Crollo Ponte Morandi Genova
Crollo del ponte Morandi
Ponte Morandi Crollo Ricostruzione
Politica
11 Ottobre Ott 2018 1852 11 ottobre 2018

Autostrade: rifacciamo noi ponte Morandi a Genova

Lettera al commissario Bucci: sarà pronto in nove mesi, il nostro progetto è doveroso e legittimo. Intanto in città cresce la tensione: gli sfollati chiedono al governo di cambiare il decreto.

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Il Consiglio di amministrazione di Autostrade ribadisce il diritto-dovere di ricostruire il ponte Morandi crollato a Genova il 14 agosto. In una nota, il board comunica che «ritenendo essenziale l'obiettivo di ripristinare nel minor tempo possibile il viadotto Polcevera, ha inviato al Commissario (il sindaco di Genova Marco Bucci, ndr.) il progetto per la ricostruzione elaborato dalla società, in adempimento delle previsioni di Convenzione». Il progetto prevede «demolizione e ricostruzione del Ponte da realizzarsi in nove mesi» dalla approvazione e dalla disponibilità delle aree. Sul progetto Autostrade «è pronta ad impegnarsi contrattualmente al rispetto dei tempi indicati, fornendo garanzie economiche».

Resa dei conti nel Gruppo Benetton dopo Ponte Morandi

Economia Non è un momento facile per i Benetton. Anzi, è sicuramente il più difficile che la famiglia di Ponzano abbia mai dovuto affrontare nella sua storia imprenditoriale. Il 2018 è stato un annus horribilis: ad agosto la tragedia del ponte Morandi , e la loro controllata Autostrade da allora è nell'occhio del ciclone.

L'annuncio è un nuovo modo di ribadiire che la società, sempre nella visione di Autostrade, sarebbe in grado di chiudere i lavori in tempi più rapidi e lasciando adombrare una battaglia legale nel caso di risposta negativa del governo. La società, infatti, si dice «disponibile a sviluppare eventuali ulteriori ipotesi progettuali, laddove richieste dal Commissario. La società ritiene che la presentazione della soluzione progettuale e operativa sia doverosa e legittima e la più efficace per ripristinare in tempi certi e rapidi la tratta autostradale Genova Aeroporto-Genova Ovest, auspicando (ovviamente salva la tutela delle sue ragioni) che possa essere positivamente valutata dal Commissario Straordinario e dalle Istituzioni».

GLI SFOLLATI AL GOVERNO: BASTA RITARDI E CAMBIATE IL DECRETO

Intanto serpeggia tensione a Genova per i ritardi. In prima fila ci sono gli sfollati, che hanno inviato una lettera a Montecitorio e al ministro dei Trasporti «dopo 56 giorni di attese, di sofferenze, di ambiguità» per esprimere «le perplessità e le aspettative deluse riscontrate in questa versione del decreto Genova». Nel dettaglio chiedono che l'articolo 1 venga modificato, assicurando un piano di indennizzi per le case che dovranno essere demolite per la realizzazione del nuovo ponte, e garantendo la relativa copertura finanziaria, «magari acquisendola dal concessionario del tratto autostradale». Sul piede di guerra anche gli spedizionieri, che preparano una 'class action' contro i responsabili della tragedia per i danni subiti e per l'impatto sui fatturati. Sul Decreto Genova è tornato anche il presidente dell'Autorità anticorruzione, Raffaele Cantone: «Il governo ha sottovalutato il rischio delle infiltrazioni mafiose. Non è un rischio da azzeccagarbugli o cacadubbi. I lavori si devono fare ma creando un reticolo di norme vere». Immediata la replica del presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, secondo cui «la cultura del bloccare le opere per paura dei ladri sembra una cultura che non ha portato bene, a questo paese occorre vigilare con grande attenzione e lasciare che le opere si facciano».

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