non ci diranno granché su Alitalia e non ci verranno date garanzie sul Fondo di solidarietà per il trasporto aereo anche per il 2019, la mobilitazione sarà assolutamente ineludibile», ha avvertito la Uiltrasporti. «Serve una soluzione in tempi rapidi, entro il 31 ottobre», ha detto la Filt-Cgil, che si aspetta risposte anche sul contratto. «Il ministro ci faccia capire quali sono i progetti del governo», ha chiesto la Fit-Cisl, aggiungendo che in base all'esito dell'incontro farà le proprie valutazioni. Sul tavolo c'è anche il rinnovo della cassa integrazione, che scade sempre il 31 ottobre. L'azienda intende chiedere una proroga fino al 23 marzo 2019 per 1.570 dipendenti, numero che i sindacati vorrebbero ridurre.

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