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Politica
11 Ottobre Ott 2018 1311 11 ottobre 2018

Nuovi giudizi di Bruxelles su Italia e Def

Il vicepresidente della Commissione Ue Katainen sulla manovra: «Situazione fragile, c'è rischio contagio». Moscovici in pressing su Tria. 

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«La situazione è molto fragile». E «nessuno vuole una situazione di instabilità sui mercati che sarebbe molto negativa per gli italiani e per gli altri Paesi europei che potrebbero soffrire del contagio». Lo ha detto il vicepresidente della Commissione Ue Jyrki Katainen commentando il rapporto dell'European Fiscal Board che mercoledì aveva criticato l'eccessiva flessibilità concessa all'Italia. «L'interesse della Commissione Ue è di avere un risultato che sia credibile e cercare di convincere il governo italiano ad assumersi le sue responsabilità», ha ribadito Katainen, per questo «stiamo aspettando che arrivino entro il 15 ottobre le cifre esatte e allora analizzeremo se il bilancio è in linea con gli impegni presi dall'Italia» (leggi anche: Luigi Di Maio ha risposto alla Commissione Ue sul Def). Mercoledì l'European Fiscal Board aveva concluso il suo report annotando come «La Commissione europea» fosse «stata troppo generosa» con il nostro Paese. Secondo il gruppo di esperti economici indipendenti che, su mandato dell'Ecofin, esamina ogni anno come la Commissione ha attuato il Patto di Stabilità, l'Italia non è mai finita sotto procedura per debito perché ha beneficiato di una «generosa lettura» dell'indicatore del saldo strutturale, della possibilità di «portarsi dietro la flessibilità» ottenuta l'anno precedente, e di una quantificazione dei costi legati ai migranti «non in linea con le pratiche del passato».

MOSCOVICI: «IL PROBLEMA DELL'ITALIA È LA PRODUTTIVITÀ»

Più morbido di Katainen il commissario europeo per gli Affari economici Pierre Moscovici. «Stiamo aspettando la manovra per la prossima settimana», ha dichiarato, «poi la valuteremo con le regole comuni: non è interesse o volontà della Commissione un conflitto con l'Italia e non è nell'interesse dell'Italia una manovra nella quale manca un significativo calo del debito perché poi chi paga il conto?». Se l'Italia non cambierà gli obiettivi di bilancio, ha messo però in guardia Moscovici, «probabilmente avremo uno scambio di lettere con il governo e poi vedremo, per ora non rinvigoriamo il fuoco» perché, ha ribadito il commissario, «non è nell'interesse della zona euro avere una crisi con l'Italia e la Commissione certamente non è nell'umore di crearne una». Se il governo vuole agire «contro la povertà o per l'inclusione sociale può farlo, attuando delle scelte. Ma il problema dell'Italia è un altro: è aumentare la produttività, troppo debole da decenni, ed è per questo che la crescita italiana è troppo lenta», ha spiegato. Moscovici riguardo agli attacchi dell'esecutivo ha poi tagliato corto: «Non rispondo alle provocazioni ma proseguo il dialogo, perché amo l'Italia, chiunque sia al governo, perché credo che gli italiani meritino un governo che li rafforzi nella zona euro».

La nota di aggiornamento al Def alla prova del Senato

Tra gli impegni presi dalla maggioranza quello di ridurre il cuneo fiscale per l'assunzione dei giovani "più meritevoli", contrastare il fenomeno delle ' culle vuote' anche con incentivi per l' istruzione e misure per favorire il rientro dei cervelli.

PRESSING UE SU TRIA PER AVVICINARSI ALLE REGOLE COMUNI

Il commissario per gli Affari economici ha messo in chiaro che la Commissione non ha «rigettato il budget italiano», perché i piani di bilancio arriveranno a Bruxelles lunedì. Per ora, ha dichiarato, «abbiamo dato una prima occhiata, e la prima reazione è stata che c'è un rischio di deviazione significativa perché questo bilancio, come lo conosciamo ora, rischia di non rispettare le regole disegnate da tutti gli Stati». Tali regole, ha spiegato, «sono nell'interesse degli italiani stessi, perché sono state fatte per ridurre il peso del debito e il debito in Italia è il 130% del Pil, questo è il motivo per cui non solo il deficit nominale, al 2,4%, ma anche lo strutturale va ridotto». Quindi «calmiamoci», ha ripetuto. «Non è nell'interesse dell'Italia aumentare il debito», e «questo è il motivo per cui cercherò fino all'ultimo di convincere il governo, e specialmente il ministro dell'Economia, ad avvicinarsi alle regole comuni. Potremo non essere in pieno accordo, ma ci serve uno sforzo di avvicinamento in modo che possiamo vedere che l'Italia è ancora quello che deve essere, un membro al cuore della zona euro».

REGLING: «IL PARAGONE ITALIA-GRECIA NON È ONESTO»

Ha espresso preoccupazione per i conti italiani anche Klaus Regling, direttore generale del fondo salva Stati Esm. «Il paragone tra Italia e Grecia non è molto onesto, l'Italia non ha mai perso accesso al mercato, è stata sempre in una situazione migliore, e ci sono delle ragioni», ha spiegato in un'intervista alla Cnbc. «Il deficit è stato sempre contenuto, la maggior parte del debito è finanziato dai residenti, perché i risparmi dei privati in Italia sono molto alti, quindi l'Italia ha i suoi punti di forza, ma c'è preoccupazione sui target annunciati». A chi gli chiede se l'Esm è pronto a intervenire in Italia, Regliing risponde glissando. «Abbiamo solo previsioni preliminari di quello che potrebbe succedere, i dati potrebbero essere rivisti, l'Italia ha i suoi punti di forza e non farò tre salti avanti. L'Esm è disponibile per tutti gli Stati membri, ma l'Italia non ha mai perso accesso al mercato. Sono preoccupato per i suoi target di bilancio ma tutto qui, dobbiamo aspettare e vedere cos'altro succede».

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