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Politica
11 Ottobre Ott 2018 2155 11 ottobre 2018

Col via libera al Def spuntano le finestre pensionistiche

Il governo studia fasce trimestrali per ridurre il peso di quota 100. L'obiettivo è il varo entro aprile, come per il reddito di cittadinanza. Ma nella maggioranza si fa largo lo spettro delle agenzie di rating.

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Aprile, per quota 100 e reddito di cittadinanza. Potrebbero entrare a regime a un mese dalle elezioni europee le due misure bandiera del governo M5s-Lega. Almeno, questo è quanto è emerso nel giorno in cui le Camere hanno dato il via libera alla Nota di aggiornamento al Def e autorizzato, a maggioranza assoluta, uno scostamento dal percorso che porterà al pareggio di bilancio. È il primo passo verso il varo della Manovra, attesa per la prossima settimana.

TIMORI NEL GOVERNO PER IL GIUDIZIO DELLE AGENZIE DI RATING

La volontà di non correggere i saldi nonostante gli avvertimenti dell'Ue e le tensioni sui mercati, viene confermata dal governo. «Indietro non si torna, semmai acceleriamo», ha detto Matteo Salvini. «Siamo sereni e determinati», ha dichiarato Giuseppe Conte. Ma il possibile declassamento delle agenzie di rating, per i suoi contraccolpi, crea forti timori nel governo, tanto che è spuntata l'ipotesi di ampliare il fondo centrale di garanzia a tutela delle banche.

SULLE PENSIONI SCONTRO TRA BOERI E SALVINI

Il lavoro per far quadrare i conti di una legge di Bilancio da 36,7 miliardi, è intanto un cantiere aperto. Lo testimonia il testo della risoluzione di maggioranza che accompagna la Nadef: dopo tre giorni di mediazioni, M5s e Lega decidono di non fare nessun riferimento ai tempi di attuazione delle principali misure. Osservato speciale: il capitolo pensioni. Lo dimostra lo scontro tra Salvini e il presidente dell'Inps Tito Boeri, che ha stimato in 100 miliardi il debito che sarebbe generato da quota 100. «Non c'è sbilancio perché i pensionati si autofinanziano», ha assicurato il ministro Paolo Savona che, assente Giovanni Tria, prende la parola in Aula alla Camera a difendere i numeri del governo.

Ma un problema sulle coperture esiste, se è vero che non appare ancora blindato, nonostante la ferma volontà M5s, l'innalzamento delle minime con le pensioni di cittadinanza. Quanto a quota 100, per ridurre il peso dell'intervento si annuncia il ritorno di finestre pensionistiche, probabilmente trimestrali. Il meccanismo non è ancora definito ma in sostanza chi all'inizio del 2019, quando la riforma entrerà in vigore, avrà maturato i requisiti di 62 anni di età e 38 di contributi potrà andare in pensione a partire da marzo, o più probabilmente inizio aprile. Stessa sorte per il reddito di cittadinanza: «Si parte ad aprile 2019, quando saranno pronti i centri per l'impiego», ha anticipa il capogruppo M5s Stefano Patuanelli. Il 25 ottobre, all'ora di pranzo, il governo vorrebbe varare in un unico Cdm il decreto fiscale, con il condono inviso a parte dei Cinque stelle. Ma anche dare il via libera alla Manovra: un via libera «salvo intese» almeno ai tratti principali della legge di Bilancio, da inserire nel documento che entro la mezzanotte dovrà essere inviato all'Ue. Che si riesca in tempo, non è detto. Ma il tentativo è dare corpo alle misure nella speranza che abbiano un contraccolpo positivo sui mercati.

SAVONA ACCLAMATO ALLA CAMERA DALLA MAGGIORANZA

In cima alla risoluzione al Def, limata fino all'ultimo per non scontentare né M5s né Lega, è stato inserito il capitolo investimenti: è quello su cui il governo punta, come ha spiegato anche Savona, il cui intervento fuori programma da vice Tria è acclamatissimo nell'Aula della Camera. Savona ha parlato di New deal alla Roosevelt e di effetto moltiplicatore sull'occupazione. La maggioranza spinge su una banca degli Investimenti con il coinvolgimento di Bankitalia e Cdp. E il sottosegretario Massimo Garavaglia ha parlato dell'ipotesi di alzare a 200 mila euro la soglia per gli appalti ad affidamento diretto. Ridurre il cuneo fiscale per l'assunzione di giovani e contrastare il fenomeno culle vuote, sono gli altri impegni. E le Camere dicono sì a maggioranza assoluta. Ma dall'opposizione l'ex ministro Pier Carlo Padoan per il Pd denuncia la mancanza di coperture e stimoli alla crescita: «Ci sarà solo più deficit». E Forza Italia rinnova il suo appello alla Lega: «Molli M5s e si torni a votare»

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